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IL RECORD

Addio Unix, Linux conquista il 100% dei supercomputer

Dominio assoluto del sistema operativo open source nato negli Anni ’90 da un’intuizione di due scienziati della Nasa: tutte le 500 macchine più veloci del mondo girano su questa piattaforma, sbaragliata la concorrenza. Ma ora gli americani temono la leadership cinese

15 Nov 2017

Linux ha assunto il dominio totale del mondo dei supercomputer. Dopo essere entrato per la prima volta nella Top 500 Supercomputer list nel 1998, il sistema operativo open source ha rapidamento proseguito la sua scalata al potere per conquistare oggi l’intera lista: tutti i 500 supercomputer più veloci del mondo girano su piattaforma Linux. Lo storico risultato è stato accelerato dall’uscita dalla lista, proprio questo mese, degli ultimi due sistemi non Linux, ovvero due computer cinesi Ibm Power con sistema Aix (parte della famiglia di prodotti Unix).

La Cina resta il paese con più supercomputer presenti nella Top 500: 202 contro i 144 statunitensi. La Cina supera gli Usa anche nela performance aggregata delle supermacchine, visto che rappresenta il 35,4% dei Flop (Floating points operations per second, in pratica la potenza di elaborazione) della Top 500 contro il 29,6% degli Usa, riporta la testata Zdnet commentando il dato con una feroce critica all’amministrazione Trump: “Con un regime contrario alla scienza come quello che oggi governa l’America, non faremo altro che andare indietro e vedere i nostri concorrenti rafforzare la loro leadership tecnologica”.

L’ingresso di Linux nel mondo dei supercomputer risale al 1993-1994, quando due scienziati del Goddard Space Flight Center della Nasa, Donald Becker e Thomas Sterling, progettarono un tipo di supercomputer Cots (Commodity off the shelf, con uso di hardware e software già pronti all’uso) chiamato Beowulf; non avendo i fondi per comprare un supercomputer tradizionale, costruirono il loro mettendo insieme un cluster di computer con 16 processori Intel 486 DX4 connessi con tecnologia Ethernet. Il successo fu immediato tanto che ancora oggi, a 23 anni di distanza, lo schema usato per progettare Beowulf serve come base per 437 dei supercomputer nella lista della Top 500.

Prima della sbaragliante ascesa di Linux, Unix (sviluppato negli Anni ’70 dai Bell Labs americani) è stato il sistema operativo più utilizzato per il supercomputing, ma dal 2004 Linux ha assunto la leadership per scalzare oggi tutti i concorrenti.

Secondo la Linux Foundation, Linux è la piattaforma ideale per i ricercatori di tutto il mondo che vogliono spingere sempre più avanti i limiti dell’elaborazione al computer. Infatti, le supermacchine sono di solito dei progetti di ricerca con caratteristiche uniche e necessità di ottimizzazione per compiti specifici con costi elevati; Linux aiuta ad abbattere questi costi perché fornisce una base di partenza da cui sviluppare modifiche e personalizzazioni. in più Linux conta su una nutrita comunità di sviluppatori in tutto il mondo che condivide conoscenze e fornisce supporto. Prossima tappa, il quantum computing: ricercatori Ibm stanno già lavorando per portare Linux sui supercomputer basati sulla teoria dei quanti.

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