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IL CASO

Alitalia, nessun decollo senza una trasformazione digitale

Sinora è mancato un modello complessivo di azienda online. In passato ci si è limitati a sommatorie di aggiustamenti informatici. Per il rilancio bisogna pensare totalmente in digitale.

26 Apr 2017

Pier Domenico Garrone*

Solo il fallimento della società Alitalia può ormai consentire la creazione di una compagnia aerea che sia utile agli italiani perché competitiva. I “Maestri dell’Errore” sono stati i creditori/azionisti e i diversi commissari e amministratori delegati che non hanno mai industrialmente ristrutturato Alitalia.

Ad esempio, la commessa informatica opera senza che sia stata fatta una una revisione complessiva del modello digitale della compagnia. Si tratta, come è evidente, di una cosa ben diversa dal mero ammodernamento informatico. Troppi accrocchi informatici attaccati l’un l’altro nel tempo nati quando ancora c’era la lira e vissuti in un puzzle indistinto nell’era del bitcoin.

L’innovazione di Alitalia non si è mai avverata. Paradossalmente, in Alitalia è proprio il sistema informatico a rappresenta nella sua produzione e gestione una delle resistenze più onerose al cambiamento.

L’innovazione digitale può invece contribuire a dare ad una newco la capacità di offrire servizi digitali alla gestione operativa, al mercato, al sistema. Dalla gestione dell’handling aeroportuale, all’intermodalità internazionale, allo sharing, ad una economicamente produttiva integrazione con il sistema commerciale e turistico del Paese.

Si tratta di modelli che si sono rivelati estranei al management e ai vecchi azionisti di Alitalia. Una delle prime cose da fare se si vuole rilanciare Alitalia è porre drasticamente mano all’area informatica nell’ottica di produrre un modello digitale di azienda che passi da una condizione percepita come un “telefono fisso” a un modello innervato nell’era IOT.

Certamente, oggi l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Ugo de Carolis, ed il neo Presidente, Antonio Catricalà, dovranno pensare quanto svalutare i crediti verso Alitalia mentre il Presidente di ENAC, Vito Riggio, dovrà verificare quanto realmente esistano e per quanto tempo ancora le condizioni economiche per non ritirare la licenza all’operatore Alitalia. I precedenti fanno scattare un terribile conto alla rovescia. I problemi sono complessi ed estremamente ingarbugliati. Ma una cosa è certa: senza un vero modello digitale di compagnia aerea Alitalia non può avere futuro in un mercato sempre più competitivo e “online”.

*Senior partner IsiameD Digitale

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