IL CASO

5G, pressing Usa sul Regno Unito: “Folle usare hi-tech cinese”. Ma Londra resiste

La Casa Bianca invia un dossier nel quale si evidenziano rischi per la sicurezza nelle comunicazioni tra i due Paesi. Ma il governo Johnson rassicura: “I nostri controlli sono stringenti”. Assist a Downing Street anche da parte dei servizi segreti. La decisione entro gennaio

14 Gen 2020

Antonio Dini

La Cina è davvero un rischio nei termini posti dagli Usa negli ultimi due anni? Il Regno Unito prenderà la sua decisione entro la fine di gennaio: decisione da parte del governo che deve decidere se utilizzare le attrezzature di Huawei per costruire la sua rete 5G oppure vietarle. Una decisione che gli Usa cercano di influenzare in tutti i modi, provando a persuadere Londra che gli apparati cinesi metterebbero a rischio le comunicazioni riservate tra Usa e Regno Unito, anche con un dossier riservato, come rivela il Financial Times.

I rappresentanti di Washington e Londra si sono incontrati ieri con membri del settore delle telecomunicazioni, prima che il premier britannico prenda la sua decisione e decida un possibile bando per le tecnologie Huawei nella rete mobile 5G. E nell’incontro è stato presentato un dossier che avverte il governo britannico: “sarebbe una follia” usare le tecnologie di Huawei nella rete 5G della Gran Bretagna. Dossier tecnico con una serie di contestazioni a tutto quello che finora è stato raccolto e analizzato dai tecnici di Londra.

Intanto, un portavoce del governo di Boris Johnson ha detto che «Abbiamo controlli rigorosi su come le apparecchiature Huawei sono attualmente utilizzate nel Regno Unito. Il governo sta intraprendendo una revisione completa. È in corso un incontro che coinvolge gli Stati Uniti, le controparti governative del Regno Unito in materia di sicurezza nazionale e i dirigenti delle aziende di telecomunicazioni».

Pochi giorni fa Andrew Parker, a capo del MI5, il servizio segreto del Regno Unito, aveva dichiarato che nessuna condivisione di intelligence tra Usa e Regno Unito sarebbe a rischio per l’utilizzo di apparecchiature Huawei nella rete 5G: «Non ho ragione di pensarlo», ha detto il dirigente dei servizio segreto. È raro che un dirigente dell’intelligence britannica abbia argomentato che un rischio proveniente da Huawei possa essere gestito, e ancora più raro che lo abbia fatto in un commento pubblico. Questa decisione è stata vista come un modo per fornire un supporto futuro a Boris Johnson nel caso che questo decidesse di opporsi a Donald Trump su quest’argomento. E non a caso gli inviati di Trump hanno presentato un’abbondante documentazione che sostiene il contrario.

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Huawei si dice fiduciosa circa la decisione che prenderà la Gran Bretgana. Victor Zhang, Vp di Huawei, è concorde con il premier Boris Johnson sul fatto che i britannici debbano “avere accesso alla migliore tecnologia possibile”.

La decisione per il Regno Unito è particolarmente delicata visto che il 31 gennaio uscirà formalmente dall’Unione europea e il ruolo degli Usa, che sono il principale partner commerciale di Londra con più di 260 milioni di dollari di scambi nel 2018, verrà con tutta probabilità sottolineato dai negoziatori americani per ottenere il divieto completo all’uso delle tecnologie Huawei sia nei sistemi primari che in quelli secondari della rete 5G britannica. Boris Johnson annuncerà la sua decisione nei prossimi giorni.

L’intervista del premier Boris Johnson

I critici di Huawei devono suggerire “un’alternativa” all’uso della tecnologia del gigante cinese per la realizzazione della rete 5G, ha detto il premier Boris Johnson, rispondendo agli allarmi lanciati dagli Stati Uniti riguardo ai rischi per la sicurezza che deriverebbero dall’impiego dei sistemi Huawei. “I britannici – ha detto Johnson in una lunga intervista alla Bbc, la prima dopo la vittoria elettorale di dicembre – meritano di accedere alla migliore tecnologia possibile” e “se qualcuno si oppone ad un’azienda o ad un’altra, deve dirci qual è l’alternativa”. Il premier ha comunque assicurato di non volere “costruire alcuna infrastruttura che pregiudichi la nostra sicurezza nazionale o la nostra capacità di collaborare con i nostri partner di intelligence nell’alleanza ‘Five Eyes’ (Uk, Canada, usa, Nuova Zelanda e Australia)”.

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