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SEARCHING

Almunia: “Proposte Google non bastano”

Il commissario Ue alla Concorrenza sottolinea che gli impegni presentati da BigG sul searching non sono sufficienti per chiudere il caso. “Abbiamo bisogno di qualcosa in più. E in tempi rapidi”. Il motore di ricerca rischia una maxi-multa fino al 10% del fatturato annuo per abuso di posizione dominante

15 Gen 2014

F.Me.

“Sto ancora aspettando le reazioni di Google alle mie ultime dichiarazioni, in cui dico che dopo il secondo round di consultazioni non sono soddisfatto. Abbiamo bisogno di di qualcosa di più e non nei prossimi mesi ma nelle prossime settimane”. Lo ha detto il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, sulla controversia con Google perché si apra maggiormente alla concorrenza nelle ricerche e nella pubblicità online.

Il gruppo statunitense se non riuscirà a soddisfare le richieste della Commissione europea, potrebbe ricevere una multa fino al 10% del suo fatturato annuo.

Lo scorso 9 settembre Google ha proposto nuovi impegni all’Antitrust Ue per porre fine all’indagine aperta da Bruxelles per abuso di posizione dominante nel mercato delle ricerche online. “La Commissione – dichiarava quel giorno il suo portavoce Jonathan Todd – ha ricevuto nuove proposte da parte di Google. Se dovesse ritenerle soddisfacenti potrebbe trovarsi nei prossimi mesi una soluzione amichevole”.
”Le nostre proposte affrontano le quattro aree di maggior preoccupazione per la Commissione e continuiamo a lavorare con loro per giungere ad una soluzione del caso”, sottolineava il portavoce di Google, Al Verney.

I dubbi principali della Ue riguardano i risultati delle ricerche che privilegiano i prodotti Google, mettendoli sempre in cima o rendendoli più visibili degli altri. Lo scorso aprile Google aveva presentato un primo pacchetto di proposte in cui si impegnava a rendere chiaramente visibile agli utenti, attraverso un’etichettatura, i risultati delle ricerche che promuovono un suo servizio. La società avrebbe inoltre evidenziato inoltre i link ai motori di ricerca verticali concorrenti. Il rispetto degli impegni sarebbe stato monitorato da un amministratore fiduciario.

Ma i rimedi non avevano convinto il commissario Antitrust, Joaquin Almunia, che li aveva sottoposte a un market test conclusosi il 27 giugno, chiedendo un parere ai concorrenti di Google e a terze parti. “Dopo l’analisi del test di mercato, ritengo che le proposte presentate da Google non siano sufficienti per mitigare le nostre preoccupazioni – aveva dichiarato in conferenza stampa il Almunia – Per questo ho scritto una lettera a Google, a Eric Schmidt (executive chairman di Google), chiedendo all’azienda di presentare soluzioni migliori, che forniscano maggiori garanzie”.

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