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PRIVACY

Apple “rinuncia” alle registrazioni su Siri. Consenso in mano agli utenti

Dopo la fuga di dati che ha comportato l’ascolto di conversazioni private da soggetti non autorizzati, l’azienda rivede le policy: i file saranno cancellati in automatico a meno di casi particolari legati a questioni legali. E solo un team qualificato di dipendenti potrà gestirle

29 Ago 2019

Antonio Dini

Apple passa all’azione. Non solo non ci saranno più persone che ascoltano le conversazioni tra gli utenti e Siri, l’assistente digitale di Apple, – dopo che è stato scoperto dal britannico Guardian che appaltatori dell’azienda erano incaricati di ascoltare a campione le conversazioni per fare controllo di qualità. L’azienda ha deciso che le registrazioni – conservate per questioni legali – saranno cancellate. E che l’ascolto sarà limitato solo in caso di estrema necessità ai dipendenti di Apple, vincolati in maniera molto più strutturata che non dei semplici appaltatori.

I cambiamenti arrivano dopo che Apple all’inizio di questo mese ha messo in pausa un programma chiamato “Classificazione Siri” in cui si ascoltavano le registrazioni audio degli utenti per determinare se l’assistente aveva risposto in modo appropriato alle richieste di fare cose come leggere i messaggi non letti o gli appuntamenti imminenti del calendario.

Un maggiore controllo pubblico e politico sulle pratiche di riservatezza dei dati ha costretto a una maggiore trasparenza parte delle società della Silicon Valley, con Google che ha fermato le revisioni delle registrazioni audio dal suo servizio di assistenza per tutti gli scopi e in tutte le lingue dopo una fuga di dati audio dall’Olanda.

Apple ha da tempo promosso le sue pratiche sulla privacy nel tentativo di distanziarsi dai suoi concorrenti e ha preso provvedimenti dall’introduzione di Siri nel 2011 per limitare la raccolta dei dati. Le registrazioni audio vengono eliminate dopo un determinato periodo di tempo, gli utenti sono anonimi perché vengono identificati soltanto da un numero casuale e i dati come i messaggi non letti di un utente o gli appuntamenti del calendario non vengono inviati ai server di Apple.

Ma Apple ha sfruttato operatori in carne ed ossa per migliorare il servizio, un processo che in passato i ricercatori dell’azienda hanno spiegato che può dimezzare i tassi di errore del riconoscimento vocale. Apple afferma che il numero di registrazioni audio recensite è molto piccolo – meno dello 0,2% delle richieste totali – ma gli utenti non hanno modo di fare opt-out dal programma che prevede che l’audio venga salvato e rivisto da operatori umani. L’unica possibilità è spegnere completamente Siri (cioè non attivarla nelle preferenze di privacy sul computer) rinunciando di fatto alla comodità di un assistente virtuale.

Apple ha annunciato che gli utenti potranno optare per la revisione dell’audio se lo desiderano. La società ha dichiarato che utilizzerà ancora le trascrizioni generate automaticamente per migliorare Siri.

L’azienda ha anche affermato che consentirà solo ai dipendenti di rivedere l’audio e che “lavorerà per eliminare qualsiasi registrazione che sia stata attivata invocando in modo involontario di Siri”. La pausa sul programma rimarrà in vigore fino a quando le modifiche non saranno state eseguite, ma non è stata fornita una data.

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