LA VERTENZA

Alcatel-Lucent, i sindacati: “Stabilimento di Trieste a rischio”

Presidio davanti al Parlamento contro “l’imminente esternalizzazione” del sito e gli esuberi annunciati dall’azienda. I rappresentanti dei lavoratori: “Il Governo intervenga con urgenza”

29 Apr 2015

A.S.

“Oggi siamo qui per rappresentare al Governo il rischio di chiusura e smantellamento dal nostro Paese di una delle aziende leader del settore delle telecomunicazioni, la Alcatel-Lucent, che dopo l’operazione di acquisizione di Nokia, rischia di spazzare via l’ultimo sito produttivo rimasto nel nostro paese, quello di Trieste, dopo la chiusura di quelli di Battipaglia, Rieti, Bari, Genova”. Lo denuncia Giuseppe Ricci, coordinatore nazionale gruppo Alcatel-Lucent durante il presidio in corso a piazza Montecitorio dove i lavoratori dell’azienda manifestano per protestare contro i 40 esuberi annunciati dall’azienda.

“Io ascolto i problemi, non faccio il coniglio’ queste le parole del premier Renzi quando visitò il sito di Vimercate lo scorso mese di novembre – prosegue Ricci – Chiediamo oggi al Governo di non fare il coniglio e non fuggire di fronte ai problemi dei lavoratori. Non bastano le dichiarazioni e le visite, bisogna affrontare i problemi concretamente a partire dai licenzianti annunciati”.

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Lo sciopero di otto ore proclamato per oggi e il presidio davanti alla Camera dei deputati, sottolinea Roberta Turi, segretaria nazionale Fiom Cgil, “sono stati organizzati dalle organizzazioni sindacali per protestare contro la decisione di Alcatel-Lucent di licenziare 40 lavoratori oggi in cassa integrazione e contro l’ormai imminente esternalizzazione dello stabilimento di Trieste, dove operano 318 dipendenti a tempo indeterminato e 400 somministrati”.

“A preoccupare le organizzazioni sindacali e i lavoratori – prosegue Turi – si è aggiunta qualche giorno fa la notizia dell’acquisizione di Alcatel-Lucent da parte della Nokia, che pochi mesi fa ha licenziato in Italia più di cento lavoratori. La Fiom – conclude – ritiene che il Governo debba intervenire urgentemente per impedire i licenziamenti in corso e garantire il futuro dello stabilimento di Trieste. È altrettanto urgente aprire un confronto con i vertici della Nokia per fare in modo che vengano salvaguardati, nell’acquisizione della multinazionale franco-americana in Italia, produzioni e occupazione”.