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IL PROGRAMMA

Amazon mette sul piatto 700 milioni per il reskill di 100mila dipendenti

Via al progetto che punta a dotare di competenze digitali un terzo della forza lavoro americana per crescere nell’era dell’automazione. Le risorse formate saranno spostate su mansioni più qualificate

11 Lug 2019

Patrizia Licata

giornalista

Amazon vuole potenziare le digital skill dei suoi dipendenti, a garanzia del futuro successo di un gruppo che vuole continuare a crescere nella new economy impiegando robotica e machine learning e intelligenza artificiale in misura capillare. Per questo il colosso di Jeff Bezos ha varato un programma quinquennale da 700 milioni di dollari (Upskilling 2025 program) per l’aggiornamento delle competenze di circa un terzo dei suoi dipendenti americani, pari a 100.000 persone.

Il programma di retraining permetterà a questi dipendenti di qui al 2025 di spostarsi verso mansioni più qualificate all’interno dell’azienda o anche al di fuori di Amazon.

L’iniziativa di upskilling si snoda su più fronti. Tramite la Amazon Technical Academy permetterà a gran parte dello staff oggi impiegato nei magazzini di passare a ruoli nello sviluppo software: sarà Amazon a fornire le necessarie conoscenze It.

Con Associate2Tech, Amazon realizzerà corsi per i collaboratori nei magazzini per formarli su ruoli più tecnici.

Ancora, con il Growing Career Choice, Amazon offrirà percorsi di studio pre-pagati fino al 95% della cifra totale per chi lavora nei magazzini e vuole dotarsi di skill per spostarsi su professioni altamente richieste dal mercato del lavoro, al di là delle competenze che servono ad Amazon – per esempio, ci sono i corsi per progettisti del settore aeronautico o figure qualificate per il settore sanitario.

Amazon lancerà anche una Machine learning university per aiutare i dipendenti che già hanno una formazione tecnologica e nello sviluppo software ad acquisire competenze nel machine learning. Questo programma sarà avviato su un ristretto gruppo di persone ma l’obiettivo è arrivare a coinvolgere migliaia di dipendenti.

Amazon espanderà infine le possibilità di stage all’interno dell’azienda certificato dal dipartimento del Lavoro Usa (Amazon Apprenticeship) e amplierà i programmi di formazione per i dipendenti Amazon sul cloud AWS (AWS training and certification) che “aprono opportunità sia dentro Amazon che in altre aziende in tutto il mondo che sempre più cercano talenti del cloud”.

“Creare queste opportunità è solo l’inizio per noi”, ha dichiarato Beth Galetti, senior vice president delle Risorse Umane di Amazon. “Anche se molti dei nostri dipendenti vogliono costruire le loro carriere qui, per altri potrebbe essere il primo passo verso opzioni diverse”.

I talenti sono per Amazon un necessario supporto alla sua competitività nell’era digitale ma il programma di formazione, secondo alcuni osservatori americani, è anche una risposta al pressing dei sindacati e di alcuni parlamentari, come il senatore Bernie Sanders, che chiedono ad Amazon di migliorare le condizioni dei suoi lavoratori. Sotto queste spinte, il colosso dell’e-commerce ha aumentato l’anno scorso il salario minimo dei suoi dipendenti americani a 15 dollari l’ora.

Amazon ha indicato che la sua forza lavoro negli Stati Uniti raggiungerà le 300.000 unità a fine anno. Un’analisi interna ha indicato che le risorse più richieste sono professionisti come gli specialisti di mappatura dei dati, data scientist, architetti di solutioni e business analyst.

Al momento negli Stati Uniti (in base alle statistiche ufficiali del governo) ci sono più posti di lavoro vacanti (7,4 milioni) che disoccupati (6 milioni), ma le risorse che mancano sono quelle qualificate a lavorare nell’economia digitale.

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