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UNIVERSITÀ

A Cagliari le prime lauree autenticate con blockchain

L’ateneo rilascerà certificati europei assicurandone la validità grazie alla tecnologia di Ethereum. Il sistema permette di emettere documenti digitali con la certezza che non siano manipolabili o falsificabili. Disponibile in primis per i laureati in Informatica, la soluzione verrà estesa a tutti i corsi

18 Lug 2018

Giorgia Pacino

È il primo ateneo italiano a utilizzare questa tecnologia. A partire dalla sessione di laurea in Informatica di venerdì, l’Università di Cagliari rilascerà certificati europei di laurea autenticati grazie alla blockchain di Ethereum. Si tratta di una particolare tecnologia informatica che rende possibile assicurare la validità e l’integrità di certificati e documenti ufficiali sul web in modo aperto, sicuro e trasparente.

“Abbiamo deciso di garantire l’autenticità dei certificati europei dei nostri laureati con questa tecnologia, perché intendiamo dotarli di uno strumento moderno, semplice e immediato, utilizzabile ovunque nel mondo”, spiega la rettrice dell’Università Maria Del Zompo. “Un certificato di laurea, sia cartaceo sia in formato digitale, è facilmente falsificabile o alterabile. Grazie a questa tecnologia, i nostri studenti potranno garantire l’autenticità e l’integrità dei loro certificati digitali a potenziali datori di lavoro in tutto il mondo, in modo semplice e gratuito. Il nostro sistema non richiede la disponibilità di app specifiche su smartphone, o l’accesso e la registrazione a un sito specifico. Tutto si svolge in modo semplice e con strumenti ad accesso libero”.

Il sistema permette di emettere documenti digitali certificati, con la certezza che non siano manipolabili o falsificabili. Alcune università statunitensi, come il Massachusetts Institute of Technology, hanno già iniziato a rilasciare certificati di laurea in Informatica la cui autenticità è assicurata tramite la tecnologia blockchain di Bitcoin. La soluzione adottata dall’ateneo cagliaritano è invece legata alla blockchain di Ethereum, considerata più adatta allo scopo.

“Si tratta della seconda criptovaluta per valore dopo Bitcoin, nata proprio per facilitare le applicazioni complesse di questo tipo”, spiega Gianni Fenu, docente di informatica e delegato del rettore per l’Informatica dell’ateneo. “Con questo strumento a ogni sessione di laurea, dopo la generazione dei certificati in formato europeo standard, le firme informatiche saranno registrate sulla blockchain. Se la firma informatica del documento coincide con quella registrata, è garantita l’integrità. La probabilità di ottenere una coincidenza casuale è minore di uno diviso per un numero di 77 cifre”.

Sviluppata in collaborazione con FlossLab, primo spinoff dell’Università di Cagliari, la soluzione verrà estesa a tutti i corsi di laurea. Prevede una singola registrazione per sessione di laurea, con risparmio di costi e di complessità. Non occorre alcuna dotazione specifica per esser mantenuta da parte del laureato, è sufficiente la semplice disponibilità del file col certificato di laurea. Chiunque può verificarne l’autenticità: basta avere il file e un accesso a Internet e seguire le istruzioni fornite dal sito web dell’Università.

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