LA DIGITAL LIBRARY

80 use case per la trasformazione digitale. Il B20 passa all’azione

L’iniziativa della task force Digital Transformation prende corpo: pubblicati i progetti già realizzati e che possono essere riutilizzati dalle aziende. Il Chair Maximo Ibarra: “Replicabilità è la parola d’ordine”

17 Set 2021

F. Me.

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Procede a passo spedito la Library digitale, il progetto messo in campo dalla task force Digital Transformation del B20, uno dei più autorevoli “Engagement Groups” istituiti dal G20 e coordinato da Confindustria. Come annunciato dal chair della task force, Maximo Ibarra, in un’itervista a CorCom sono stati pubblicati gli 80 use case mirati a diffondere know-how e innovazione tra aziende.

Gli 80 casi d’uso riguardano 8 settori: consumer goods, healthcare & life science, manifacturing, energy & utilities, telecoms & media, finance, banking & insurance, industrial goods, PA. Il filo rosso che lo unisce è ovviamente l’uso delle tecnologie più innovative: dalla network connectivity al cloud, dal quantum computing all’artificial intelligence, dall’Ar e Vr alla robotics automation, dall’Iot al 3D printing e scanning fino alla blockchain. Il B20 ha lavorato sulla base del principio della replicabilità e della scalabilità nelle diverse geografie rappresentate dal gruppo di lavoro.

Fra i casi presentati dalle aziende italiane si distinguono quelli nel settore dell’energy & analytics attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale così come l’uso dei big data per l’assistenza in ambito salesforce o l’automazione delle mobile radio network attraverso la predictive maintenance.

Tre gli obiettivi della Library: promuovere lo sviluppo delle competenze digitali e conseguentemente la consapevolezza sulla tecnologia, in particolar modo per le Pmi; sostenere i membri della Task Force Digital Transformation nel processo di Advocacy e, infine, quello di fornire un’eredità del B20 Italia da integrare e sviluppare nei futuri cicli del B20.

Secondo Ibarra “una questione importante per la trasformazione digitale delle aziende è la consapevolezza di come possiamo utilizzare tecnologie esistenti in termini di casi reali che possano essere implementati. Abbiamo deciso assieme ai Co-Chair e ai membri della Task Force di trovare una maniera per affrontare questo problema, e abbiamo creato il primo step di una collezione di diversi Use Cases, provenienti da diversi settori e basati sulle principali tecnologie. Queste applicazioni non sono esperimenti o minimum viable product, sono soluzioni che sono già state implementate e che stanno venendo utilizzate in questo momento. I contributi e proposte della nostra Task Force hanno superato tutte le nostre aspettative, e vorremmo che questo documento sia un’eredità da rinforzare e potenziare dai prossimi B20”.

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