COPYRIGHT

Sky e Mediaset Premium: la Guardia di Finanza chiude 15 siti pirata

I portali oscurati dalle Fiamme Gialle di Cagliari nell’operazione “Pirate on demand” consentivano l’accesso abusivo alla programmazione delle Pay Tv. Indagini partite nel settembre 2016 in collaborazione con le unità anti-piracy delle due società

15 Mar 2017

Antonello Salerno

Oscurati 15 portali che consentivano via Internet l’accesso abusivo alla programmazione di Sky e Mediaset premium, sia in streaming che in modalità on demand. A portare a termine l’operazione è stato il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari, che ha eseguito l’ordine di inibizione emesso dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cagliari Giangiacomo Pilia. I siti sono ora irraggiungibili per i clienti italiani anche per via delle inibizioni degli internet service provider.

Durante l’operazione, chiamata “pirate on demand”, i militari hanno eseguito perquisizioni e indagini informatiche nei confronti del 65enne che risultava amministratore dei siti, residente in provincia di Varese e indagato per la violazione della legge sulla protezione del diritto d’autore, nello specifico dell’articolo 171-ter della legge 633/41.

“Nel corso dell’operazione – si legge in una nota delle fiamme gialle – è stata individuata e bloccata una vasta rete di diffusione e messa in condivisione online di interi palinsesti televisivi attraverso la Iptv, consistente nella trasmissione via Web di eventi sportivi, film, serie televisive e concerti in assenza della necessaria titolarità dei relativi diritti”.

Le indagini erano partite a settembre 2016, e si sono avvalse della collaborazione delle unità anti piracy delle due pay tv coinvolte: monitorando, selezionando e vagliando una serie di dati è stato possibile nel tempo restringere il raggio d’azione su alcuni cluster di informazioni, come i nickname e gli indirizzi IP più ricorrenti, che hanno portato a individuare i siti pirata. “I Militari del corpo – conclude la nota – provvederanno ora a quantificare i guadagni illegalmente conseguiti, ricostruendo il giro d’affari attraverso il numero degli abbonamenti sottoscritti. E’ altresì al vaglio degli inquirenti la posizione di coloro che hanno acceduto alle piattaforme per l’acquisto degli abbonamenti – concludono le fiamme gialle – beneficiando così dell’illecito vantaggio”.

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