Allarme internet per i minori: il 61% è vittima di cyberbullismo - CorCom

SAFER INTERNET DAY

Allarme internet per i minori: il 61% è vittima di cyberbullismo

Lo rileva l’Osservatorio Indifesa: il 68% dei ragazzi è stato testimone di episodi di violenza sul web. E la Ue rileva una crescita esponenziale di abusi sessuali online, che sono passati dai 23mila del 2010 ai 725mila dello scorso anno. Le telco in campo con iniziative per sensibilizzare ai pericoli della Rete

08 Feb 2021

Federica Meta

Giornalista

Allarme Internet per i minori. Il 30,5% degli utenti delle linee di ascolto e consulenza di Telefono Azzurro che riporta problematiche relative all’area internet riferisce anche sofferenze legate all’area della salute mentale: in particolare questi utenti riferiscono di aver provato atti autolesivi (13%), tentativi di suicidio (5%) e di ideazione suicidaria (13%). In breve, nel 31% dei casi, criticità legate all’online corrispondono a gravi malesseri con sfoghi aggressivi. Lo indica l’associazione in vista, domani, del Safer internet Day.

I  numeri fanno il paio con quelli dell’Osservatorio Indifesa: il 68% dei ragazzi, dai 13 ai 23 anni, dichiara di aver assistito ad episodi di bullismo, o cyberbullismo mentre ne è vittima il 61%. Ragazzi e ragazze esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita da parte di coetanei (42,23%). Tra i partecipanti alla rilevazione 6 su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online e, tra i rischi maggiori, sia i maschi che le femmine, pongono al primo posto il cyberbullismo (66,34%).

Pesanti le conseguenze del Covid-19 e delle misure di isolamento e distanziamento sociale: il 93% degli adolescenti ha affermato di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto alla rilevazione precedente. Un aumento ancora più significativo se si pensa che la percentuale di chi ha indicato di provare solitudine “molto spesso” è passata dal 33% a un drammatico 48%”.

“La situazione – osserva Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – è grave e bisogna intervenire subito. L’utilizzo crescente della tecnologia, cui la pandemia ha costretto i minori in questi mesi, ha purtroppo contribuito a una forte crescita degli abusi online e in generali di pericoli digitali. Perciò Telefono Azzurro è in prima linea per portare al centro del dibattito i rischi che la rete presenta ai più giovani”.

“Il bullismo in rete fa soffrire e danneggia tanti minori. Combatterlo è un impegno da rafforzare anche aumentando nelle scuole gli spazi per lo studio del digitale. Per farlo è necessaria collaborazione tra tutti i soggetti che contrastano questi soprusi dolorosi – spiega in un post su Facebook la ministra per l’innovazione tecnologica Paola Pisano – Attraverso nove progetti della “Coalizione Nazionale per le competenze digitali”, promossa da Repubblica Digitale, finora abbiamo organizzato corsi e laboratori per 4.000 docenti, 80.000 studenti e 150.000 genitori. Tra gli argomenti affrontati, sicurezza sul web, contrasto alle fake news e al cyberbullismo, educazione al rispetto”. “Avere sempre di più ragazze e ragazzi consapevoli dei rischi on line è utile a loro e all’Italia intera. Permette di cogliere al meglio le opportunità di Internet e delle nuove forme di comunicazione, aumenta la sicurezza di una navigazione che può portare a mete utili per studiare, conoscere il mondo e poi lavorare”.

Secondo l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu), nel 2019 il 50% della popolazione mondiale era attivo sulla rete. L’Unicef aggiunge che il 30% di questi utenti sono bambini e adolescenti (1 su 3). Infatti, navigare in rete è sempre più facile anche per i più piccoli: secondo uno studio condotto negli Stati Uniti (Rideout & Robb, 2019), i ragazzi tra i 13 e i 18 anni trascorrono circa 6.5 ore al giorno di fronte ad uno schermo. In più, nonostante i limiti di età fissati dal Regolamento europeo Generale sulla Protezione dei Dati, un gran numero di bambini e adolescenti sotto i 13 anni frequenta giornalmente almeno un social network. (EU Kids Online, 2020).

Un recente studio ha rilevato che già dall’età di 3-4 anni i bambini spesso accedono a Internet senza la supervisione di un adulto, e che prima dei 15 anni l’89% dei bambini intervistati ha già un profilo attivo sui social network. Inoltre, l’utilizzo crescente della tecnologia ha contribuito ad un forte incremento degli abusi online.

Anche secondo uno studio della Commissione europea, negli ultimi anni in Europa si è assistito ad un aumento esponenziale di segnalazioni di abuso sessuale online a danno di minori: da 23.000 nel 2010 a 725.000 nel 2019. Anche a livello globale il fenomeno ha raggiunto dimensioni allarmanti: da 1.000.000 di segnalazioni nel 2010 a circa 17.000.000 nel 2019.

