LA LETTERA

Appello delle telco alla Ue: “Riforme urgenti, servono regole pro-investimenti”

Un pool di aziende europee, tra cui Telecom Italia, scrive al Consiglio in vista della riunione del 25 giugno: “Serve quadro regolatorio che abbatta le barriere allle innovazioni e agli investimenti e corregga le asimmetrie con gli Ott”

17 Giu 2015

Patrizia Licata

“Ora che le economie europee si trovano a vivere una profonda trasformazione digitale trainata dalla tecnologia e dalla crescente diffusione della banda ultra-larga, vorremmo esprimere il nostro punto di vista sull’urgente necessità di un’efficace riforma regolatoria del settore digitale”. Lo scrivono i Ceo di un gruppo di telco europee – Telecom Italia, Kpn, Deutsche Telekom, Orange, Portugal Telecom, Proximus, Swisscom, Telefonica, Telekom Austria, Telenor, TeliaSonera – in una lettera indirizzata al presidente Donald Tusk e rivolta a tutti i capi di Stato Ue in vista del Consiglio europeo del 25 giugno.


La digitalizzazione delle industrie tradizionali è un’opportunità epocale, scrivono i Ceo, tra cui il “nostro” Marco Patuano, ma anche una sfida che l’Europa deve gestire e governare per assicurarsi la sua crescita e la futura creazione di posti di lavoro. “Siamo alla soglia di nuovi investimenti nel digitale, di una rivoluzine nelle infrastrutture; gli operatori telecom sono pronti a trasformare questa opportunità in realtà. Riteniamo che un regolamento europeo debba fare il massimo per sostenere gli investimenti e l’innovazione nel settore delle telecomunicazioni dell’Ue”.


Per gli investitori, infatti, la regulation è il primo motore di sviluppo nel settore delle Tlc, ma l’Ue ha anche le regole più severe. Per questo i Ceo chiedono “riforme urgenti per rimuovere le barriere regolatorie a nuovi investimenti nell’infrastruttura digitale”.

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I Ceo si dicono soddisfatti dalle diverse iniziative messe in campo con la nuova strategia per il Mercato unico digitale e ora chedono al Consiglio europeo di esprimere il suo supporto per una politica pro-investimenti che si traduca in “azioni veloci e concrete perché le infrastrutture robuste sono la spina dorsale della digital economy e dovrebbero avere la priorità”.

I Ceo chiedono in particolare un impegno politico nelle seguenti aree: assicurarsi che le regole finali per il Mercato unico delle telecomunicazioni non danneggino innovazione e investimenti, per esempio limitando l’innovazione nelle reti e nei nuovi modelli di business;
 Dare il via a una serie di rapide riforme regolatorie nel campo dell’accesso, della gestione dello spettro e delle asimmetrie tra le tradizionali aziende Tlc e gli attori di Internet; Ridurre l’attuale carico regolatorio che grava sul settore applicando le regole in modo da migliorare le condizioni per gli investimenti nell’ultra-banda larga; Sostenere una profonda revisione delle attuali regole del settore telecom, in modo da creare un quadro future-proof comune a tutti i servizi digitali e che tenga conto dei radicali cambiamenti dei mercati, delle attitudini dei consumatori e delle nuove posizioni di potere sul mercato della digital economy, il tutto con l’obiettivo, conclude la lettera, di sostenere la competitività globale dell’industria dell’Ue.

Istituzioni e industria europee hanno un comune obiettivo, scrivono infatti i Ceo: dare all’Europa le migliori opportunità di crescita, sostenendo cittadini e aziende con servizi smart e potenti infrastrutture digitali.