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IL PROGETTO

A spasso con un robot, arriva l’AI che si muove senza mappe

Facebook ha sviluppato un algoritmo che consente al software di trovare un itinerario anche in ambienti sconosciuti. La sperimentazione con le “macchine” LoCoBot

24 Gen 2020

Antonio Dini

Presto andremo a spasso con l’AI. E sarà lei a portarci a giro. Gli ingegneri di Facebook hanno preparato un sistema di machine learning capace di far muovere un robot in un ambiente sconosciuto senza bisogno di utilizzare una mappa. Basta un Gps, telecamere ad alta sensibilità, bussola e l’algoritmo giusto. Il 99,9% delle volte il robot trova subito la strada, che è tra le altre cose la più breve, e questo significa che non servono lunghissime e stancanti esplorazioni, curve sbagliate, infiniti ritorni e “capocciate” contro i muri prima di far capire alla macchina la topografia dell’ambiente in cui il robot si muove.

Si tratta di una evoluzione molto importante: la capacità di trovare un itinerario senza mappe è fondamentale per le prossime generazioni di robot che devono essere in grado di fare consegne magari in volo come i droni o magari sulle strade delle città come i robot allo studio delle grandi aziende come Amazon. E ancora, robot di questo tipo saranno l’ideale per lavorare in casa e in ufficio: ambienti parzialmente controllati, vagamente mappati, nei quali le persone si muovono praticamente da subito senza problemi ma nei quali ad esempio i robot per fare le pulizie entrano in crisi e continuano a ripetere i controlli.

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Il vantaggio è presto detto: i migliori robot prodotti oggi, ad esempio Spot e Atlas di Boston Dynamics, e Digit di Agility Robotics, sono dotati di tutti i più moderni sensori e ritrovati della tecnologia per riuscire a muoversi aggirando gli ostacoli e riducendo al massimo l’attrito e i rallentamenti. Ma solo se conoscono già l’ambiente. Messi in un contesto sconosciuto, la loro capacità crolla e non riescono ad esempio a ritrovare la strada di casa anche se vengono lasciati a un paio di isolati di distanza.

Facebook ha fatto un addestramento di tre giorni dentro l’AI Habitat, un modello virtuale fotorealistico che simula l’interno di un palazzo, con stanze, corridoi, arredamento. In tre giorni gli algoritmi hanno fatto muovere i robot virtuali per addestrarsi, compiendo 2,5 miliardi di passi. Per un essere umano questo equivale a 80 anni di spostamenti ininterrotti. È un tempo record, molto inferiore a quelli – di mesi – della concorrenza, che hanno sviluppato modalità di addestramento molto più lente e laboriose. Adesso Facebook sta testando gli stessi algoritmi in ambienti fisici reali utilizzano i robot LoCoBot.

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