STRATEGIE

A caccia di un modello di ecosistema, ecco i progetti di telco e industria

Il 5G è una rivoluzione che cambia pelle alle compagnie di Tlc e trasforma alla radice anche il business delle industrie. Cruciale rafforzare la collaborazione e anticipare i trend del mercato per mettere a frutto le potenzialità della nuova comunicazione mobile

Pubblicato il 24 Ott 2018

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Un ecosistema per il 5G. E’ questa la chiave per consentire all’Italia di mettere a frutto le potenzialità della tecnologia mobile. Di questo si è parlato alla tavolta rotonda “Esperienze e aspettative sul 5G” che si è tenuta in occasione dell’Ericsson Day Italia 2018. Un momento di confronto in cui telco e industria hanno fatto il punto sui progetti messi in campo.

Comau, ad esempio, ha lanciato un’iniziativa negli stabilimenti di Torino.“I risultati preliminari dei test che stiamo conducendo sul processo di implementazione della tecnologia 5G all’interno del nostro stabilimento di Torino stanno confermando le prestazioni attese – ha detto Massimo Ippolito, head of Innovation – Il progetto, avviato nell’ambito della partnership che unisce Comau a Ericsson e a Tim (5G for Italy), prosegue quindi secondo le fasi programmate, con l’obiettivo di arrivare a raggiungere un completo e capillare utilizzo del 5G per la gestione dei processi produttivi di fabbrica, non appena tutti gli asset tecnologici e di rete saranno disponibili”.

Per Pierluigi Zampieri, Innovation manager di Ducati, “il 5G è uno straordinario abilitatore di sistemi di sicurezza per la guida delle moto”.

“Come Ducati – ha spiegato Zampieri – puntiamo a sistemi in real time in grado di fornire all’utente informazioni sul traffico e sulle condizioni atmosferiche per fornire esperienze d’uso migliorative”.

Le telco sono in prima in linea nell’implementazione del 5G.“Il 5G è una rivoluzione, ma, prima di tutto, rappresenta un’evoluzione delle attuali reti”, ha ricordato Enrico Barsotti, ceo Office Director di Wind Tre. “Un processo in cui è già fortemente impegnata anche Wind Tre grazie al consolidamento del proprio network, con la realizzazione di una rete capillare, che disporrà di 21.000 siti di trasmissione 5G ready – ha evidenziato –  Il contributo di Wind Tre si esprime anche attraverso la sperimentazione 5G a Prato e a L’Aquila, realizzata insieme a Open Fiber e ad oltre 20 partner, al fine di testare le nuove tecnologie e i servizi di quinta generazione”.

“I possibili use case – ha spiegato Barsotti – sono diversi. In particolare, a L’Aquila stiamo sperimentando le applicazioni del 5G per la sicurezza del territorio, con l’uso di strumenti come i droni e gli smart glasses. Inoltre, abbiamo un accordo con il Museo Nazionale dell’Aquila per favorire nuove opportunità di fruizione del patrimonio culturale locale, oltre ad un importante progetto per il monitoraggio strutturale degli edifici, attraverso sensori integrati e connessi, uno sviluppo chiave in una zona sismica”.

“Sicuramente il 5G rappresenta il futuro, ma già oggi stiamo attraversando una profonda trasformazione, basti pensare al traffico sulle reti mobili che cresce del 60% anno su anno, o alla diffusione degli smartphone che si stima nei prossimi tre anni supereranno i 6 miliardi a livello mondiale, più degli accessi all’acqua corrente  o ai conti bancari – ha detto Sabrina Casalta, Direttore Strategy di Vodafone Italia – Per anticipare questo cambiamento e le esigenze del mercato, Vodafone sta puntando principalmente sulle infrastrutture, ma anche sull’ecosistema e sulle competenze.

“A livello di infrastrutture, stiamo investendo molto in quelle tecnologie di rete in grado di anticipare alcune funzionalità peculiari del 5G – ha ricordato la manager -Ne sono un esempio il Narrowband-IoT, di cui abbiamo annunciato la copertura a livello nazionale e abbiamo già servizi disponibili, e la Giga Network, la nuova generazione della rete Vodafone che fa leva su Big data, AI e algoritmi intelligenti per ottimizzare e adattare performance, velocità e copertura alle esigenze e ai flussi di traffico dei clienti. il 5G però non riguarda solo il settore delle tlc, ma tutte le filiere produttive, il mondo universitario, gli attori istituzionali e i fornitori di servizi”.

“Fastweb, dopo aver portato per prima la fibra ottica in Italia, è pronta oggi a giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo del 5G, mettendo a disposizione la nostra rete diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, le frequenze e le infrastrutture di cui disponiamo al servizio di questa prossima rivoluzione tecnologica – ha spiegato Roberto Chieppa, Marketing & Customer experience officer di Fastweb – Le sperimentazioni nelle città di Bari, Matera, Roma, e prossimamente a Genova, dimostrano l’impegno dell’azienda nel voler costruire un ecosistema di attori e partner che possano portare ad una radicale trasformazione digitale dei territori e dei settori produttivi coinvolti. Per questo abbiamo lanciato proprio questa settimana, insieme a Digital Magics, Together to 5G, la Call for Innovation per start up e Pmi innovative che vogliono partecipare insieme a noi in questa partita per mettere a frutto i migliori progetti e tutta l’energia che questa tecnologia sarà in grado di liberare”.

