CONCORRENZA

Pagamenti digitali, negli Usa class action contro Apple Pay

L’Affinity Credit Union dell’Iowa accusa Cupertino di abusare del proprio potere per favorire il suo portafoglio mobile, proprio quando sulla testa di Cupertino pesano le possibili multe dell’antitrust Ue e della Russia. E intanto, la società ventila l’ipotesi di riduzione delle assunzioni

19 Lug 2022

Veronica Balocco

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Apple  è stata citata in giudizio in una class action proposta da emittenti di carte di pagamento che accusano il produttore degli iPhone di abusare del proprio potere di mercato nei dispositivi mobili per contrastare la concorrenza contro il suo portafoglio mobile Apple Pay. Secondo una denuncia presentata al tribunale federale di San Francisco, Apple “costringe” i consumatori che utilizzano i suoi smartphone, smartwatch e tablet a utilizzare il proprio portafoglio per pagamenti contactless, a differenza dei produttori di dispositivi basati su Android che consentono ai consumatori di scegliere portafogli come Google Pay e Samsung Pay.   Inoltre, secondo la denuncia Apple addebiterebbe agli emittenti una commissione dello 0,15% sulle transazioni di credito e una commissione fissa di 0,5 cent sulle transazioni di debito utilizzando Apple Pay, mentre i rivali basati su Android non addebitano nulla.

Il protagonista della causa, l’Affinity Credit Union dell’Iowa, ha affermato che la condotta anticoncorrenziale di Apple costringe le oltre 4.000 banche e unioni di credito che utilizzano Apple Pay a pagare almeno 1 miliardo di dollari di commissioni in eccesso all’anno per il privilegio. Ha anche affermato che la condotta di Apple riduce al minimo l’incentivo a far funzionare Apple Pay e renderlo più resistente alle violazioni della sicurezza. “La condotta di Apple danneggia non solo gli emittenti, ma anche i consumatori e la concorrenza nel suo insieme”, si legge nella denuncia.

Cupertino sotto il “fuoco incrociato” di Ue e Russia

La big di Cupertino naviga in acque agitate: sulla sua testa pesa infatti anche una possibile multa dopo che le autorità di regolamentazione dell’Unione Europea l’hanno accusata di aver abusato del suo dominio nei dispositivi iOS e nei portafogli mobili, rifiutandosi di concedere ai rivali di pagamento l’accesso alla sua tecnologia. Ma c’è anche la Russia a impensierire la Mela: l‘autorità per la concorrenza di Mosca ha dichiarato nei giorni scorsi di voler multare il colosso tecnologico statunitense per aver violato le leggi antitrust russe e abusato della sua posizione dominante nel mercato degli app store. Il servizio federale antimonopolio (Fas) ha dichiarato che imporrà ad Apple una multa basata sul fatturato, la cui entità sarà determinata nel corso di un’indagine amministrativa.

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Mosca ha colpito le aziende occidentali con una serie di multe per aver violato le leggi su Internet che, secondo i critici, sono un tentativo del Cremlino di esercitare un maggiore controllo sullo spazio online. Includono regole per archiviare i dati dei clienti sui server russi, eliminare i contenuti su richiesta dell’autorità di regolamentazione delle comunicazioni russa e aprire uffici locali nel paese

Su questo fronte, la Russia sta aumentando notevolmente le sanzioni finanziarie. Nei giorni scorsi ha inflitto a Google una multa di 370 milioni di dollari per quelli che secondo loro erano ripetuti rifiuti di rimuovere i contenuti.

Un freno alle assunzioni

Stretta sotto questo “fuoco incrociato”, Apple si trova intanto ad affrontare anche pesanti questioni di organizzazione interna. Secondo quanto annunciato dalla società, Cupertino intende infatti rallentare le assunzioni e le spese nel 2023 in alcune delle sue divisioni per far fronte a una potenziale frenata economica. Le modifiche non riguarderanno tutte le divisioni, ma alcuni gruppi non vedranno un aumento del personale l’anno prossimo e alcune posizioni non verranno riempite.

Con Apple si allunga la lista delle grandi aziende americane che frenano sulle assunzioni in vista di un possibile rallentamento. Stessi piani aziendali di contenimento ce li hanno Microsoft, Google e Tesla, mentre Facebook-Meta ha detto ai dipendenti di prepararsi a un fine anno difficile. Il banco di prova saranno le trimestrali attese per fine mese.

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