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IL DOCUMENTO

Siemens, ecco il decalogo per la sicurezza informatica

Presentate alla conferenza di Monaco, insieme a nove partner, le dieci aree di azione prioritarie per la cybersecurity. Con l’invito ai governi e aziende a istituire ministeri e responsabili ad hoc. Richiesta anche una certificazione indipendente per infrastrutture critiche e IoT

16 Feb 2018

Antonello Salerno

Un decalogo per mettere al centro dell’attenzione la sicurezza informatica e implementare tutte le iniziative necessarie per garantire che la digital tranformation non debba subire battute d’arresto dovute a problemi di cybersecurity. A presentarlo, durante la conferenza sulla sicurezza globale in corso a Monaco di Baviera, è Siemens, che attorno al documento ha riunito anche nove dei suoi principali partner: il charter of trust chiede norme e standard stringenti per incrementare il livello di fiducia nella sicurezza informatica, spiega la società in una nota, e dare così un ulteriore slancio al processo di digitalizzazione e allo sviluppo di soluzioni emergenti comequelle legato all’Internet of things.

A sottoscrivere l’accordo e presentarlo al ministro degli esteri canadese e rappresentante del G7 Chrystia Freeland e al commissario Ue per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le Pmi, Elżbieta Bieńkowska, insieme a Siemens (che ha promosso l’iniziativa), sono Airbus, Allianz, Daimler Group, Ibm, Nxp, Sgs e Deutsche Telekom.

“Garantire la sicurezza dei dati e dei sistemi collegati in rete è il punto cruciale della trasformazione digitale – afferma Joe Keaser, presidente e Ceo di Siemens  – Ecco perché dobbiamo rendere il mondo digitale più sicuro e affidabile. È giunto il momento di agire non solo individualmente ma assieme con partner leader nei rispettivi mercati di riferimento. Auspichiamo che altre realtà si uniscano a noi per rafforzare ulteriormente quest’iniziativa”.

La carta individua nello specifico 10 aree d’azione sulle quali governi e aziende devono svolgere un ruolo attivo. “La responsabilità in tema di cybersecurity – spiega Siemens in una nota –  deve essere assunta ai più alti livelli governativi e di business, con l’introduzione di un ministero dedicato nei governi e di un responsabile a capo della sicurezza delle informazioni nelle aziende. È necessario inoltre per le imprese stabilire una certificazione obbligatoria e indipendente (rilasciata da una terza parte) relativa alle soluzioni e alle infrastrutture critiche, soprattutto laddove possano verificarsi situazioni pericolose, ad esempio con veicoli autonomi o con i robot di domani, che saranno in grado di interagire direttamente con gli esseri umani all’interno dei processi produttivi”.

In futuro, spiega la società, le funzioni di sicurezza e di protezione dei dati saranno preconfigurate come parte delle tecnologie, e le norme di sicurezza informatica saranno incorporate all’interno degli accordi di libero mercato.

“Le reti digitali sicure rappresentano le infrastrutture critiche che stanno alla base del nostro mondo interconnesso – afferma Chrystia Freeland – Il Canada accoglie positivamente gli sforzi di queste importanti realtà industriali nel promuovere la creazione di un ciberspazio più sicuro. La sicurezza informatica sarà certamente un tema centrale nell’agenda della presidenza canadese del G7”.

“I governi devono assumere un ruolo guida per quanto riguarda le regole di transazione nel ciberspazio – aggiunge Wolfgang Ischinger, presidente della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco – Ma le aziende che sono all’avanguardia nel concepire e progettare il futuro del ciberspazio devono sviluppare e implementare gli standard necessari. Assieme con i nostri partner, vogliamo concentrarci sull’argomento e contribuire a definirne il contenuto”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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