DATA PROTECTION

Social network, in California una legge per tutela degli under 18

Disco verde dai legislatori, attesa la firma del governatore Newsom. Nel mirino anche le piattaforme di gaming. Le aziende saranno obbligate a dare priorità alla privacy, le norme in vigore dal 2024. Vietata la raccolta di dati personali non funzionali ai servizi commerciali

31 Ago 2022

Lorenzo Forlani

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Instagram, Tiktok e gli altri social media, nonché le piattaforme di gioco online, saranno tenute a mettere gli interessi dei bambini davanti ai loro profitti, perlomeno in California, patria della Silicon Valley e dei suoi giganti tecnologici. Questo è quanto stabilisce la proposta di legge approvata dai legislatori dello Stato americano occidentale, e che deve essere firmato dal governatore Gavin Newsom per diventare legge statale a tutti gli effetti.

Cosa dice la proposta di legge

Nello specifico, la proposta di legge impone a tutte le aziende che offrono servizi online a minori di 18 anni, o che possono essere utilizzati da minori, “di considerare l’interesse superiore dei bambini nella progettazione, nello sviluppo e nella fornitura” dei loro servizi. “In caso di conflitto tra gli interessi commerciali e l’interesse superiore dei bambini, le aziende devono dare priorità alla privacy, alla sicurezza e al benessere dei bambini rispetto agli interessi commerciali”, si legge nel testo, che entrerà in vigore nel 2024.

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Il mondo online ha creato opportunità incredibili ma anche minacce reali per i bambini, per le comunità vulnerabili e per la democrazia americana come la conosciamo”, ha commentato in conferenza stampa lo scorso martedì Jesse Gabriel, deputato democratico e autore della prima proposta di legge. “Crediamo che la California abbia l’obbligo, oltre che l’opportunità speciale di aprire la strada su questi temi”, ha aggiunto.

Per alcuni la legge è eccessiva

La proposta ha avuto un sostegno bipartisan ma non sono mancate voci scettiche, come quella della senatrice repubblicana Melissa Melendez, preoccupata che la legge possa finire per punire contenuti legali ma impopolari. “Non posso fare a meno di chiedermi se questo non sia infatti un tentativo da parte del procuratore generale (il democratico Rob Bonta, ndr) di infastidire i cittadini della California, soprattutto coloro che hanno punti di vista diversi, e non credo sia appropriato che il procuratore generale venga coinvolto in un qualunque tentativo di limitare la libertà di parola”, ha detto Melendez durante il dibattito in aula di lunedì sera. Si opporrebbero alla legge anche la Camera di commercio della California, l’Associazione industriale dei computer e delle comunicazioni, l’Associazione della tecnologia di consumo, Netchoice, Technet, ed altri soggetti, che ritengono che la proposta vada “troppo oltre, obbligando a fornire al procuratore informazioni sensibili”.

I social network sono regolarmente accusati di avere effetti dannosi sugli utenti più giovani, ad esempio per la sovraesposizione di vite apparentemente ideali di altre persone, o di pubblicità inappropriate. La legge richiederebbe alle piattaforme di installare impostazioni predefinite, che garantiscano un elevato livello di protezione dei dati dei minori. Inoltre, vieterebbe loro di raccogliere, condividere o vendere qualsiasi informazione personale non necessaria per il corretto funzionamento del servizio. Vuole infine impedire ai social network di utilizzare qualsiasi funzione che possa danneggiare la salute, fisica o mentale, degli utenti più giovani.

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