IL PROGRAMMA

5G e Case delle tecnologie emergenti, ecco i sette Comuni vincitori

Bologna, Napoli, Taranto, Genova, Pesaro, Cagliari e Campobasso riceveranno i finanziamenti del Mimit per la realizzazione dei centri di trasferimento tecnologico sul territorio. Sul piatto 80 milioni

Pubblicato il 29 Dic 2022

Domenico Aliperto

Ufficializzati i nomi dei sette comuni italiani che hanno ottenuto i finanziamenti ministeriali del Mimit, il ministero per le imprese e il made in Italy (ex Mise) dedicati al Programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G. Al termine della selezione delle proposte progettuali presentate da 20 città in relazione all’avviso pubblico del 17 ottobre sulle nuove Case delle tecnologie emergenti da finanziare in Italia, le progettualità selezionate sono, in ordine di punteggio, quelle di Bologna, Napoli, Taranto, Genova, Pesaro, Cagliari e Campobasso.

L’obiettivo del programma

Il Programma di supporto alle tecnologie 5G promuove centri di trasferimento tecnologico, le cosiddette “Case delle tecnologie emergenti“, per l’appunto, con l’obiettivo di coniugare le competenze scientifiche delle università e degli enti di ricerca con le esigenze delle imprese.

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Le Case delle tecnologie in particolare, punteranno a supportare progetti di ricerca e sperimentazione, sostenere la creazione di startup e favorire il trasferimento tecnologico verso le piccole e medie imprese sui temi della Blockchain e dei Crypto Asset, dell’Internet of Things, dell’Intelligenza Artificiale, del 6G e delle tecnologie quantistiche.

Gli interventi sono finanziati per un ammontare massimo di 80 milioni di euro a valere sulle somme residuali del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 di cui alla Delibera Cipess 9/2021 che approva il Piano di sviluppo e coesione del Ministero.

A Bologna focus sul 5G

Come anticipato, il progetto presentato dal Comune di Bologna si è classificato al primo posto del bando promosso dal Ministero dello sviluppo economico che prevede un finanziamento da 13,7 milioni. Realizzato in partnership con l’Università e con molti altri soggetti sia di Bologna, sia di Ravenna, la struttura sarà uno spazio fisico, nella sede del Comune di piazza Liber Paradisus, che avrà come principale obiettivo il trasferimento tecnologico verso piccole e medie imprese delle tecnologie emergenti legate, in particolare, al 5G. Il progetto prevede la valorizzazione e la messa in rete di diversi luoghi, laboratori e aree di test. Il trasferimento tecnologico si svolgerà invece con attività di animazione che mirano a coinvolgere 300 imprese, costituite o aspiranti, e oltre mille persone.

Il progetto “Infiniti Mondi” che prenderà vita a Napoli

Il progetto napoletano “Infiniti Mondi” si è classificato secondo, e prevede una una stretta collaborazione con Bologna alla luce del protocollo d’intesa sottoscritto dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e da quello del capoluogo emiliano Matteo Lepore. Proposto e coordinato dal Comune di Napoli, affiancato nel coordinamento operativo dal Centro di Competenza MedITech, che si occuperà anche di sviluppare la piattaforma tecnologica a supporto della gestione della Casa delle tecnologie, si fonda su un partenariato esteso, a cui fanno capo: Cnr – Ispc, Spici, CerIct, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Napoli L’Orientale, Accademia di Belle Arti di Napoli, Tim, One More Pictures, Cefriel.

Il progetto, della durata di due anni, dispone di un budget di circa 15 milioni di euro e prevede la realizzazione nell’area di San Giovanni a Teduccio di un centro di innovazione avanzata nel settore delle Industrie Culturali e Creative, in grado di supportare lo sviluppo di prodotti, processi, servizi, startup, nuovi modelli di business e organizzativi per le Piccole e Medie Imprese, relativi alle tecnologie emergenti, con particolare riferimento a Metaverso, Web3, Gaming, Digital Storytelling, Quantum Computing e 5G.

La Casa delle tecnologie emergenti del Comune di Napoli sarà strutturata come una vasta aggregazione di competenze multidisciplinari, attrezzature all’avanguardia e laboratori avanzati al servizio della ricerca applicata, del trasferimento tecnologico, della formazione avanzata, dell’accelerazione di impresa, dell’open innovation, della social innovation nel campo delle Industrie Culturali e Creative, in grado di generare allo stesso tempo impatto industriale, culturale, sociale.

A Pesaro un laboratorio innovativo diffuso

La Casa delle tecnologie emergenti di Pesaro, finanziata con 11 milioni di euro, sarà un laboratorio innovativo diffuso, che coinvolgerà tutta la città, classificatasi al quinto posto. Per il sindaco Matteo Ricci, il progetto “coniugherà la vocazione culturale all’innovazione, contribuendo a favorire lo sviluppo socio-economico. L’applicazione del digitale nelle opere e nella musica è sempre più importante, ragione per cui nella programmazione della Capitale Italiana della Cultura lo giocherà la digitalizzazione”.

Due diverse linee di intervento per Campobasso

Il Comune di Campobasso si è aggiudicato il finanziamento per l’iniziativa MolisCte conquistando il settimo posto della classifica. “Il nostro progetto di circa 11 milioni di euro, sarà finanziato e potremo avere, nella nostra regione, una Casa delle tecnologie emergenti così come avevamo sperato e desiderato di poter fare, lavorando intensamente, di concerto con i partner coinvolti”, commenta il sindaco Roberto Gravina. Il progetto avrà sede presso la Cittadella dell’economia in Contrada Selvapiana.

“MolisCte si occuperà di sviluppare attività di ricerca, open innovation e tech competence transfer su due diverse linee di intervento: quella della Città & Servizi Intelligenti per Cittadino ed Imprese, che comprenderà al suo interno settori come Smart Mobility, Campobasso Green e ecosostenibile, Valorizzazione e Gestione del Turismo e del Patrimonio Culturale per la promozione dell’identità regionale, e quella di Salute, Agonismo, Sportech, Wellness, e Wellbeing del Cittadino. Questa seconda linea di ricerca”, precisa Gravina. “si basa sull’utilizzo delle Tecnologie abilitanti che ingloberà Salute, Wellness, sana alimentazione e agricoltura sostenibile. Il progetto finanziato è anche una nuova possibilità di lavoro per le giovani generazioni, ponendo un freno alle dinamiche di spopolamento che interessano tutto il nostro territorio.”

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