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E-COMMERCE

Amazon si “arrende” e ammette: “Contraffazione rischio che non possiamo controllare”

Per la prima volta il colosso dell’e-commerce evidenzia che la diffusione di prodotti falsi sul marketplace non è facilmente gestibile: pesa l’aumento delle vendite di terze parti

05 Feb 2019

Allarme falsi e ricettazione. Amazon per la prima volta avverte gli investitori sul rischio contraffazione derivante dalle vendite del marketplace, la parte del sito in cui negozianti terze parti possono presentare i propri prodotti e venderli direttamente o tramite i magazzini e il sistema di logistica di Amazon stessa. È la prima volta che Amazon utilizza la parola “contraffatto” nel suo rapporto di fine anno. E il problema potrebbe peggiorare sostanzialmente in un prossimo futuro, visto che l’azienda sta facendo crescere in maniera molto rapida la parte di vendite che derivano dalle terze parti, già oggi al 52% circa del totale.

La presenza di un “fattore di rischio” inedito non è passata inosservata da parte degli analisti e degli investitori che hanno ricevuto il rapporto annuale di Amazon. Un breve paragrafo che apre per la prima volta un nuovo fronte già peraltro conosciuto e più volte indicato, cioè prodotti contraffatti o rubati venduti attraverso il marketplace.

«Potremmo anche non essere in grado di impedire ai venditori nei nostri negozi o attraverso altri negozi di vendere prodotti illeciti, contraffatti, piratati o rubati, vendere prodotti in modo illegale o non etico, violare i diritti di proprietà altrui o violare in altro modo le nostre politiche».

La comunicazione riflette la crescente preoccupazione di Amazon per il problema della contraffazione sul suo marketplace, poiché le parole “contraffatto” e “piratato” non erano mai state menzionate nella sua presentazione annuale. Mentre Amazon afferma pubblicamente di avere una politica di “tolleranza zero” per i prodotti contraffatti e ha costruito una nuova tecnologia per affrontare il problema, il suo marketplace che consente ai commercianti di terze parti di vendere beni continua ad essere afflitto da vendite di falsi e ricettazione.

È un problema che potrebbe peggiorare, dato che Amazon sta dando sempre più spazio ai venditori terze parti. Per la prima volta nel 2017 infatti più della metà dei prodotti venduti su Amazon proviene da venditori terze parti e Amazon, nel suo ultimo trimestre, ha dichiarato che i prodotti di terzi rappresentavano il 52% di tutti i prodotti venduti.

Il problema della contraffazione dei prodotti venduti su Amazon ha attirato l’attenzione anche dei principali marchi di vendita al dettaglio. A ottobre, l’American Apparel & Footwear Association, che rappresenta più di 1.000 marchi, ha raccomandato che alcuni negozi su Amazon venissero aggiunti all’elenco dei “Notorious Markets” (una lista di negozi online che vendono prodotti non originali) a causa delle contraffazioni, dicendo che Amazon dovrebbe piuttosto “essere un leader nella lotta alle contraffazioni”.

Anche grandi marchi come Daimler-Mercedes hanno suonato l’allarme. Nel 2017, la casa automobilistica tedesca ha presentato una denuncia relativa alla violazione del proprio marchio da parte di Amazon per non aver impedito la vendita di parti contraffatte Mercedes-Benz.
Ma non ci sono solo i marchi. All’inizio dello scorso anno, un posto sul blog del fondatore di Elevation Labs, Casey Hopkins, ha sottolineato come le contraffazioni rendano fare affari sempre più difficile per le piccole aziende come la sua. Nel post Hopkins afferma che nella sua esperienza i contraffattori cinesi hanno invaso il mercato con copie dei suoi prodotti, uccidendo la reputazione del marchio oltre che le vendite: «I clienti senza saperlo stanno acquistando versioni di bassissima qualità dei miei prodotti, mentre sia Amazon che i truffatori se ne stanno approfittando e la reputazione che abbiamo costruito con tanta fatica finisce nello scarico del WC».

Amazon da tempo è impegnata nella lotta alla contraffazione, ma secondo osservatori con poca decisione: «Proibiamo rigorosamente – ha dichiarato più volte l’azienda, anche se mai prima di oggi nel suo rapporto annuale agli investitori – la vendita di prodotti contraffatti e investiamo pesantemente, sia in fondi che in energia delle persone che lavorano per Amazon, per garantire che la nostra politica contro la vendita di tali prodotti sia seguita».

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