“I giovani devono sentirsi sicuri e autonomi quando navigano nel mondo online, in modo da poter beneficiare appieno del mondo digitale – spiega Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, – Con il piano d’azione europeo per l’istruzione digitale poniamo l’istruzione digitale al centro del panorama educativo europeo, promuovendo l’alfabetizzazione digitale per combattere la disinformazione online, sostenendo gli educatori e gli insegnanti e garantendo un e-learning di qualità.”

I  numeri della Polizia Postale

Nel 2020 sono complessivamente diminuti i casi di cyberbullismo trattati dalla Polizia Postale con vittime minorenni: sono stati 412 contro i 460 del 2019. Ma rispetto all’anno scorso sono quasi raddoppiati i casi che vedono vittima un minore di età inferiore a 9 anni: nel 2019 erano 28, mentre nel 2020 sono state 52. In aumento anche i minori denunciati (62 nel 2019 contro i 66 nel 2020) per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. I dati della polizia Postale sono stati diffusi nel corso dell’incontro del Moige “Giovani Ambasciatori per la cittadinanza digitale”.

La vision di Clusit

Clusit sposa il motto del Safer Internet Day:”rendere Internet un luogo migliore e più sicuro per tutti si può”.
Secondo Gabriele Faggioli, presidente dell’associazione, sono necessari investimenti sulla formazione e la creazione di una rete di consapevolezza sui rischi cyber, a partire dai genitori e dai giovanissimi, fin dalla scuola primaria. La politica, secondo Faggioli, deve avere un ruolo preciso: “Il mercato deve essere guidato con chiare scelte di politica legislativa che dovrebbero, almeno come tentativo, guidare l’evoluzione del mercato digitale perché gli interventi emergenziali davanti dalle tragedie vanno benissimo e sono condivisibili, ma non è detto che siano risolutivi”, ha affermato.

L’iniziativa di Fastweb

La pandemia e il lockdown hanno mostrato quanto Internet sia stata una risorsa preziosa per lavorare, studiare e rimanere in contatto con le persone ma allo stesso tempo quanto sia necessario tenere sempre alta l’attenzione per contrastare il cyberbullismo di cui sempre più minori sono vittime spesso indifese.

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In quest contesto Fastweb lancia “#ConnessiControilBullismo”, la nuova campagna contro gli abusi online che vedrà l’azienda impegnata in varie attività digital e social e che si basa sull’idea che si possa contrastare il cyberbullismo solo “facendo rete” e che la rete possa essere uno strumento principale per educare, proteggere e prevenire.

Insulti, molestie, minacce, ma anche diffamazione, furto d’identità, trattamento illecito di dati privati: sono solo alcuni dei possibili comportamenti che possono essere messi in atto online.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Indifesa 2020 di Terre des hommes il 61% dei giovani afferma di essere vittima di bullismo o di cyberbullismo, e il 68% di esserne stato testimone. Sei adolescenti su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online. Nell’anno del Covid-19 il 93% degli adolescenti ha poi affermato di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto al 2019.

Fastweb ha deciso quindi di avviare una campagna di sensibilizzazione “di impatto” con la convinzione che continuare a fare informazione sul cyberbullismo e sui modi in cui può manifestarsi sia essenziale affinché le persone abbiano gli strumenti per riconoscere e prevenire il fenomeno. Fastweb da sempre vede infatti nell’educazione a una navigazione responsabile la base per costruire una nuova generazione di utenti più rispettosi e consapevoli.

#ConnessiControilBullismo durerà un anno intero e si svilupperà attraverso diverse attività in modo da creare una “narrazione continua” che porti gli utenti ad acquistare più consapevolezza circa il fenomeno. La campagna prenderà avvio con una story sul canale Instagramm di Fastweb @fastweb_spa che metterà gli utenti nei panni della “vittima” con l’obiettivo di rendere le persone più consapevoli di ciò di ciò che viene scritto e diffuso via social facendole immedesimare in chi riceve insulti e offese. Si proseguirà con un’altra story, che cambierà completamente la prospettiva facendo vivere gli abusi dal punto di vista del “bullo”.

La campagna continuerà poi sugli altri canali social di Fastweb con diverse pubblicazioni che racconteranno di volta in volta diversi aspetti del fenomeno. Nell’ambito della campagna è prevista anche una parte “educational” realizzata grazie alla collaborazione di professionisti ed esperti che parteciperanno a webinar ed eventi online per approfondire i temi legati alla navigazione responsabile.

I primi due incontri che si svolgeranno in diretta dai canali Facebook e Linkedin di Fastweb saranno con Gianluigi Bonanomi, formatore esperto sulla comunicazione digitale. Nel primo incontro in programma mercoledì 17 febbraio alle ore 18:00 dal titolo “Pericoli in Rete”, si parlerà del ruolo degli adulti rispetto alla prevenzione del cyberbullismo, mentre lunedì 1 marzo alle 18:00 nel corso dell’appuntamento dal titolo “Sharenting” si affronterà il tema della condivisione consapevole delle immagini dei figli sui social.

