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IL RETROSCENA

IPhone e iPad, top secret i dati di mercato. E la borsa stronca la decisione

Analisti proccupati dalle aspettative negative per il periodo natalizio e soprattutto dalla scelta di non comunicare più le performance di vendita dei dispositivi. Così il titolo si contrae del 7% e perde la capitalizzazione da mille miliardi di dollari

02 Nov 2018

Come è capitato per Amazon, anche Apple ha visto rovinarsi la festa di un trimestre – il quarto del 2018, chiuso il 29 settembre – da record. Come per Amazon, hanno pesato le reazioni della borsa all’ipotesi di una stagione natalizia molto probabilmente meno esaltante delle previsioni. Ma in questo caso la tegola che ha mandato in frantumi i sogni degli investitori è stato l’annuncio di Cupertino di non voler più pubblicare i risultati di vendita dei dispositivi. Il fatturato generato dagli iPhone nello scorso trimestre è stato infatti oltre le attese degli analisti, ma non tanto per l’aumento delle unità vendute – in linea con lo scorso anno, secondo l’azienda – quanto per l’aumento dei prezzi.

La quota di smartphone distribuiti a livello globale si è fermata a 46,9 milioni quando ci si aspettavano vendite per 47,5 milioni di unità. Il prezzo medio per telefono è però salito a 793 dollari (erano 618 dollari nel 2017), contro un’attesa di circa 751 dollari. E per il prossimo trimestre, quello che per l’appunto comprende il ghiotto periodo dei regali, i ricavi dovrebbero attestarsi tra gli 89 e i 93 miliardi di dollari, quando le proiezioni parlavano di 93 miliardi. Lo stesso Tim Cook, CEO di Apple, ha detto che ci sono fattori di debolezza a livello macroeconomico, e che la spinta di mercati emergenti come Turchia, India, Brasile Russia potrebbe venire a mancare. Luca Maestri, il CFO, ha aggiunto che Apple sta affrontando anche alcune incertezze sul fronte della supply chain che sorregge la distribuzione dei suoi prodotti. Da qui a decidere di non comunicare più le performance dei melafonini il passo è stato breve, e il mercato ha impiegato pochissimo a rispondere.

A fronte del quarter che ha chiuso l’anno migliore di sempre (fatturato trimestrale da 62,9 miliardi di dollari in crescita del 20% rispetto al 2017, utile netto di 14,12 miliardi di dollari, +32%, con un utile per azione di 2,91 dollari, in crescita del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), Apple ha infatti perso la sua capitalizzazione da mille miliardi di euro, con il titolo che si è contratto del 7% proprio durante la conferenza telefonica con cui Maestri annunciava la decisione di non pubblicare più il numero di iPhone venduti.

Tra gli analisti più ottimisti è serpeggiata l’idea che Apple punterà con sempre maggiore forza sulle revenue provenienti dalla vendita di servizi digitali, ma come si è visto è prevalso il pessimismo di chi si limita a intravedere l’inizio di un declino forse fisiologico.

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