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IL PROGRAMMA

Parisi: “Svolta 4.0 per il Lazio, priorità banda ultralarga”

Il candidato del centrodestra alla Regione: “Serve un piano di investimenti infrastrutturali. Cruciale la domanda da parte della PA”. Smart manufacturing: “Chance imperdibile per il territorio”

27 Feb 2018

Federica Meta

Giornalista

La banda larga prima di tutto. Il programma del candidato di centrodestra alla Regione Lazio, Stefano Parisi, verte tutto sulla riduzione del digital gap. Un “pallino” per l’ex manager prestato alla politica, fin da quando ricopriva la carica di Ad di Fastweb e quella di presidente di Confindustria Digitale.  “Il digital divide innesca una spirale pericolosa – avverte Parisi – Poche aziende e poche famiglie connesse significa pochi ricavi incrementali per le telco. E dunque pochi investimenti nella rete. Il Lazio non se lo può permettere”.

In che condizioni ha trovato il Lazio?

Ci sono troppi buchi nella rete fissa e mobile. Non sono tollerabili le continue cadute nella linea. È un problema che va affrontato in modo deciso e in poco tempo, anche perché la rete mobile deve essere la leva anti digital divide laddove la banda larga fissa non c’è.

Sul fronte banda ultra larga invece?

Anche qui i problemi sono evidenti. Bisogna spingere sulla copertura delle imprese e dei distretti industriali varando un piano di investimento nelle infrastrutture in tempi brevi. Dall’efficienza a livello infrastrutturale delle aziende dipende gran parte della competitività del territorio. È una partita che non possiamo perdere.

Un territorio per essere competitivo ha bisogno anche di una PA efficiente…

L’intervento sulla pubblica amministrazione è l’altro caposaldo del programma. Il Lazio è indietro su molti fronti: solo per citare il settore sanitario non esiste il fascicolo elettronico del paziente, non c’è collegamento tra ospedali. Il problema è che le amministrazioni operano in una logica a silos, invece serve spingere sull’interoperabilità: gli enti devono parlare la stessa lingua. È necessario un programma di digitalizzazione che riorganizzi processi e servizi. In questo modo si raggiungerebbero due obiettivi cruciali: l’efficientamento della macchina burocratica e l’aumento della domanda di banda larga e ultralarga che va a spingere gli investimenti delle imprese.

Il piano Industria 4.0 lanciato dal governo può essere una chance per le imprese del Lazio?

La quarta rivoluzione industriale innerva ogni settore industriale e per il Lazio, ricco di imprese ad alto valore tecnologico – penso al Polo tecnologico tiburtino o quello della farmaceutica – rappresenta una chance imperdibile. Per questo motivo ritengo prioritario rendere strutturali gli interventi del piano Industria 4.0: non è pensabile stanziare risorse di anno in anno, la politica industriale ha bisogno di una visione strategica di lungo periodo.

Come intende mettere in campo tutte queste azioni?

Con competenza, serietà e con il coraggio di prendere decisioni.

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