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STRATEGIE

Airbnb mira a Hollywood: contenuti originali per spingere il brand (e l’Ipo)

La società, prossima alla quotazione in Borsa, punterebbe a creare una propria casa di produzione e a trasmettere serie e film dedicati al travel sulla propria app o tramite piattaforme di videostreaming

24 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

Dal travel allo show biz: Airbnb è pronta a creare la sua casa di produzione per serie Tv e film trasmessi in streaming con l’obiettivo di sostenere i ricavi, rafforzare il brand e differenziarsi dalla concorrenza, in particolare da Booking e Expedia. Lo anticipa oggi Reuters sulla base di indiscrezioni. L’operazione sarebbe strategica anche in vista dell’Ipo: l’ingresso in Borsa esige un business solido e a prova di futuro.

Airbnb, che ha creato un portale web per mettere in contatto chi affitta casa ai turisti con chi parte per le vacanze, intende ovviamente puntare su produzioni originali legate al settore viaggi, come mini-serie e documentari in cui siano visibili le case che si possono prenotare sulla piattaforma, i suoi host e gli ospiti.

L’idea di puntare sui contenuti creativi attinenti al travel è dello stesso chief executive e co-fondatore Brian Chesky, che pensa così di consolidare il marchio Airbnb anche al di là della capacità di generare subito dei profitti. “Brian vuole creare uno studio cinematografico”, afferma una fonte vicina all’azienda. La mentalità è: “Facciamo spettacoli, facciamo film, vogliamo essere travel-everything”. Il top management starebbe valutando diverse opzioni: potrebbe collaborare con case di produzione esistenti o fondarne una propria.

Airbnb ha già fatto capolino nel settore: ha lavorato sulla serie Tv “Home” che sarà trasmessa sul servizio di video-streaming che Apple sta per lanciare, una docufiction che mostra dimore spettacolari in tutto il mondo e le persone che ci vivono o le curano. Uno dei produttori esecutivi della serie è Joe Poulin, vice president di Airbnb ed ex numero uno di Luxury Retreats, società che Airbnb ha acquisito nel 2017.

La scorsa settimana Airbnb ha annunciato di aver finanziato e prodotto il documentario “Gay Chorus Deep South,” che segue il Gay Men Chorus di San Francisco nel tour attraverso gli Stati Uniti del sud-est e la cui prima sarà trasmessa la prossima settimana al Tribeca Film Festival.

Le produzioni originali Airbnb, ha indicato il top manager per l’area policy and communications, Chris Lehane, saranno trasmesse o tramite la app Airbnb o tramite altre piattaforme video come YouTube, dove Airbnb è già presente con uno show sui principali trend del settore viaggi. “Per ora siamo nella fase R&D”, ha chiarito Lehane. “Ma non saranno solo video, forse anche audio, o spettacoli dal vivo”. L’idea è “Più contenuti diffondiamo, più persone portiamo sulla piattaforma”.

Airbnb è valutata 31 miliardi di dollari sul mercato privato e ha una rete di mezzo miliardo di viaggiatori che, sostiene il top management, sta attraendo diversi investitori disposti a finanziare le sue serie Tv e i suoi film.

Sul fronte contenuti Airbnb dal 2017 ha la sua rivista Airbnb Magazine diretta da Ben Kasman e edita dal gruppo dei media Hearst e che vanta più di un milione di lettori. Ora si tratta di fare il salto nel mondo dello streaming. A sostenere le ambizioni del ceo c’è Kim Kingsley, co-fondatrice della testata Politico e entrata in Airbnb la scorsa estate per dirigere la strategia sui contenuti dell’azienda.

I contenuti originali sono una strategia sempre più popolare tra le imprese della Silicon Valley: anche aziende hitech estranee all’industria dei media valutano la produzione di video per rafforzare il legame con gli utenti online e raccogliere sempre più dati, preziosi per costruire offerte in linea con le richieste del mercato. Si tratta di strategie che richiedono grandi investimenti e i cui ritorni sono incerti, ma che i top manager spesso giustificano con il potente valore in termini di marketing.

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