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SECURITY

Truffa su Google Play, occhio a 35 app di “pseudo-sicurezza”

Installate 6 milioni di volte, le app si presentavano agli utenti con finte recensioni positive e avvisi di protenzione fasulli. La scoperta dei ricercatori di Eset

17 Apr 2018

F. Me

Truffa su Google Play. I ricercatori di Eset hanno individuato sullo store 35 app che si presentano come programmi di sicurezza ma che, invece di garantire protezione, mostrano annunci indesiderati e avvisi di pseudo-sicurezza assolutamente fasulli.

Per alcuni anni queste app sono riuscite per alcuni anni a non essere rilevate dai sistemi di sicurezza di Google, presentandosi con statistiche interessanti sullo store e arrivando a contare addirittura oltre 6 milioni di installazioni totali. Tuttavia, è verosimile che non tutte siano installazioni reali, poiché – secondo gli esperti – è molto probabile che a effettuare questi download siano dei bot che successivamente pubblicano recensioni positive migliorando le valutazioni dei rispettivi programmi. Tutte le 35 app sono state segnalate da Eset e infine rimosse dallo store.

Per passare inosservate ai sistemi di rilevamento di sicurezza di Google, tutti gli annunci  imitano i messaggi che possono essere mostrati da reali soluzioni di sicurezza mobile. Tuttavia, i loro “meccanismi di rilevamento” sono incompleti e molto primitivi, il che li rende facili da superare e inclini a rilevare falsi positivi.

L’analisi di Eset ha dimostrato che tra queste 35 app, solo una manciata si distingue per caratteristiche specifiche: un’app non è completamente gratuita, offrendo un aggiornamento a pagamento; una ha implementato un gestore di app-locker primitivo, facilmente aggirabile; un’altra app segnala le altre di questo gruppo come pericolose di default.

Oltre a infastidire le vittime con pubblicità, il proporre questi programmi come software di sicurezza ha anche alcuni gravi effetti collaterali pericolosi. Per imitare le funzioni di sicurezza di base, infatti, queste app effettuano dei controlli molto banali basati su regole semplici e predefinite, arrivando spesso a rilevare le app legittime come dannose. E, ultimo ma non meno importante, creano un falso senso di sicurezza nelle vittime, che potrebbe esporle a rischi reali derivanti da programmi dannosi che non possono essere rilevati come tali.

Come proteggersi? Certamente avere una soluzione di sicurezza installata in un telefono Android è sicuramente una buona cosa. Ma non tutte le applicazioni con le diciture “sicurezza” o “antivirus” nel nome proteggono effettivamente il dispositivo. Prima di installare una soluzione di sicurezza è bene pensare due volte: è davvero uno strumento su cui fare affidamento?

Le 35 app di pseudo-sicurezza non sono, ad esempio, ransomware o altri malware hardcore e l’unico danno che fanno è visualizzare annunci fastidiosi, rilevare falsi positivi e dare alla vittima un falso senso di sicurezza. Tuttavia – avverte Eset- milioni di utenti incauti che le hanno scaricate potrebbero facilmente aver finito per incappare in un vero malware che utilizza un sistema di camuffamento simile. Invece di app con nomi e icone appariscenti o promesse stravaganti e non confermate, è allora meglio cercare una soluzione di sicurezza affidabile.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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