Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

LA PROPOSTA

“Anche l’home video nel bonus cultura”: l’appello di Univideo a Bonisoli

L’associazione di categoria degli editori audiovisivi al ministro che ha annunciato di voler cambiare la 18app per il 2019. Ferrari Ardicini: “Non si può prescindere da questo settore per riportare i giovani ad amare il cinema”

25 Lug 2018

Giorgia Pacino

Anche l’home video nel bonus cultura. È la proposta di Lorenzo Ferrari Ardicini, presidente di Univideo-Confindustria. Il numero uno dell’associazione di categoria, che rappresenta gli editori audiovisivi su media digitali (Dvd, Blu-ray e 4K Ultra HD) e online (piattaforme di distribuzione digitale), si rivolge direttamente al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli.

“Home video e video on-demand transazionale rappresentano l’unico settore della filiera in grado di mettere a disposizione del pubblico, con continuità, i contenuti audiovisivi che hanno fatto la storia del cinema e che quindi rappresentano la cultura del cinema per antonomasia”, ha sottolineato Ferrari Ardicini. “Il bonus cultura per i giovani non può prescindere da questo settore, che è la base per riportare i giovani ad amare il cinema e in definitiva farli riavvicinare al cinema stesso”.

Ieri, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per la prosecuzione per il 2018 della 18app, il bonus cultura da 500 euro riservato ai diciottenni e varato dal governo Renzi. In audizione alla Camera, il ministro Bonisoli ha annunciato cambiamenti per il 2019. “Rimarrà uno strumento tipo app con soldi che vengono erogati dal governo. Ma interverremo sulle cifre, chiariremo quali beni possono essere acquistati e quali no, privilegeremo le fasce economicamente più deboli”. Dal Mibact anche l’idea di estendere il bonus oltre la fascia dei diciotto anni, coinvolgendo le imprese culturali e le fondazioni con forme di cofinanziamento e facilitazioni. “Non nascondiamoci dietro ad un dito – ha detto Bonisoli – loro da questa app ci guadagnano”.

Da qui la proposta di Univideo: fare dell’home entertainment uno strumento in più per avvicinare i neomaggiorenni alla cultura.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5