Alla campagna prenderanno parte anche gli atleti della Nexxt Generation e testimonial di Fastweb, come Filippo Tortu, che sosterranno la campagna direttamente dai loro profili con contenuti ad hoc.

Il webinar di WindTre

In occasione del Safer Internet Day 2021, WindTre presenta il webinar “Bambini e Cyber security. Vivere il web in sicurezza”, che si terrà domani, martedì 9 febbraio, alle ore 17:00. L’evento è il terzo appuntamento di un ciclo realizzato nell’ambito del progetto di digital e media education NeoConnessi, con l’obiettivo di affrontare insieme a genitori, docenti ed esperti del settore i temi relativi all’educazione digitale e all’uso sicuro e positivo del web e dei device da parte dei più piccoli.

La compagnia guidata da Jeffrey Hedberg, già membro dell’Advisory board del progetto Safer Internet Centre – Generazioni Connesse coordinato dal Ministero dell’Istruzione, conferma con questa iniziativa l’adesione alla giornata internazionale per la sicurezza in Rete, che assume, quest’anno, una valenza ancor più significativa per il mondo della scuola e per gli studenti, a causa dell’emergenza pandemica e delle ripercussioni sulle abitudini degli adolescenti e sull’approccio al mondo virtuale. 

 “La nostra azienda si impegna a eliminare le distanze tra le persone – spiega Tommaso Vitali, Direttore Marketing B2C di WindTre – Inoltre, attraverso iniziative mirate, come il progetto di digital and media education NeoConnessi, e l’uso di tecnologie, come l’App di Parental Control WindTre Family Protect, andiamo incontro alla necessità di connessione dei più giovani e rispondiamo all’esigenza di protezione da parte dei genitori. Per una navigazione consapevole e lontana dai pericoli del Web.”

Nel corso del webinar “Bambini e Cyber security. Vivere il web in sicurezza” saranno forniti a docenti e genitori strumenti e consigli utili a sensibilizzare i più piccoli su concetti quali l’identità digitale, il trattamento dei dati in Internet e la difesa dagli attacchi informatici, per aiutare i ragazzi a riconoscere le minacce del web. 

All’incontro parteciperanno Guido Galli de’ Paratesi, responsabile Cyber Intelligence & Defence di WindTre, e Alberto Rossetti, psicoterapeuta e psicoanalista, esperto dell’impatto delle nuove tecnologie sulla vita dell’uomo e autore di “Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?”. L’evento sarà, inoltre, l’occasione per lanciare il concorso NeoConnessi “Più vicini in rete” dedicato alle classi delle scuole aderenti al progetto.  

Sarà possibile seguire il webinar sul gruppo Facebook “NeoConnessi – Genitori, Figli e Internet”, iscrivendosi, oppure sul portale scuola.net dell’agenzia La Fabbrica e la relativa pagina Facebook.

I progetti di Telefono Azzurro

Telefono Azzurro lancia oggi Azzurro Academy, il portale che intende rappresentare un punto di riferimento permanente a disposizione di genitori, insegnanti e ragazzi, al fine di sensibilizzare e formare gli adulti e tutta la comunità educante sui rischi e le opportunità del digitale, nonché sui temi della tutela e della protezione dell’infanzia, garantendo contenuti di qualità inseriti in un modello condiviso e validato e in linea con i più innovativi approcci internazionali.

L’Azzurro Academy muove i suoi primi passi con il programma Cittadinanza Digitale, pensato per il mondo della scuola, ma sono già in fase di definizione altri importanti programmi di formazione che, rivolgendosi al più ampio universo di professionalità e componenti della società civile che interagiscono quotidianamente con bambini e adolescenti, potranno aiutarli nella comprensione del punto di vista dei ragazzi, delle loro aspettative e delle loro ansie ed incertezze, in linea con la mission di Telefono Azzurro.

“Se non ha l’età, i social possono attendere” è invece il claim dello spot, realizzato dal Garante per la protezione dei dati personali in collaborazione con Telefono Azzurro, dedicato al tema della protezione dei minori sui social network. A partire da Tik Tok, piattaforma espressamente rivolta ai giovanissimi, a cui il Garante ha imposto nei giorni scorsi misure a tutela dei più piccoli, dopo il tragico caso della bambina di Palermo.

La campagna informativa andrà in onda sulle reti della Rai, Sky, Mediaset, La 7 e partirà da domani 9 febbraio, giorno in cui Tik Tok inizierà a bloccare gli utenti italiani e a richiedere nuovamente l’età ai propri utenti allo scopo di evitare che si iscrivano alla piattaforma i minori di 13 anni.

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Obiettivo principale dello spot è quello di richiamare i genitori a svolgere un ruolo attivo di vigilanza e a prestare particolare attenzione al momento in cui verrà richiesto ai figli di indicare la loro età per accedere a Tik Tok. Ma l’invito è anche quello, più generale, di verificare che i più piccoli abbiano l’età per iscriversi ai social.

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