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LA PROPOSTA

Abi: cabina di regia per governare il digitale. Ma per i sindacati è “ni”

L’associazione bancaria propone l’istituzione di un comitato paritetico per studiare l’impatto delle nuove tecnologie sul comparto. Sindacati al rilancio: “Ma a patto che abbia poteri reali di contrattazione”

31 Lug 2019

F. Me

Una “cabina di regia” per governare la transizione digitale e studiarne l’impatto sull’occupazione. L‘Abi ha inviato ai sindacati di categoria una lettera dove chiede di istituire una un comitato paritetico, per studiare l’impatto delle nuove tecnologie e della digitalizzazione sul comparto bancario. La missiva, inviata dal Presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro dell’Abi Salvatore Poloni, arriva dopo che oggi non si è tenuta una delle riunioni in programma sul rinnovo del contratto e fissa una serie di date per continuare il “proficuo dialogo avviato”: 23 settembre, 10 ottobre e 24 ottobre. Il Comitato proposto dall’Abi, come si legge nel testo, sarebbe un organismo bilaterale paritetico composto da rappresentanti per ogni organizzazione sindacale che ha siglato il contratto nazionale e da un uguale numero di componenti Abi e potrebbe elaborare eventuali proposte da sottoporre alle parti “anche per possibili adeguamenti del contratto collettivo nazionale di lavoro”.

Scettici però i sindacati. “La digitalizzazione va governata e come Sindacati non intendiamo restare a guardare, tuttavia rischia di diventare un pretesto per nascondere operazioni che tendono a ridurre i posti di lavoro e i diritti dei Lavoratori”, spiega Emilio Contrasto, Segretario Generale di Unisin/Confsal.

Per Contrasto “è un bene parlarne ora e inserire organicamente e strutturalmente il tema nell’ambito del rinnovo del Contratto Collettivo di categoria e non certamente in modalità ‘sperimentale’: sarà un’occasione per cogliere a pieno le future opportunità, garantendo le doverose e indispensabili tutele a tutte le Lavoratrici e a tutti i Lavoratori”.

“Non ci accontenteremo però di uno strumento senza reali poteri – conclude – il comitato dovrà rappresentare un reale e forte mezzo di analisi, valutazione e contrattazione in ambito sia nazionale che aziendale e di Gruppo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la Fabi. La proposta di istituire un Comitato bilaterale e paritetico sull’impatto di nuove tecnologie e digitalizzazione nell’industria bancaria “ci vede favorevoli. non ci convincono, però, i requisiti e le competenze che Abi vorrebbe assegnare allo stesso Comitato”, dice il  segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, in una nota.

“Il Comitato bilaterale non potrà mai essere un semplice monitoraggio delle trasformazioni indotte dalla digitalizzazione, ma un momento di contrattazione e di confronto sia in fase nazionale sia nei gruppi e nelle aziende. Le intese nazionali dovranno essere parte integrante del contratto nazionale; nei gruppi bancari la contrattazione e il confronto aziendale dovranno necessariamente tenere conto della specifica organizzazione lavorativa della banca. Inoltre, il comitato bilaterale sulle nuove tecnologie interverrà politicamente anche rispetto agli accordi di secondo livello se non conformi ai principi recepiti a livello nazionale”.

Sileoni boccia anche un altro aspetto della proposta: “la forma sperimentale proposta da Abi, siamo completamente contrari. Niente sperimentazione, ma, una volta raggiunta un’intesa sulle competenze e sui ruoli, il comitato dovrà essere parte integrante stabile del nuovo contratto nazionale”.

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