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ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI

Aie: “Siamo con Franceschini, assurdo tassare gli e-book al 22%”

Marco Polillo, presidente dell’Associazione italiana editori: “Supporto totale al ministro della Cultura nella battaglia per parificare l’Iva dei libri elettronici ai cartacei”. A breve parte la campagna #unlibroèunlibro, mentre prosegue il trend di crescita del mercato digitale: in un anno da +3 a +5%

08 Ott 2014

L.M.

“Continuare a considerare il libro elettronico al pari di un servizio digitale è una scelta che penalizza la diffusione della cultura e lo sviluppo della lettura. Il ministro Dario Franceschini ha fatto sua questa battaglia. Noi editori ci impegniamo ad aiutarla”. È totale l’appoggio offerto dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie) Marco Polillo al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini in apertura della Fiera internazionale del Libro di Francoforte, il più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e l’evento più significativo per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero. Al centro, il tema della parificazione dell’iva sugli ebook a quella dei libri di carta.

Un argomento sul quale è più volte intervenuto Franceschini: in particolare il 24 settembre, a margine di un incontro con i colleghi dell’Unione europea a Venaria, ha definito “una situazione assurda” il fatto che in Italia gli e-book siano tassati con l’Iva al 22%. In quell’occasione il ministro aveva affermato: “Abbiamo valutato varie opzioni tenendo presente anche lo specifico del contesto italiano nel quale non si può portare l’Iva dal 22 al 4%, perché l’aliquota del 4% è già in deroga rispetto all’ Europa. Si potrebbe al limite pensare di portarla al 5%, ma riteniamo ragionevole ipotizzare di portarla all’aliquota superiore, quella del 10%”.

La linea di Franceschini è sposata in pieno dall’Aie, che a questo proposito lancia la campagna #unlibroèunlibro. Come spiega Polillo, “attraverso un sito – www.unlibroeunlibro.org – inviteremo gli autori, i bibliotecari, gli altri professionisti del settore, ma soprattutto i lettori a condividere questa battaglia. Sappiamo che l’impegno dei ministri della cultura europei non basta, serve quella dei governi. Ci auguriamo così che questa battaglia culturale sia fatta propria in modo esplicito dall’intero governo italiano, così da diventare capofila di fatto in Ue nella battaglia sull’iva parificata tra libri ed ebook. Allo stesso tempo, rilanciamo: chiediamo al governo italiano non solo di essere motore del cambiamento a livello europeo ma di agire in autonomia se l’Europa non ci segue”.

Il Ministro Franceschini ha confermato il suo impegno convinto e totale per il mondo dei libri: “Trovo giusto e condivido pienamente lo slogan della campagna #unlibroèunlibro. Solo qualche mente burocratica può pensare di separarli. È per questo che stiamo lavorando ai documenti conclusivi del Consiglio dei Ministri della Cultura europei del 25 novembre, per arrivare a una posizione unanime o quantomeno la più condivisa possibile per equiparare l’Iva sugli e-book a quella dei libri cartacei”.

I dati nel 2013

L’evidenza maggiore dal Rapporto sullo stato dell’editoria 2014 realizzato da Aie è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013, circa il 5% la stima a fine 2014). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro (nel 2013) e con un’iva al 22% che limita di fatto le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale.

Questo in uno scenario di grandi trasformazioni, punteggiato di segni meno: si restringe nel 2013 del 6,1% il bacino dei lettori (leggono almeno un libro in un anno solo 43 italiani su 100), si ridimensiona il mercato totale (-4,7% se nel computo si considera anche il non book, diversamente ci si attesta sul -6,8%), si registra un andamento negativo – per la prima volta – anche nel numero di titoli pubblicati (-4,1%). Torna a crescere invece – ed è l’altro elemento davvero significativo – il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: aumenta infatti la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e torna a crescere l’export del libro fisico (+2,6%).

Qualche elemento sul 2014

Le performance si confermano negative nei primi otto mesi del 2014, secondo i dati Nielsen: scende infatti rispetto allo stesso periodo del 2013 del -7,3% il numero di libri venduti nei canali trade (sono 4,6milioni di copie di libri venduti in meno in librerie, librerie online e grande distribuzione) e cala del 4,7% il fatturato a prezzo di copertina (sono 36milioni di euro in meno).

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