L'INTERVENTO

Accesso a Internet e formazione, “diritti fondamentali” nell’era digitale

Ci sono grandi aspettative sulle tecnologie della quarta rivoluzione industriale, ma la carenza di reti ultrabroadband, di servizi innovativi per i cittadini e di competenze adeguate rendono ostico il cammino. Eppure Internet e le reti sono potenti fattori per arginare la crisi del Pil

25 Set 2020

Andrea Sammarco

Vice Segretario generale Unioncamere

Grandi aspettative si ripongono sulle tecnologie della quarta rivoluzione industriale che puntando sul  cloud, sull’intelligenza artificiale e sugli  oggetti connessi, possono  cambiare in meglio il nostro agire quotidiano in casa, nella vita cittadina, nella pubblica amministrazione, nell’impresa. Un patrimonio di dati enorme si muove con le innovazioni tecnologiche e ancora non sappiamo bene cosa farci, ma quando  inizierà  un utilizzo massivo dei dati, non sarà più possibile farne a meno.

Non è il futuro è già il presente. Solo che ancora è un presente sbiadito, non si vede bene l’impatto finale, anche perché la soglia critica non è stata raggiunta. Per troppi italiani  –dati alla mano- internet è ancora solo un luogo di svago. Il percorso è incompleto a causa di un parziale completamento dei principali assets: non è stata raggiunta la realizzazione della infrastruttura della banda ultra larga, la digitalizzazione dei servizi pubblici è poco utilizzata, la digitalizzazione dei servizi bancari e postali è una opzione,  la digitalizzazione delle attività imprenditoriali  di 2 milioni di piccole e piccolissime imprese è a macchia di leopardo,  la diffusione delle competenze digitali tra cittadini e studenti non è supportata da un programma sistematico.

La Carta dei diritti di Internet approvata nel 2015, elaborata da una commissione parlamentare della Camera dei Deputati, guidata dal professor Stefano Rodotà, parte proprio da due diritti fondamentali: il diritto di accesso e il diritto alla formazione, ovvero a ricevere il supporto per esercitare il diritto di accesso alla rete. Sono due diritti ancora da rendere agibili per tutti.

Internet Governance Forum 2020 inizia da qui: da uno stare in “mezzo al guado”, dal fastidio vissuto da un Paese che vuole essere più digitale, ma non è ancora consapevole dell’ampiezza del percorso da fare. Due venti impetuosi  che lo spingono ad una edizione speciale:  uno è la pandemia, che anche con internet è stata ed è combattuta; l’altro sono le priorità indicate dai documenti ufficiali ( una tutt’altro che sottile linea rossa tra  piano Colao, Piano per l’Italia, Strategia nazionale per le competenze digitali, piano triennale per l’informatica nella PA, piano nazionale di ripresa e resilienza, next generation Italia). Questo vento lo ritroviamo nel corso degli oltre 30 appuntamenti che si susseguiranno durante Igf 2020 (per registrarsi www.igfitalia2020.it/registrazione  e per consultare il programma www.igfitalia2020.it/programma ) dove si approfondiranno molti aspetti della crescita di internet in Italia, non senza i necessari focus sulle criticità e i rischi, ma con uno sguardo consapevole al ruolo della rete in questo frangente storico.

Internet e la rete sono infatti potenti  fattori per agire  dentro una crisi straordinaria del Pil, per contrastare la contrazione della mobilità delle persone con gli impatti diretti  sul turismo ed i servizi, per tamponare e poi rilanciare i rischi di  un impatto sull’occupazione con effetti negativi immediati e benefici nel medio lungo periodo, ed infine,  per potenziare le nuove competenze digitali richieste, ma introvabili sul mercato.

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Una scelta quella di Igf 2020 di guardare ad internet come un potente fattore abilitante, non solo per superare le quarentene, ma per affrontare una ripartenza che ha bisogno di cultura digitale tra i cittadini, le imprese e la PA. E non è teoria: si vede e si misura già con sufficiente certezza che le imprese digitali hanno un passo più veloce e una risposta migliore sui risultati imprenditoriali, che i servizi digitali rendono più semplice la PA, che le competenze digitali sono presenti in diversa misura in tutti i mestieri e favoriscono l’ingresso sul lavoro, che la tracciabilità e la trasparenza della rete rendono più forte la legalità.

Che cos’è l’Internet Governance Forum

L’Internet Governance Forum (Igf) è una piattaforma di dibattito globale, condotta sotto l’egida delle Nazioni Unite, che favorisce il confronto e il dibattitto tra tutte le parti interessate secondo un approccio multistakeholder, permettendo di discutere, scambiare informazioni e condividere iniziative inerenti a Internet Governance. IGF si basa sui principi di trasparenza, apertura, inclusività e l’identificazione dei temi in agenda attraverso un “approccio dal basso”. La piattaforma promuove e facilita il confronto tra tutte le parti interessate all’ecosistema Internet seguendo un principio di partecipazione egualitaria. Ad istituirla è stato il Segretario dell’Onu nel 2006, in seguito al Summit mondiale sulla società dell’informazione (Wsis 2003-2005).

Con l’obiettivo di discutere le questioni di interesse pubblico relative alla governance della Rete, gli stakeholder dell’Igf sono suddivisi in quattro gruppi: governi ed istituzioni , impresa, società civile, Università/comunità tecnica, integrati da rappresentanti delle organizzazioni internazionali (fra cui Icann, Itu, Unesco), dei media e di altre comunità rilevanti per il progresso di Internet.

L’edizione Igf Italia 2020 è organizzata dalla Camera di commercio di Cosenza e non può osservarsi che la candidatura della Camera di Cosenza porta per la prima volta al sud di Italia la piattaforma di IGF. La Camera di commercio opera  con l’appoggio di tutto il sistema camerale, fra cui Unioncamere e Infocamere, e la guida di un Comitato composto da diverse organizzazioni ( www.igfitalia2020.it/comitati ) .

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