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FISCO 2.0

Agenzia delle Entrate, 37 milioni le dichiarazioni dei redditi gestite online

Ora l’ente spinge sul documento precompilato. Entro i primi sei mesi del 2015 Sogei punta a predisporre software per i sostituti di imposta destinati a lavoratori, pensionati e Caf

02 Ott 2014

Lorenzo Forlani

L’Agenzia delle Entrate e Sogei, partner tecnologico del Mef, hanno chiuso la stagione delle dichiarazioni 2014 con oltre 37 milioni di modelli arrivati in via telematica nel sistema di banche dati del Fisco. A giugno sono stati acquisiti dai sistemi Sogei i 730, per un totale di circa 19,4 milioni di dichiarazioni presentate da datori di lavoro e Caf, mentre al 30 settembre la campagna dichiarativa ha registrato un afflusso di circa 18 milioni di dichiarazioni aggiuntive, Unico, 770 e Irap. L’ultimo giorno si è addirittura raggiunto un picco di 2,2 milioni di dichiarazioni inviate.

Un risultato importante, attraverso il quale l’Agenzia e Sogei confermano e rilanciano il loro impegno congiunto, in vista della prossima sfida della dichiarazione precompilata, una vera e propria rivoluzione in termini di digitalizzazione di servizi fondamentali come quelli di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze.

Proprio in vista del 730 a domicilio Agenzia e Sogei avevano definito un calendario serrato: oltre al risultato appena raggiunto, entro novembre saranno definiti modello 730/2015 e modello di certificazione unica 2015 con relative istruzioni; entro i primi mesi del 2015 Sogei predisporrà i software per certificazioni dei sostituti d’imposta e dichiarazioni precompilate a dipendenti e pensionati, sostituti d’imposta e intermediari (Caf e professionisti). In audizione savanti la commissione Anagrafe Tributaria, il direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi, ha ribadito che “eventuali interventi normativi di fine anno con effetti sul 2014 rischiano di compromettere il buon esito dell’intero progetto”.

L’obiettivo di fondo è quello di aggredire la cifra dell’economia sommersa in Italia che vale tra il 16,3% e il 17,5% del Pil, ossia tra i 255 e i 275 miliardi. Una delle strade per farlo è un maggior impulso alla tracciabilità dei pagamenti. “I tempi sono maturi – ha sottolineato il direttore Rossella Orlandi – per l’utilizzo della moneta elettronica. La strumentazione a disposizione per l’estensione totale dei pagamenti elettronici a tutte le transazioni commerciali è già disponibile e in fase di grande diffusione sul mercato”. Tuttavia il contante nel nostro Paese rappresenta ancora l’82% del numero e il 67% del valore totale delle transazioni. Tutto ciò ha anche un costo stimato in “4 miliardi l’anno per il settore bancario – ha detto Orlandi – e in 8 miliardi di euro per il sistema Paese”.

Per l’F24 scatta poi una novità importante: i contribuenti privati (i titolari di partita Iva sono già obbligati) dovranno utilizzare il modello telematico, non più il cartaceo, attraverso i servizi online dell’Amministrazione finanziaria (“F24web” o “F24online” mediante i canali Fisconline o Entratel). L’obbligo, introdotto dal decreto 66/2014 a sua volta convertito dalla legge 89/2014, riguarda tre casi particolari chiariti dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 27/E del 19 settembre scorso: modelli F24 con saldo superiore a mille euro, a prescindere dalla presenza o meno di crediti utilizzati in compensazione; modelli F24 a saldo zero, ovvero quelli in cui le somme riportate nella colonna “importi a debito pagati” sono pari a quelle indicate sotto la voce “importi a credito compensati”. In altre parole, quando pagamenti dovuti e crediti d’imposta si equivalgono; modelli F24 che contengono crediti utilizzati come compensazione in cui il saldo finale è maggiore di zero.

In alternativa alla comunicazione diretta via web, nel primo caso il contribuente potrà rivolgersi a un intermediario abilitato, che effettuerà la trasmissione utilizzando i servizi “F24 cumulativo” o “F24 addebito unico”; nel secondo e nel terzo caso, invece, sarà possibile utilizzare i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari convenzionati con l’Agenzia (banche, Poste Italiane, Agenti della riscossione e prestatori di servizi di pagamento). Potranno infine continuare a utilizzare il modello F24 cartaceo quattro categorie di contribuenti: i non titolari di partita Iva che devono versare somme pari o inferiori a mille euro, purché non figurino crediti in compensazione; sempre fra i non titolari di partita Iva, coloro che hanno in corso al primo ottobre 2014 piani di rateizzazione di tributi, contributi e altre entrate, per i versamenti fino al 31 dicembre 2014 anche in caso di somme superiori a mille euro, di crediti in compensazione o di saldo del modello pari a zero; chi utilizza modelli precompilati inviati dagli enti impositori (ad esempio l’Agenzia delle Entrate o i Comuni) con saldo finale superiore a mille euro, anche in questo caso a patto che non siano indicati crediti in compensazione; i contribuenti che hanno diritto ad agevolazioni fiscali in forma di crediti d’imposta utilizzabili in compensazione esclusivamente presso gli agenti della riscossione.

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