Mario Di Mauro, responsabile Strategy Innovation & Customer Experience di Tim, ha ricordato l’impegno della compagnia sul 5G. “Tim ha dimostrato di essere leader sul campo, già nella fase preparatoria, sia nell’ambito della sperimentazione di use cases e connettività che nell’acquisizione dell’asset frequenziale – ha commentato il manager – Ora vogliamo guidare anche la fase di sviluppo del mercato, e lo faremo valorizzando al massimo gli asset acquisiti per offrire tutta la gamma di servizi B2B e B2C, gestendo in modo ottimale la grande mole di traffico che da qui a pochi anni migrerà sulle reti 5G, come già avvenuto sul 4G”.

Per Di Mauro finora la mancata sintonia tra l’evoluzione tecnologica e le norme che la regolano ha determinato un forte rallentamento nello sviluppo del digitale. “Oggi però c’è più consapevolezza da parte delle istituzioni della necessità di tradurre lo sforzo e l’impegno delle aziende, telco in prima fila, in politiche di sostegno allo sviluppo della smart nation”.

Per la realizzazione della smart nation, abilitata da 5G, è dirimente anche il “comportamento” del mercato ovvero della domanda di servizi.

“Parlare di mercato in generale ha poco senso – ha sottolineato Di Mauro – Industry 4.0, ad esempio, è stato un volàno importante per il 5G: si calcola che 1/3 della domanda arriverà da lì. Fondamentale anche il settore smart city per lo sviluppo dell’IoT. Sul fronte consumer invece gli scenari ancora non si sono delinati e nemmeno i chipmaker ne sanno di più. È ragionevole però pensare che gli Ott saranno interessati a sviluppare servizi basati su realtà aumentata e virtuale. E noi telco dobbiamo essere pronte a rispondere a quella domanda cn reti altamente performanti”.

Per Chieppa il successo dell’ecosistema non dipenderà solo dal tipo di domanda ma “anche dalla capacità delle reti di evolvere ed anticipare i trend”.

Secondo Barsotti, perché la rivoluzione 5G sviluppi al meglio le sue potenzialità, è necessario che tutti gli attori coinvolti svolgano il proprio ruolo: “Le telco devono riuscire ad anticipare i bisogni di imprese e cittadini e a costruire un intero ecosistema, oltre che diventare fornitori di servizi per crescere nella catena del valore. Ma è necessario anche un’evoluzione regolamentare e un contributo delle istituzioni, affinché il settore non perda valore e gli ingenti investimenti possano essere sostenuti”.

Casalta ha evidenziato la necessità di creare una dimensione di ecosistema per portare innovazione. “Come Vodafone ci stiamo lavorando molto, ad esempio con la nostra sperimentazione di Milano, dove con i nostri partner stiamo testando più di 40 use case in numerosi verticali, dalle smart cities, all’automotive, dalla sicurezza, fino all’entertainment. In ultimo, non bisogna dimenticarsi delle competenze digitali, su cui puntiamo molto attraverso diverse iniziative rivolte soprattutto ai giovani, per mettere nelle condizioni i cittadini di beneficiare a pieno del futuro che insieme stiamo costruendo”.

Capire, invece, quali sono i servizi che il cliente è disposto a pagare è la chiave per spingere il mercato, secondo Ducati, mentre per Comau la sicurezza, la certezza della prestazione e la sostenibiltà sono i tre pilastri su cui poggiare una strategia attrattiva per i clienti.

Un ambito particolarmente promettente di applicazione del 5G è la robotica. Ericsson e l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) hanno siglato un accordo per svolgere attività di ricerca sull’utilizzo della rete mobile 5G per applicazioni di robotica. L’accordo di collaborazione scientifica durerà 3 anni e darà il via alla sperimentazione di nuove soluzioni che spaziano dall’Internet of Things(IoT) all’applicazione di robot in ambito ospedaliero e biomedicale, sino alla cybersecurity.

Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Iit, ha annunciato l’avvio di una sperimentazione di telesurgery nel quadro dell’intesa. “Il 5G sarà la tecnologia abilitante – ha detto Cingolani – e l’obiettivo del progetto sarà quello di rendere le cure più efficienti e democratiche. Inizialmente le tecnologie verranno testate sugli animali e poi anche sugli umani”.

“Per il funzionamento di queste tecnologie è necessaria una connettività avanzata, come quella 5G, che garantisce tempi di risposta immediati, maggiore velocità e capacità per il trasferimento dei dati e estrema affidabilità della rete mobile – ha ricordato – Per il funzionamento di queste tecnologie è necessaria una connettività avanzata, come quella 5G, che garantisce tempi di risposta immediati, maggiore velocità e capacità per il trasferimento dei dati e estrema affidabilità della rete mobile”.

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