LE TRIMESTRALI

Alphabet e Microsoft, più ombre che luci. Al Nasdaq crollano le big tech

Rallentamento inatteso della pubblicità digitale e delle attività e-commerce per Google. YouTube la più sofferente. La società di Redmond registra risultati del business cloud sotto le attese. La crisi economica e il “rincaro” del dollaro pesano sul futuro

26 Ott 2022

Domenico Aliperto

Borsa di Londra
London Stock Exchange Group

Più ombre che luci sulle trimestrali di Alphabet e Microsoft. La capogruppo di Google ha gettato un’ombra sul mondo della pubblicità digitale e dell’ecommerce con l’annuncio di un rallentamento inatteso del suo core business degli annunci di ricerca, provocando forti vendite sui titoli tecnologici e alimentando i timori di un rallentamento economico negli Stati Uniti. Mentre Redmond, pur ottenendo utili e ricavi sopra le attese nel primo trimestre dell’anno fiscale 2023, ha sottoperformato sul segmento cloud.

Le azioni di Alphabet e Microsoft hanno perso circa il 6,7% negli scambi after-hour ieri a Wall Street a seguito della pubblicazione dei risultati. Le notizie negative provenienti dai due colossi, all’inizio della stagione degli utili per Big Tech, hanno innescato vendite di titoli del settore, con Meta e Amazon che hanno perso oltre il 4%. Il Dow Jones segna -0,19%, il Nasdaq cede l’1,87% e lo S&P 500 cala dello 0,86%.

I risultati di Alphabet: YouTube registra il primo calo

I ricavi del terzo trimestre del più grande venditore di pubblicità digitale negli Stati Uniti sono cresciuti del 6% a 69,1 miliardi di dollari. Fatta eccezione per una breve contrazione all’inizio della pandemia, è stato il tasso di crescita più lento dal 2013 e non è stato all’altezza delle aspettative degli analisti, che si aspettavano un aumento del 9%.

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Male i ricavi di YouTube, pari a 7,07 miliardi (-2%) contro i 7,42 miliardi delle attese. Si tratta del primo calo delle vendite di annunci sulla piattaforma da quando la società ha iniziato a segnalare i propri risultati separatamente nel 2020. Sopra il consensus, invece, i ricavi di Google Cloud, pari a 6,9 miliardi (contro i 6,69 miliardi previsti dagli analisti). Le entrate sono aumentate del 38% rispetto al 2021, ma la divisione ha comunque registrato una perdita netta di 699 milioni di dollari rispetto a una perdita di 644 milioni di dollari l’anno prima

Il costo di acquisizione del traffico è stato di 11,83 dollari, contro i 12,39 dollari del consensus. L’aumento dei ricavi è passato dal 41% dello stesso trimestre dello scorso anno al 6%, a causa del continuo calo delle spese per gli annunci pubblicitari online: escludendo un trimestre durante la pandemia di coronavirus, si tratta del dato più debole per la crescita dal 2013. Nel complesso, i ricavi pubblicitari sono leggermente aumentati a 54,48 miliardi.

In una call con gli investitori l’amministratore delegato di Alphabet Sundar Pichai ha affermato che è stato “un momento difficile per il mercato pubblicitario”. Ruth Porat, chief financial officer, ha precisato che il rallentamento è stato determinato dal confronto con “il fortissimo terzo trimestre” del 2021, quando la società ha beneficiato del passaggio alla pubblicità online durante la pandemia. Ma ha aggiunto che c’è stato un “ripiego della spesa degli inserzionisti in alcune aree”.

Alphabet ha riportato un utile diluito per azione di 1,06 nel trimestre da 1,40 dollari nello stesso periodo dell’anno scorso, sotto a 1,25 dollari previsti dagli analisti. Pichai ha detto agli investitori che il gruppo sta “affinando la nostra attenzione su una chiara serie di priorità di prodotto e di business”. Il forte dollaro Usa ha ridotto di 5 punti percentuali la crescita dei ricavi, ha detto Porat, che ha affermato che la società “sta lavorando per riallineare le risorse per alimentare le possibilità di crescita”.

Microsoft cresce, ma il cloud sotto le attese frena il titolo in borsa

Microsoft ha contribuito al quadro fosco per il settore tecnologico, avvertendo di un marcato rallentamento della sua attività di cloud computing nei prossimi mesi. Come la pubblicità sui motori di ricerca, il cloud computing è infatti considerato un’attività meno vulnerabile a una recessione rispetto ad altre hi tech.

Utili e ricavi, come anticipato, sono stati comunque sopra le attese. Redmond ha registrato un utile di 2,35 dollari per azione su ricavi di 50,12 miliardi di dollari, mentre le attese erano per 2,30 dollari su 49,61 miliardi. I ricavi totali sono cresciuti dell’11% rispetto a un anno prima, l’utile netto è diminuito del 14% a 17,56 miliardi di dollari. Il margine lordo è stato del 69,2%, contro il 69,8% delle attese.

Il calo in borsa nell’after-hours, subito dopo la pubblicazione del resoconto finanziario, si deve ai risultati leggermente deludenti del cloud: il segmento che include Azure, Windows Server, Sql Server, Nuance e Enterprise Services ha generato ricavi per 20,33 miliardi, in rialzo del 20% ma sotto i 20,36 miliardi attesi dal consensus. I ricavi di Azure sono aumentati del 35%, dopo il +40% del trimestre precedente, mentre le attese erano per un +36,4%.

Il segmento Productivity and Business Processes, che contiene Microsoft 365, LinkedIn e Dynamics, ha registrato ricavi per 16,47 miliardi, in rialzo del 9% e sopra i 16,13 miliardi del consensus. Per il segmento More Personal Computing (Windows, Xbox, Surface e Bing), ricavi in leggero calo a 13,33 miliardi, ma sopra i 13,12 miliardi delle attese. Nel trimestre, Microsoft ha annunciato che taglierà poco meno dell’1% della sua forza lavoro. Dall’inizio dell’anno, il titolo di Microsoft ha perso circa il 26%, mentre l’indice S&P 500 ha ceduto quasi il 20%. Gli analisti avevano recentemente abbassato le loro previsioni su Microsoft a causa di un calo delle consegne di computer e di un dollaro sempre più forte rispetto alle altre valute.

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