App IO, via libera del Garante Privacy alle linee guida Agid - CorCom

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App IO, via libera del Garante Privacy alle linee guida Agid

Le regole definiscono le modalità di realizzazione e di funzionamento del punto di accesso telematico per consentire alle amministrazioni di rendere disponibili i servizi agli utenti. Intanto il ministro Brunetta firma il decreto per il rilascio dei certificati anagrafici online

03 Nov 2021

F. Me.

Ok del Garante Privacy alle regole che disciplinano l’accesso telematico ai servizi della Pubblica amministrazione, anche attraverso l’uso della App IO.  L’Autorità ha espresso parere favorevole sullo schema di Linee guida predisposte dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) che definisce le modalità di realizzazione e di funzionamento del punto di accesso telematico per consentire alle pubbliche amministrazioni e ad altri soggetti erogatori di rendere disponibili agli utenti i propri servizi (avvisi di scadenze, pagamenti, certificazioni, ecc.).

Il punto di accesso – costituito dall’insieme dei sistemi sviluppati e gestiti da PagoPa – è formato da diversi componenti: un front-end (che include la App IO e un’applicazione web), al quale l’utente può accedere tramite Spid o Cie; un back-end, che gestisce anche le interazioni tra il front-end e il back office; un back office (c.d. portale), dedicato ai soggetti erogatori, grazie al quale essi possono aderire al punto di accesso e utilizzare i servizi e le interfacce messe a disposizione per interagire con i cittadini.

Lo schema in esame tiene conto delle indicazioni fornite dall’Ufficio del Garante nel corso di numerose interlocuzioni avute con i rappresentanti di Agid e di PagoPa per assicurare opportune garanzie a tutela della privacy. Indicazioni che hanno riguardato innanzitutto i ruoli assunti da PagoPa e dai soggetti erogatori, e le modalità di adesione al punto di accesso telematico.

Particolare attenzione è stata posta sulle misure e sulle garanzie adottate per realizzare il punto di accesso nel rispetto dei principi di privacy by design e privacy by default, con specifico riguardo al trattamento di dati relativi alla salute e di dati personali relativi a condanne penali e reati, e alle modalità di integrazione del punto di accesso telematico con altre piattaforme digitali (ad es., Anagrafe nazionale della popolazione residente, Piattaforma notifiche).
Nel parere il Garante ha precisato che l’analisi di ulteriori misure di dettaglio che verranno adottate, sarà effettuata nell’ambito della valutazione d’impatto sulla protezione dei dati che sarà trasmessa da PagoPa.  È stata infine rinviata ad altre regole tecniche di Agid la disciplina di altri aspetti tecnici (utilizzo di sessioni di lunga durata nell’App IO e accesso ai servizi di altre Pa con meccanismi di federated identity).

Certificati digitali, Brunetta firma il decreto

Con la firma del ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, si è perfezionata l’adozione del decreto interministeriale proposto dal ministro dell’Interno che definisce le modalità di richiesta e rilascio dei certificati anagrafici in modalità telematica attraverso l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr).

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“Un’altra tappa di semplificazione raggiunta dal Governo – sottolinea il ministro Brunetta – che ci auguriamo possa finalmente completarsi con l’adesione al progetto Anpr da parte degli ultimi Comuni non ancora ‘migrati’.

Dai certificati anagrafici al cambio di residenza, dalle autocertificazioni sostitutive al controllo e alla modifica delle informazioni, la base dati Anpr permette, infatti, agli enti locali di lavorare in modo più semplice e ai cittadini di accedere a nuovi servizi digitali o tradizionali, in qualunque territorio si trovino. La carta di identità, per esempio, può essere richiesta nel Comune di residenza, ma anche in tutti gli altri Comuni che hanno aderito ad Anpr.

“Con ricadute positive sui tempi di rilascio nelle grandi città, spesso più congestionate rispetto a realtà limitrofe con un numero minore di cittadini che richiedono il servizio – prosegue Brunetta – Quando la base dati Anpr verrà resa interoperabile e potrà quindi comunicare con altre basi dati, ulteriori nuovi servizi saranno attivati. Per fare un esempio, attraverso l’interazione automatica tra Anpr e Isee – l’indicatore della Situazione Economica Equivalente – i cittadini potranno ricevere in modalità automatica prestazioni sociali per sé e per il proprio nucleo familiare ed essere avvertiti qualora maturino condizioni per l’accesso a nuovi servizi”.

Il nuovo servizio dell’Anagrafe nazionale della
 popolazione residente (Anpr) del Ministero dell’Interno
permetterà di scaricare 14 diversi certificati per proprio conto
 o per un componente della propria famiglia, dal proprio computer
senza bisogno di recarsi allo sportello. 
Nel dettaglio sono quello di nascita, di matrimonio, di
 cittadinanza,
di esistenza in vita, di residenza, di residenza Aire, di stato
 civile,  di stato di famiglia, di stato di famiglia e di stato
 civile, di residenza in convivenza, di stato di famiglia Aire,
 di stato di famiglia con rapporti di parentela, di stato libero,
 anagrafico di unione civile, di contratto di convivenza. Per nessuno di questi si dovrà pagare il bollo e
 saranno quindi gratuiti (e disponibili in modalità multilingua
 per i Comuni con plurilinguismo).

Grazie all’Anpr le amministrazioni italiane avranno a 
disposizione un punto di riferimento unico di dati e 
informazioni anagrafiche, dal quale poter reperire informazioni
 certe e sicure per poter erogare servizi integrati e più 
efficienti per i cittadini. Con un’anagrafe nazionale unica, 
ogni aggiornamento sarà immediatamente consultabile dagli enti
 pubblici che accedono alla banca dati, dall’Agenzia delle 
entrate all’Inps, alla Motorizzazione civile.

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