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Abi, la fatturazione elettronica genera risparmi fino al 90%

Secondo l’associazione bancaria solo il 5% delle 3 mld di fatture che circolano in Italia è digitale. Sabatini: “Velocizzare i tempi del decreto attuativo”

28 Mag 2010

Ogni anno in Italia circolano 3 miliardi di fatture e più di 30
miliardi sono scambiate in Europa, ma di queste solo il 5% sono
elettroniche. Recentemente, tuttavia, il livello di adozione di
questo strumento è cresciuto sensibilmente: tra il 2008 ed il 2009
la fatturazione elettronica è aumentata in media del 41%.
“Dematerializzare i documenti e riconciliare il ciclo
ordine-consegna-fatturazione-pagamento per le imprese vuol dire
semplificare i processi, riducendo fino al 90% i costi di gestione
della tradizionale fattura cartacea – spiega direttore generale
dell’Abi, Giovanni Sabatini -. Per questo è importante favorire
la maggiore diffusione della fattura elettronica, contribuendo
all’opera di ammodernamento e informatizzazione del Paese”.
I driver fondamentali di questo sviluppo vanno rintracciati nelle
iniziative di standardizzazione avviate in ambito europeo
attraverso gruppi di esperti come l’Expert Group on e-Invoicing
e, soprattutto, nell’evoluzione normativa, con la Finanziaria
2008 ed il primo Decreto Attuativo che ha introdotto l’obbligo di
fatturazione elettronica tra imprese e Pubblica
Amministrazione.

“Per proseguire in questa direzione – aggiunge Sabatini – è
necessario completare nel minor tempo possibile l’iter
legislativo con l’emanazione del secondo Decreto Attuativo che
andrà ad implementare tempi e procedure della fatturazione
elettronica”.

Oltre alla fatturazione elettronica ad efficientare la contabilità
aziendale, soprattuto delle Pmi, anche i servizi di ultima
generazione. Grazie all’infrastruttura telematica messa a punto
dal settore bancario, infatti, 680 banche e istituti finanziari
possono garantire a oltre 800 mila aziende – l’80% delle quali
sono piccole e medie – ancora più automazione, velocità di
esecuzione, sicurezza e convenienza. Infine il recente recepimento
della direttiva europea Psd (Payment service directive) sui sistemi
di pagamento, inoltre, apre la strada anche agli “Istituti di
Pagamento”, ossia ai nuovi intermediari non bancari che potranno
offrire servizi di pagamento.