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IL CASO

Windows 10, in Illinois via a class action. Ma Microsoft “ribalta” il j’accuse

Nel mirino l’aggiornamento del sistema operativo. Avrebbe provocato la perdita dei dati di migliaia di utenti. Ma Microsoft smentisce e rilancia: “L’upgrade aumenta sicurezza e produttività”

27 Mar 2017

Andrea Frollà

L’ultimo aggiornamento di Windows 10 rischia di finire al centro di una nuova battaglia legale. Stando a quanto sostengono i legali di tre cittadini dell’Illinois, che intendono portale il colosso di Redmond in tribunale con una class action da oltre 5 milioni di dollari, l’ultimo aggiornamento dei sistema operativo di Microsoft avrebbe causato la perdita di dati e danni ai pc di centinaia di migliaia di utenti.

Secondo quanto si legge nella denuncia, Microsoft avrebbe “fallito nell’esercitare una ragionevole cura nel disegnare, formulare e produrre l’aggiornamento di Windows 10”, distribuendo un sistema operativo “capace di causare una perdita di dati o di danneggiare un computer”. Secondo i legali Microsoft avrebbe inoltre evitato di rendere espliciti i rischi potenziali dell’installazione. In alcuni casi, aggiungono gli avvocati, il sistema operativo “spesso si è autoinstallato senza che il cliente compisse alcuna azione”.

A stretto giro di boa è arrivata la replica di Microsoft che, attraverso un portavoce, ha spiegato che “il programma di aggiornamento gratuito di Windows 10 è stato una scelta per aiutare le persone a sfruttare la versione di Windows più sicura e produttiva”. Gli utenti, sostiene Microsoft, “hanno avuto la possibilità di non eseguire l’aggiornamento e 31 giorni per ripristinare il loro vecchio sistema operativo”.

Microsoft sta forzando la mano per spingere l’adozione dell’ultimo sistema operativo, come dimostra il fatto che i sistemi operativi precedenti, ossia le versioni 7 e 8.1, non potranno infatti più ricevere aggiornati su alcuni computer che montano i processori di ultima generazione. Per essere protetti gli utenti saranno quindi obbligati ad effettuare l’upgrade a Windows 10.