Apple, Google, Microsoft e Facebook: profitti per oltre 50 miliardi - CorCom

I RISULTATI FINANZIARI

Apple, Google, Microsoft e Facebook: profitti per oltre 50 miliardi

Trimestrali da record per i tre colossi hi-tech. Alphabet registra un boom grazie alla pubblicità. Cupertino incassa vendite di iPhone oltre le attese, ma smorza l’entusiasmo per la carenza globale di chip. Redmond fa il pieno grazie al cloud e Facebook raddoppia ma crescita rallenta

28 Lug 2021

Domenico Aliperto

Google, Apple, Microsoft e Facebook presentano conti trimestrali sopra le attese degli analisti e confermano la forza del Big Tech in un anno estremamente delicato: i profitti combinati dei tre colossi superano la soglia psicologica dei 50 miliardi di dollari. I risultati fanno volare Alphabet in borsa: nelle contrattazioni after hours Mountain View è crescita del 2,91%. Apple e Microsoft, invece, hanno ceduto rispettivamente l’1,02% e il 2,83%. Scivola anche Facebook, dopo aver reso noto l’outlook per il prossimo trimestre.

Google raddoppia gli utili grazie alla pubblicità

Più nello specifico, Alphabet, la società a cui fa capo Google, archivia il secondo trimestre con ricavi record in aumento del 62% a 61,88 miliardi di dollari e un utile più che raddoppiato a 18,53 miliardi. I ricavi da pubblicità sono saliti del 69% a 50,44 miliardi grazie al boom negli Stati Uniti, dove le spese pubblicitarie sono in corsa per l’aumento maggiore dal dopo guerra. Solo su YouTube i ricavi dagli spot sono balzati dell’84% a 7 miliardi. Google ha beneficiato della riapertura dell’economia, che ha spinto soprattutto il settore turistico a investire in pubblicità. Bene anche i ricavi del cloud che, nonostante il rialzo del 54% a 4,63 miliardi, resta comunque una divisione di piccola scala rispetto ad Amazon e Microsoft. Il cloud di Google ha infatti una quota di mercato del 6% a fronte del 41% del colosso di Jeff Bezos e del 20% di Microsoft.

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“C’è stata un’ondata crescente di attività online in molte parti del mondo e siamo orgogliosi che i nostri servizi abbiano aiutato così tanti consumatori e aziende”, ha commentato l’amministratore delegato di Alphabet Sundar Pichai.

Apple, migliorano le vendite di iPhone. Ma la crisi dei chip resta un’incognita

Apple ha registrato, nel terzo trimestre dell’esercizio fiscale terminato il 26 giugno, utili quasi raddoppiati che hanno raggiunto i 21,7 miliardi di dollari, oltre le aspettative degli analisti. Spinto dalle vendite di iPhone migliori del previsto (ricavi in aumentato del 50% a 39,6 miliardi, mentre quelli da Mac sono risultati pari a 8,24 miliardi e quelli da iPad a 7,37 miliardi), il fatturato è cresciuto del 36% a 81,43 miliardi di dollari. I guadagni sono stati di 1,30 dollari per azione, al di sopra delle stime di 1,01 per azione. La spinta alla crescita è arrivata in particolare dalle vendite in Cina, aumentate del 58% a 14,76 miliardi di dollari.

Alcuni osservatori ritengono che Apple sia ormai in volata verso i 3.000 miliardi di capitalizzazione di mercato. Ma il Ceo Tim Cook rimane prudente. Anzi, dialogando con gli analisti si è lamentato del fatto che la variante delta del coronavirus, in costante espansione, stia mettendo in dubbio come si svolgerà il resto dell’anno. “La strada per la ripresa sarà tortuosa”, ha detto Cook. Un’incertezza che ha già portato Apple a ritardare il ritorno di massa dei dipendenti nei suoi uffici da settembre a ottobre. La maggior parte dei negozi, tuttavia, è già aperta. Tra le sfide che dovrà affrontare Apple c’è anche quella legata alla carenza di chip per computer, che costringerà la società a ritardare il lancio del prossimo iPhone anche quest’anno. Mentre Cupertino prevede che le entrate aumenteranno del 10% nel trimestre in corso, la società ha affermato che potrebbe avere più problemi a ottenere parti per iPhone e iPad durante i prossimi mesi.

Microsoft ancora col vento in poppa grazie al cloud

Redmond, infine, ha presentato ricavi record nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale. Il fatturato è salito del 21% a 46,2 miliardi mentre l’utile è aumentato del 47% a 16,5 miliardi. Microsoft ha quindi annunciato un utile netto di 61,271 miliardi di dollari per l’intero anno finanziario 2021, il 38% in più rispetto all’anno scorso, spinta ancora una volta dalle buone performance dello smart cloud. Il colosso tecnologico guidato da Satya Nadella ha fatturato negli ultimi 12 mesi 168 miliardi di dollari, che rappresenta oltre il 17% in più rispetto all’anno fiscale 2020, e gli azionisti hanno incassato 8,05 dollari per azione, rispetto ai 5,76 di un anno fa.

Per il secondo anno consecutivo, Microsoft ha sottolineato i vantaggi del suo business cloud, che è cresciuto del 36% rispetto all’anno fiscale 2020 per raggiungere i 19,5 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato dal Chief financial officer Amy Hood nel suo rapporto.

Anche Facebook cresce, ma l’outlook fa scivolare il titolo in borsa

Facebook fa il pieno di utili e ricavi, ma cala a Wall Street sulla scia delle previsioni di un rallentamento della crescita nella restante parte dell’anno. La società chiude il secondo trimestre con un utile raddoppiato a 10,39 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti. I ricavi sono saliti del 56% a 29,08 miliardi. “Nel terzo e nel quarto trimestre del 2021 ci aspettiamo che la crescita dei ricavi deceleri significativamente“, ha avvertito però Facebook sottolineando che l’impatto sulle sue attività delle nuove politiche sulle privacy di Apple diventerà più tangibile nella seconda parte dell’anno. Tali controlli mirano a limitare gli inserzionisti dal tracciare gli utenti di iPhone a loro insaputa, cosa che secondo Facebook potrebbe avere un impatto sulle sue entrate, in particolare tra
luglio e ottobre.

Al 30 giugno Facebook conta 1,91 miliardi di utenti attivi giornalieri e 2,9 miliardi di utenti attivi mensili. Complessivamente gli utenti attivi mensili su tutte le sue piattaforme sono 3,51 miliardi. “Abbiamo avuto un trimestre solido mentre continuiamo ad aiutare le aziende e le persone a restare connesse”, ha affermato Mark Zuckerberg, che richiederà ai suoi dipendenti di essere vaccinati per tornare in ufficio.

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