Abi Research: "Entro il 2020 5,4 miliardi di connessioni B2B" - CorCom

IL REPORT

Abi Research: “Entro il 2020 5,4 miliardi di connessioni B2B”

Secondo il rapporto 2015 sul mercato dell’Internet of Things di qui al 2020 la diffusione nelle aziende è destinata a quadruplicare. Grazie agli investimenti delle case automobilistiche sulle connected car e alle soluzioni di e-health nei luoghi di lavoro

03 Mar 2015

A.S.

L’adozione dell’Internet of Things nelle aziende inizia a prendere velocità. A fotografare la situazione è il nuovo report commissionato da Verizon Enterprise Solutions ad Abi Research, “State of the Market: The Internet of Things (IoT) 2015: Discover How IoT is Transforming Business Results”.

Secondo il report Verizon, l’Internet of Things “è alimentato da fattori tecnologici, politici e sociali che spingono sempre più organizzazioni ad adottare soluzioni IoT-enabled. Ad esempio, l’uso dei social media e della tecnologia mobile ha trasformato le aspettative di consumatori e cittadini. Inoltre, la diminuzione dei costi di sensori, connettività e potenza di calcolo ha reso IoT sempre più interessante per una più ampia fascia di organizzazioni, così come hanno avuto un impatto le modifiche alle normative introdotte in una serie di settori economici”.

“Se si guarda l’insieme, IoT comprende molteplici soluzioni che vanno dai dispositivi indossabili al monitoraggio remoto dei dispositivi di gestione energetica fino al miglioramento della sicurezza e dell’efficienza nell’industria dei trasporti. Nuovi casi d’uso sono creati quotidianamente, ma business case per l’IoT e l’adozione da parte delle aziende sono spesso trascurati – afferma Mark Bartolomeo, vice president IoT connected solutions di Verizon – Nell’ultimo anno, grazie alla ripresa economica, abbiamo visto un certo numero di nuovi soggetti che hanno iniziato a usare l’IoT come roadmap per migliorare la customer experience, accelerare la crescita e creare nuovi modelli di business che promuovono l’innovazione sociale”.

Il report evidenzia come le soluzioni IoT standardizzate stiano iniziando a comparire con maggior frequenza in sostituzione di soluzioni altamente personalizzate che, storicamente, hanno caratterizzato numerose implementazioni di IoT nelle aziende.

Quanto alle previsioni, il numero di connessioni IoT business-to-business è destinato a quadruplicare nel periodo 2014-2020, arrivando a 5,4 miliardi a livello globale. Gli esperti di telematica di Verizon evidenziano che nel settore automobilistico i 14 produttori detentori dell’80% del mercato mondiale seguono tutti una strategia “connected car”. Inoltre, Abi Research sottolinea che entro il 2018 le aziende introdurranno nei luoghi di lavoro oltre 13 milioni di dispositivi per il tracking dello stato di salute e del fitness. Gli esperti Verizon prevedono che entro il 2025 le aziende valuteranno dove investire e aprire nuove attività considerando attentamente le potenzialità offerte dalle smart city, per l’impatto su costi operativi e disponibilità di talenti.

“Nel 2014 – spiegano dall’azienda – Verizon ha osservato un aumento del fatturato, anno su anno, del 45% per il business IoT, con una crescita delle connessioni 4GLTE del 135%. Oggi Verizon gestisce oltre 15 milioni di connessioni IoT-enabled per una vasta gamma di comparti produttivi”.

Nonostante la recente crescita delle connessioni M2M e l’attenzione globale verso le soluzioni IoT-enabled, gli esperti Verizon ritengono che la diffusione tra le aziende sia attualmente limitata. Inoltre, stimano che solo il 10% delle imprese ha finora adottato tecnologie IoT in modo esteso, evidenziando che molte aziende sono ancora in una fase sperimentale, in attesa di riscontro dagli early adoptor. Questo vale anche in settori di cui si parla ampiamente, ad esempio per connected car. Secondo gli esperti di telematica di Verizon, oltre 600 milioni di veicoli in tutto il mondo non sono ancora connessi a una rete.

“La continua diffusione della tecnologia machine-to-machine e la presenza di milioni di endpoint connessi cambieranno il nostro modo di guardare alla cybersicurezza e alla privacy – conclude Bartolomeo – Il nostro ruolo è quello di aiutare i decision maker ad affrontare le complessità, ad esempio la sicurezza, incoraggiando un atteggiamento più proattivo allo scopo di creare valore per le aziende e riducendo nel contempo i rischi potenziali”