IL COMMENTO

Alphabet, Ovum: “Ora Google potrà concentrarsi meglio sul mercato cinese”

Secondo il senior analyst Francesco Radicati uno degli effetti della riorganizzazione aziendale sarà il potenziamento delle attività di controllo sulle versioni “forked” di Android in diretta concorrenza con il sistema operativo. Un fenomeno molto forte nei Paesi dell’Est asiatico

12 Ago 2015

A.S.

“La mossa è stata pensata principalmente per rendere più trasparenti le operazioni dell’azienda, ma ha anche alcune implicazioni secondarie. Il brand Google manterrà sotto il proprio controllo diretto Android, Youtube, il search e le mappe. Escludendo i progetti più innovativi e quelli sulla connected home dal portfolio di Google, la società potrà ora concentrarsi in modo più deciso a migliorare la propria penetrazione in mercati chiave come quelli dell’India e della Cina”. Ad affermarlo è Francesco Radicati, senior analyst di Ovum, che commenta la riorganizzazione decisa ieri da Google, che ha creato la holding Alphabet a cui faranno da ora in poi riferimento tutte le attività del gruppo. Proprio il mercato cinese è quello in cui sono particolarmente diffuse le versioni “forked” di Android, quelle cioé rilasciate in modalità open source, che non danno accesso ai servizi Google. Proprio concentrandosi sul core business delle attività online Google potrà trovare una soluzione a questo fenomeno che, sottolinea Radicati, “pone di fatto l’azienda in competizione con se stessa”, e raggiungere così un maggior numero di utenti sulle piazze dove sono più alte le potenzialità di crescita per l’azienda.

“Ciò che è meno chiaro – prosegue Radicati – sono le implicazioni sulle attività di Google collegate con l’Internet of things. Progetti come Thread e Nest non sono stati citati dalla lettera di annuncio della riorganizzazione fermata da Larry Page, ma si tratta di iniziative che in ogni caso, a partire da Google X, potranno beneficiare di una possibilità di focalizzarsi in modo più stretto sulle rispettive aree di interesse grazie al fatto di essere separate dal ‘search’ e da YouTube”.

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“Un altro vantaggio – conclude Radicati – è che le iniziative e i prodotto non di successo non dovranno necessariamente portare il nome della casa madre, e in questo gli esempi potrebbero spaziare dal social network Google+ ai Google glass. Mentre quelle di successo potranno essere associate con semplicità al brand una volta che si saranno affermate”.

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