Agenda digitale, Fassino: "Integrarla con la riforma degli enti locali" - CorCom

LA PROPOSTA

Agenda digitale, Fassino: “Integrarla con la riforma degli enti locali”

Il presidente Anci: “Non si può vincere la sfida delle città metropolitane e della gestione associata dei piccoli centri senza innovare i processi amministrativi e i servizi”. Francesco Profumo: “Grande occasione i fondi europei dedicati per il 2014-2020”

17 Mar 2014

A.S.

“E’ importante che l’attuazione dell’agenda digitale sia integrata con il processo di riforma degli enti locali che il Paese sta affrontando. L’istituzione delle città metropolitane e la gestione associata per i piccoli Comuni costituiscono una sfida che non può essere vinta senza il ripensamento dei processi amministrativi e dei servizi in ottica innovativa”. Lo afferma Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani.

“E’ importante confrontarsi con il lavoro che a livello centrale si sta facendo sulle priorità quali l’anagrafe nazionale, l’identità digitale e la fatturazione elettronica, progetti che possono imprimere una svolta decisiva nel percorso di efficientamento degli Enti”, continua il presidente dell’Anci, che giovedì presiederà il convegno che Smau Roma dedicherà alle smart cities, alla presenza di Angelino Alfano, ministro dell’Interno, Maria Carmela Lanzetta, ministro degli Affari regionali, Giorgio Orsoni e Mario Occhiuto, rispettivamente primi cittadini di Venezia e Cosenza.

“Gli interventi di innovazione che molte città italiane stanno avviando – afferma Francesco Profumo, ex ministro dell’Istruzione e presidente dell’osservatorio Anci sulle smart cities – possono ricevere una spinta decisiva se inseriti in un più ampio processo di definizione di un’agenda urbana nazionale. Una grande occasione è rappresentata dal programma nazionale sulle città metropolitane a valere per il periodo 2014-2020 dei fondi europei, che le città stanno definendo in forma congiunta. Anci – conclude Profumo – intende supportare questo percorso mettendo a disposizione il portafoglio dei progetti finora realizzati dalle città e censito dall’Osservatorio nazionale sulla smart city, con l’obiettivo di favorire un riuso diffuso delle soluzioni migliori già realizzate nei diversi contesti urbani”.

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