Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

ECOSOSTENIBILITA'

Ambiente, la ricetta di Ericsson: inquinamento a -15% grazie al digitale

Il Ceo Börje Ekholm illustra al Forum di Davos le potenzialità delle nuove tecnologie e del 5G nella lotta al riscaldamento globale: “La connettività sarà la chiave abilitante per la maggior parte delle soluzioni esponenziali per il clima”

24 Gen 2019

Per evitare che il riscaldamento globale diventi un fenomeno irreparabile è necessario che a partire dal 2020 i gas serra diminuiscano, dimezzandosi ogni decennio. È questa la cosiddetta Carbon Law teorizzata, tra gli altri, da Johan Rockström, Direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, ed è questo un obiettivo che le tecnologie digitali potrebbe aiutare a raggiungere. Ne è convinto Börje Ekholm, Ceo di Ericsson, che insieme a Rockström ha firmato un post dedicato al tema pubblicato sul sito del World Economic Forum (di scena in questi giorni a Davos e a cui lo stesso Ekholm ha preso parte).

La connettività sarà la chiave abilitante per molte, se non per la maggior parte delle soluzioni esponenziali per il clima”, si legge nell’articolo. “La Exponential Climate Action Roadmap esplora il modo in cui la Carbon Law può essere implementata nei principali settori dell’economia globale, e la tecnologia digitale è con ogni probabilità il più potente elemento per intraprendere azioni che ci aiutino a frenare l’aumento delle temperature globali”

Anche il settore digitale, spiega Ekholm, deve fare la sua parte: pesando per circa l’1,4% delle emissioni globali, ha al tempo stesso un ruolo centrale per accelerare la domanda di energie rinnovabili. “Secondo le nostre valutazioni, le tecnologie digitali possono già da subito aiutare a ridurre del 15% le emissioni inquinanti e contribuire con una quota del 33% a raggiungere il primo traguardo del 2030, quando si dovrebbero dimezzare. Dalle utilities all’industria, passando per l’agricoltura, l’edilizia e soprattutto i trasporti, il digitale, attraverso l’IoT e il 5G può fare davvero la differenza”.

Secondo il Ceo di Ericcson, infatti, le reti di nuova generazioni rappresentano uno dei migliori esempi di tecnologia esponenziale, e saranno fondamentali per dare vita a una nuova concezione del modo di gestire i trasporti. “Oggi questo settore pesa per il 21% delle emissioni inquinanti globali, e il 73% di questa quota è generato dai viaggi a breve percorrenza. Diverse soluzioni stanno oggi convergendo per assicurare una radicale trasformazione di questo stato di cose, una rivoluzione senza pari nell’ultimo secolo”.

Ekholm fa per esempio riferimento al caso di Shenzhen, in Cina, dove una flotta di 16 mila autobus è stata completamente elettrificata, con i taxi che saranno i prossimi mezzi a fare il grande salto. “Ma ciò che sovvertirà le regole del gioco saranno le auto e i camion senza guidatore, una realtà possibile soprattutto grazie all’avvento del 5G”. In questo senso, ricorda il manager, Ericsson sta collaborando con Telia e Einride per una soluzione basata per l’appunto su connettività 5G che dovrebbe dare vita a un sistema di trasporto driverless e sicuro a corto raggio. Se progetti di questo genere avessero successo e venissero sviluppati in prodotti di massa, potrebbero sostituire circa il 60% dell’impatto che oggi ha il traffico sull’ecosistema.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5