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CYBERSECURITY

Gli hacker si fingono ceo. La nuova truffa via e-mail

L’Italia è il secondo dopo gli Usa per tentativi di attacco “Business Email Compromise”. I dati di Trend Micro Research rivelano una crescita anche nel numero di malware e macromalware

02 Dic 2019

D. A.

Al primo posto gli Stati Uniti con il 26% e subito dopo l’Italia con il 21,8%. Il nostro Paese segna un record a ottobre per quanto riguarda i tentativi delle cosiddette “truffe del Ceo” ed entra prepotentemente nella Top 5 mondiale. A seguire Australia (12,4%), Uk (8,8%) e Nuova Zelanda (4,1%). A rivelarlo è Trend Micro Research, la divisione dedicata alla ricerca dello specialista globale di cybersecurity, e sono relativi al mese di ottobre.

La truffa del Ceo, conosciuta anche come Business Email Compromise, è un attacco nel quale il cybercriminale impersonifica via email un importante manager dell’azienda con l’obiettivo di far trasferire ingenti somme di denaro. Solitamente viene per l’appunto impersonificato il Ceo e ad essere colpito è il reparto finance. Una truffa che può essere contrastata grazie all’Ai: Trend Micro ha per esempio creato Writing Style Dna, una soluzione basata sull’intelligenza artificiale in grado di catalogare lo stile di scrittura di un utente, utilizzando più di 7 mila parametri, per attestarne la veridicità.

Crescono anche gli altri malware

A ottobre l’Italia è anche seconda per numero di macromalware intercettati, dopo il Giappone, e settima al mondo per attacchi malware in generale, con 1.355.241 di file maligni piovuti sui dispositivi italiani. I numeri sono stati rilevati dalla Smart Protection Network, la rete intelligente e globale di Trend Micro che individua e analizza le minacce e aggiorna costantemente il database online relativo agli incidenti cyber, per bloccare gli attacchi in tempo reale grazie alla migliore intelligence disponibile sul mercato. La Smart Protection Network è costituita da oltre 250 milioni di sensori e blocca una media di 65 miliardi di minacce all’anno. In generale, a ottobre, la Smart Protection Network ha gestito 251 miliardi di query e fermato 4,5 miliardi di minacce, di cui l’93,8% arrivava via e-mail.

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