Truffe via e-mail, Inps e Agenzia delle Entrate allertano gli utenti - CorCom

CYBERCRIME

Truffe via e-mail, Inps e Agenzia delle Entrate allertano gli utenti

Nei messaggi di posta elettronica false comunicazioni con richieste di pagamento. Ecco come proteggersi

13 Gen 2022

F. Me

Truffe via mail ai danni degli utenti di Inps e Agenzia delle Entrate.  Inps avvisa che sono in corso tentativi di truffa tramite e-mail di phishing i quali, “sfruttando apparenti comunicazioni da parte di un sedicente servizio cliente dell’Istituto, invitano ad inviare dati personali su un link cliccabile, allo scopo di ottenere il pagamento di una somma tramite bonifico da parte dell’Inps”.

L’Istituto invita a diffidare di tali comunicazioni, in quanto finalizzate a sottrarre fraudolentemente dati anagrafici oppure relativi a conti correnti o a carte di credito.

“Si ricorda, al riguardo, che le informazioni sulla propria posizione sono consultabili accedendo direttamente al sito www.inps.it e che l’Inps, per motivi di sicurezza, non invia mai comunicazioni di posta elettronica contenenti allegati da scaricare o link cliccabili – si legge nella nota – Per ogni necessità di assistenza si invita a contattare le sedi dell’Istituto.

Anche l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto segnalazioni da contribuenti contattati da presunti intermediari che sostengono di operare per conto del fisco e che sono invece degli impostori. I truffatori richiedono versamenti per imposte non dovute, affermando che sono previste dalla legge in seguito ad operazioni di trading online o su criptovalute

Le frodi hanno tutte un elemento comune: riportano allegati che ricalcano il format di documenti dell’Agenzia delle Entrate (interpelli o comunicazioni da parte degli uffici delle Direzioni provinciali) modificati e manipolati con lo scopo di convincere i cittadini dell’autenticità della fonte e della liceità della richiesta di denaro. Il raggiro è realizzato da soggetti che operano a più livelli. In alcuni casi i truffatori si fingono intermediari nel settore delle criptovalute, presentano finti documenti firmati da falsi dipendenti delle Entrate e di impiegati di banche operanti all’estero e allegano documenti falsi che riportano illegittimamente i loghi dell’Agenzia e di altre amministrazioni. I truffatori spingono i malcapitati a versare sui propri conti imposte inesistenti: una imposta sostitutiva per operazioni di trading online o una cosiddetta “tassa di ingresso” dovuta per “sbloccare” i ricavi o le plusvalenze derivanti da operazioni realizzate dai contribuenti. Una volta ottenuto il denaro richiesto, si rendono irreperibili.

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