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IL PIANO

Alexa sempre più “umana”, così Amazon punta dritto alle connected car

Il colosso di Bezos guarda oltre la smart home e lavora per aumentare le capacità di interazione e di conversazione dell’assistente virtuale. Soluzioni di machine learning avanzato il cuore della strategia

05 Mar 2019

Patrizia Licata

giornalista

Alexa diventerà sempre più “umana”. Intelligenza artificiale e machine learning potranno imprimere la trasformazione decisiva al maggiordomo tuttofare di Amazon per la smart home e rendere la tecnologia sempre più “umana” e tarata sulle conversazioni e le interazioni. Lo ha detto Dave Limp, senior vice president for devices and services di Amazon, specificando che “migliaia” di sviluppatori e ingegneri del gruppo americano stanno lavorando per rendere Alexa sempre più “empatica”.

L’assistente digitale di Amazon ha fatto il suo debutto di mercato quattro anni fa insieme allo smart speaker Echo. In quesi anni le sue funzionalità si sono moltiplicate e oggi è in grado di assistere l’utente domestico in mansioni che vanno dall’accensione e spegnimento delle luci alla prenotazione di un taxi.

Amazon ha venduto in totale più di 100 milioni di dispositivi Alexa, come indicato dall’azienda stessa. Il gruppo di Jeff Besoz ha inoltre messo in vendita una dozzina di device che si possono collegare alla sua assistente per sfruttarne le funzioni, compreso un forno a microonde.

Alexa è un progetto ormai su vasta scala, ha detto Limp, e convince chi lo usa perché facilita la vita di tutti i giorni. La strategia è partita dalla smart home ma ora punta a conquistare la connected car: “Abbiamo cominciato la casa e ora arriveremo sulle automobili”, ha dichiarato Limp parlando al New Work Summit, evento organizzato dal New York Times.

“Ogni giorno ricevo email di persone che mi dicono che Echo ha cambiato la loro vita”, ha dichiarato Limp. “A volte sono persone con mobilità limitata o anziani che trovano in Alexa una compagnia e possibilità di interazione prima inimmaginabili”. Merito dell’empatia che gli sviluppatori di Amazon inseriscono nelle caratteristiche dell’assistente virtuale e che ora, grazie all’intelligenza artificiale e al machine learning, potrà essere ancora più efficace e convincente. Già adesso, ha detto Limp, Alexa sa come reagire nel caso si rivolgano a lei persone con tendenze depressive o suicide o vittime di abusi domestici, per esempio, tentando di avviare connessioni con i numeri di emergenza.

“La renderemo sempre più un dispositivo che conversa come una persona in carne ed ossa, non che esegue solo transazioni”, ha sottolineato il top manager di Amazon. “Ci stanno lavorando già ora migliaia di nostre risorse”.

A proposito di conversazioni, Amazon è stata accusata di non riuscire sempre a proteggere in modo efficiente i dati, ma Limp è stato categorico: nessun problema di privacy o sicurezza, le conversazioni con Alexa sono sempre cifrate prima di essere conservate sul cloud e l’utente le può sempre cancellare, se vuole. “E’ importante ricordare che il motivo per cui Amazon conserva i dati è solo per migliorare la tecnologia”, ha detto Limp.

L’anno scorso Amazon Echo rappresentava il 70% degli altoparlanti smart installati negli Stati Uniti, mentre Google Home ha il 24% del mercato e Apple HomePod, secondo i dati di Consumer Intelligence Research Partners. In Italia l’analisi annuale del mercato e-commerce effettuata dal portale di comparazione dei prezzi Idealo ha rilevato nel 2018 un incremento del 115% degli acquisti di altoparlanti intellgenti per la casa.

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