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AEROSPAZIO

Al via Close to Earth, dati super-precisi con i mini satelliti Made in Italy

Co-finanziato dal Miur, il progetto coinvolge aziende private, l’Enea e il Distretto tecnologico aerospaziale di Brindisi. Le piattaforme saranno realizzate con materiali innovativi e sistema di propulsione elettrica per restare in orbite basse

19 Giu 2019

Patrizia Licata

giornalista

Dati sempre più precisi dai satelliti e nuovi servizi di osservazione della Terra: questo l’obiettivo di “Close to Earth”, il progetto che prende il via oggi con il co-finanziamento del Ministero dell’istruzione, università e ricerca (per oltre 9 milioni di euro) e il coinvolgimento di Enea nell’ambito del Distretto tecnologico aerospaziale di Brindisi. “Close to Earth” realizzerà mini satelliti in materiale innovativo (meno di 500 chili di peso) e dotati di sistemi propulsivi all’avanguardia che consentono di operare in orbite basse e fornire informazioni estremamente precise.

Al progetto partecipano anche aziende del settore come Gap e Imt e, all’interno del Distretto tecnologico aerospaziale di Brindisi, anche le Università di Bari e del Salento, Cnr, Sitael, Planetek, Enginsoft e Blackshape.

“In orbite basse l’attrito atmosferico impone un utilizzo maggiore dei propulsori e ciò comporta un consumo più elevato di propellente, ma grazie alla nuova tecnologia di propulsione elettrica air-breathing, che sfrutta i gas presenti nell’atmosfera, sarà possibile far orbitare i satelliti entro i 250 km dalla Terra, senza bisogno di propellente a bordo”, spiega la ricercatrice Enea Antonella Rizzo, responsabile scientifico del progetto.

Nell’ambito del progetto spetteranno all’Enea la realizzazione di rivestimenti, anche multistrato, tramite un processo innovativo di deposizione mediante evaporazione (Physical Vapour Deposition), in grado di proteggere i componenti plastici o metallici dei veicoli dalla degradazione al contatto con l’ossigeno atomico. Questi materiali innovativi verranno testati in uno speciale laboratorio dove sarà ricostruito l’ambiente atmosferico delle orbite spaziali molto vicine alla Terra: un vero e proprio simulatore in grado di riprodurre le condizioni dello spazio in termini di pressione e temperatura.

I ricercatori del Centro ricerche Enea di Brindisi saranno impegnati inoltre nello studio di trattamenti superficiali innovativi in grado di modificare le proprietà termo-ottiche di alcune parti del satellite che consentiranno di convertire il calore di scarto in energia elettrica.

“Riteniamo che i nuovi strumenti di osservazione della Terra a quote così basse e con lunghe vite operative daranno un grosso impulso ai servizi satellitari quali ad esempio il monitoraggio ambientale, aprendo la strada a nuovi settori applicativi”, ha concluso Rizzo.

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