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LE SFIDE DEL FUTURO

Aiip: “Anche servizi digitali, non solo fibra ottica”

Nuovi network, 5G e data center al centro del dibattito del convegno annuale dell’Associazione degli Internet provider. Nicita (Agcom): “Il 5G richiede regole nuove”

11 Apr 2018

Maria Francesca Amodeo

La fibra, il 5G e i data center. Tematiche sempre più importanti che hanno già cambiato, e cambieranno sempre di più, il nostro modo di vivere e lavorare. Il digitale è entrato a far parte della nostra quotidianità ed è ormai diventato strumento indispensabile di sviluppo economico non solo per il Sistema Italia.

Di tutto questo si è discusso durante il convegno annuale Aiip (Associazione Italiana Internet Provider). Nel corso del dibattito, a cui hanno partecipato i rappresentanti di imprese e istituzioni, è stato anche presentato lo studio I-Com “Cantiere digitale. Lo stato di avanzamento nelle reti e nei servizi”.

Dopo i saluti di apertura del presidente Aiip Giuliano Claudio Peritore e del consigliere Giovanni Zorzoni, il direttore dell’Area digitale I-Com Silvia Compagnucci ha esposto insieme a Lorenzo Principali i dati salienti dello studio I-Com, da cui è emerso il ritardo accumulato dalle imprese italiane sui temi del digitale rispetto alla media europea.

Il commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Antonio Nicita ha sottolineato la necessità di una nuova regolamentazione sul 5G. “Il ritardo vissuto dall’Italia tra il 2007 e il 2012 è sintomo di una regolamentazione vetusta”, ha sottolineato Nicita che poi ha aggiunto: “La digitalizzazione dei processi spesso non raggiunge nemmeno le nostre grandi città e questo non è accettabile nel 2018”.

Antonella Marino, DG Connect della Commissione Europea, ha invece fatto il punto sulle numerose iniziative in corso a livello comunitario per favorire la diffusione dei sistemi digitali nei Paesi dell’Unione e garantire un sano ambiente competitivo. Secondo la rappresentante italiana della Commissione Europea, è necessario ridurre il gap di diffusione dei servizi che si crea in Italia tra le zone rurali e quelle urbane. In questo senso le aziende che si occupano di Tlc – ha argomentato Marino – sono chiamate a rafforzare l’offerta nelle prestazioni per favorire la digitalizzazione.

Per il vicepresidente Aiip Renato Brunetti “la vera sfida sarà trasformare i risultati raggiunti in veri e propri servizi per contribuire alla crescita del sistema Italia”.

Tra gli interventi anche quelli del direttore della Regolamentazione di Open Fiber, Francesco Nonno e del Chief economist di Tim Guido Ponte.

Il primo ha parlato dell’indispensabile impegno delle aziende italiane nel creare infrastrutture che possano contare su velocità e ampi quadri di copertura: “Il Paese ha bisogno di fibra che sia vera fibra e arrivi fino alle case di ogni singolo cittadino. Bisogna poter contare su una particolare capillarità e Open Fiber sta lavorando per implementare le infrastrutture. Abbiamo l’ambizione di garantire un alto standard di performance che possa parificare la capacità della rete mobile a quella della rete fissa”.

Ponte ha invece sostenuto che “l’Italia resta indietro rispetto agli altri Paesi europei perché, nonostante una buona infrastruttura, la domanda fatica a crescere”. Produrre perciò non basta: le aziende italiane sono sotto la media europea se si considera l’utilizzo dei mezzi digitali e anche tra i privati cittadini la situazione non è migliore: “In Europa quasi una famiglia su due utilizza i sistemi televisivi collegati alla fibra, in Italia questo accade solo al 26% della popolazione”.

A questo panel è intervenuto anche Innocenzo Genna, vicepresidente Mvno Europe.

L’introduzione del secondo tavolo di discussione è stata appannaggio di Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale. “Occorre inserire all’interno del massimo livello dell’esecutivo una figura che abbia competenze trasversali. In campagna elettorale non si è palato per nulla di digitale. In Francia il presidente Macron ha deciso di occuparsi personalmente di intelligenza artificiale e anche la leadership pubblica italiana deve imparare a riconoscere la trasformazione tecnologica grazie alla quale si sta riscrivendo l’economia dell’Italia e dell’Europa”.

Sia il direttore centrale per le Relazioni istituzionali e industriali di Microsoft Per Luigi Dal Pino che la presidente di Lepida Piera Magnatti, hanno citato alcuni esempi concreti e virtuosi di collaborazione tra soggetti pubblici e privati per la diffusione dei sistemi di Data Center. E Mariano Cunietti, Chief technology officer di Enter e membro Aiip, ha spiegato come il cloud sia uno strumento oggi indispensabile perché “riesce a “parlare” ad altri sistemi automatizzati e scarica l’umano da una grossa mole di lavoro spesso incline all’errore”. Tra i partecipanti al panel anche Luca Beltramino, managing director di Supernap Italia che ha recentemente realizzato a Siziano, in provincia di Pavia, uno dei data center più avanzati d’Europa.

La mattinata è stata infine conclusa dall’intervento di Paolo Nuti, già presidente Aiip che ha mandato un messaggio chiaro: “Gli imprenditori che si impegneranno a capire l’importanza e la complessità dei temi digitali riusciranno anche a comprenderne le grandi possibilità. Gli addetti ai lavori, che oggi sono maggiori diffusori di servizi digitali, devono aiutare le aziende a comprendere le potenzialità di questo settore: solo così si potrà arrivare insieme ad un importante svolta per l’economia italiana”.

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