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LE INDAGINI

Negli Usa 30 procuratori contro Google: si indaga su privacy e violazione norme antitrust

I pubblici ministeri al lavoro per avviare l’indagine che sarà annunciata la prossima settimana. Assist dal Dipartimento di Giustizia. BigG pronta a collaborare ma rischia pesanti sanzioni

04 Set 2019

Antonio Dini

Il prossimo nove di settembre più della metà dei procuratori generali degli stati americani si prepara a presentare ufficialmente una investigazione nei confronti di Google per violazione della normativa antitrust. L’indagine verrà annunciata la prossima settimana e BigG si è detta pronta a collaborare. Nel mirino la violazione delle norme su privacy e concorrenza.

Più di trenta pubblici ministeri degli stati federali americani, secondo quanto hanno riferito alcune fonti alla stampa Usa, stanno da tempo preparandosi ad annunciare l’indagine e le potenziali sanzioni alle quali Google potrebbe andare incontro.

L’azienda ha risposto a queste indiscrezioni spiegando che continua «a lavorare in maniera costruttiva con i regolatori del mercato, inclusi i procuratori generali, per rispondere a tutte le domande relative alle sue attività e alle dinamiche più generali nel settore della tecnologia».

Google, e soprattutto la sua casa madre Alphabet, è uno dei colossi dell’hi-tech più importanti, e tra le aziende più ricche e potenti al mondo. Lei e gli altri colossi della tecnologia vengono messi sempre più al centro delle attenzioni da parte del Congresso Usa, delle agenzie federali e adesso anche dei procuratori generali stati del Paese.

A luglio il Dipartimento di giustizia aveva detto che stava aprendo una serie di investigazioni ad ampio spettro sulle maggiori aziende di tecnologia del Paese, focalizzandosi soprattutto sulla questione se queste stessero portando avanti delle pratiche anticompetitive. Si ritiene che l’investigazione sia rivolta a Google ma anche ad Amazon. Facebook e forse anche ad Apple.

La Federal Trade Commission, anch’essa incaricata di vigilare sulle normative antitrust nell’ordinamento statunitense, sta portando avanti separatamente una sua indagine per capire se Amazon e Facebook abbiamo abusato del loro enorme potere sul mercato rispettivamente del settore retail e quello dei social media.

Mentre più della metà dei procuratori generali degli stati Usa si preparerebbe a portare avanti ufficialmente l’investigazione nei confronti di Google, un gruppo più piccolo di questi procuratori, avrebbe il compito di presentare i risultati preliminari dell’investigazione a Washington di fronte alle autorità federali.

Sinora crescenti preoccupazioni nei confronti dei comportamenti dei big del tech erano state portate avanti solo da alcuni rappresentanti dei governi statali americani: Mississippi e Louisiana avevano protestato lo scorso marzo per il modo con il quale Google gestisce le informazioni personali degli utenti e gli algoritmi che vengono utilizzati. Successivamente anche lo stato del Texas aveva sollevato preoccupazioni simili, sostenendo anche che Google avrebbe violato le leggi statali di protezione dei consumatori.

Durante l’estate numerosi procuratori generali statali avrebbero incontrato i responsabili del Dipartimento di giustizia americano, che nel frattempo ha annunciato la sua indagine conoscitiva ad ampio spettro nei confronti dei big del tech. I procuratori avrebbero presentato le loro preoccupazioni riguardo il superamento e la violazione delle normative antitrust da parte di Google e di altri.

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