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5G, dagli Usa ban totale contro Huawei e Zte: “Rischi per la sicurezza nazionale”

Il regolatore approva all’unanimità il divieto di importazione e vendita dei prodotti ed elimina la possibilità di concedere autorizzazioni speciali. Coinvolte altre 10 aziende cinesi

Pubblicato il 28 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

hacker, cybersecurity

Si stringe il ban americano contro Huawei e Zte: i due vendor cinesi non potranno più importare e vendere i loro prodotti negli Stati Uniti perché costituiscono un “rischio inaccettabile” per la sicurezza nazionale, secondo quanto ha deciso la Federal communications commission (Fcc). Sale il livello di guardia dell’amministrazione Usa in concomitanza con la diffusione delle nuove reti 5G che, secondo Washington, possono essere esposte al cyber-spionaggio di Pechino tramite le apparecchiature delle aziende nazionali.

Sul ban ai cinesi unanimità della Fcc

L’amministrazione del presidente Joe Biden conferma così la linea seguita dal predecessore Donald Trump: anche secondo la Fcc a guida Democratica le apparecchiature delle aziende cinesi potrebbero essere utilizzate per interferire con le reti wireless di nuova generazione e raccogliere informazioni sensibili. “Queste nuove regole sono una parte importante dello sforzo per proteggere il popolo americano dalle minacce alla sicurezza nazionale che coinvolgono le apparecchiature di telecomunicazione”, ha dichiarato la presidente della Fcc Jessica Rosenworcel.

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Il provvedimento della Fcc è stato votato all’unanimità dai due componenti repubblicani e dai due democratici e coinvolge in tutto dodici aziende di Pechino, tra cui Dahua e Hikvision, che forniscono apparecchiature di videosorveglianza, e Hytera, specializzata in apparecchiature radio. I prodotti autorizzati in precedenza dalla Fcc continueranno ad essere ammessi.

Nessuna deroga ai divieti

La Fcc sta inoltre valutando una revisione delle autorizzazioni già concesse e dei meccanismi per imporre i divieti.

Nel 2021 la Fcc aveva già segnalato di essere a favore della proposta di vietare la procedura di approvazione per le aziende cinesi di apparecchiature per le telecomunicazioni. “Nonostante l’identificazione di problemi di sicurezza con le apparecchiature di telecomunicazione Huawei e Zte fin dal 2019, negli ultimi anni l’agenzia ha continuato a concedere l’approvazione a tali apparecchiature”, aveva dichiarato Rosenworcel. “In altre parole, abbiamo lasciato aperte le opportunità per il loro utilizzo negli Stati Uniti attraverso il nostro processo di approvazione delle apparecchiature. Ora proponiamo di chiudere quella porta“, aveva aggiunto.

La replica: “Un danno per le pmi statunitensi”

Negli Stati Uniti sono soprattutto gli operatori di telecomunicazioni più piccoli a utilizzare le apparecchiature di Huawei e Zte nelle loro reti. L’obbligo di sostituire le componenti Made in China con quelle di altri fornitori è costato 5,6 miliardi di dollari di rimborso alla Fcc dall’inizio del 2022 a oggi, per un totale di 181 domande di risarcimento da parte delle piccole telco.

Tra le aziende nel mirino del regolamento, solo Hikvision ha per ora replicato, sostenendo che i suoi prodotti non minacciano la sicurezza degli Stati Uniti. “Questa decisione della Fcc non farà nulla per proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ma farà molto per rendere più dannoso e più costoso per le piccole imprese statunitensi, le autorità locali, i distretti scolastici e i singoli consumatori proteggere se stessi, le loro case, aziende e proprietà”, ha fatto sapere la società, aggiungendo che continuerà a servire i clienti statunitensi “nel pieno rispetto” delle normative statunitensi.

Huawei e il governo cinese hanno a lungo negato le accuse di spionaggio e denunciato le sanzioni statunitensi contro le tecnologie cinesi.

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