IL PROCEDIMENTO

Apple nel mirino dell’Antitrust Ue per la piattaforma di pagamento

Inviata a Cupertino una valutazione preliminare in cui si contesta la decisione dell’azienda di impedire agli sviluppatori di accedere all’hardware e al software necessari sui propri dispositivi, a vantaggio della propria soluzione

02 Mag 2022

Domenico Aliperto

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L’Antitrust Ue mette Apple Pay sotto la lente d’ingrandimento. Il sistema di pagamenti digitali di Apple è finito sotto accusa a Bruxelles.

La Commissione europea ha informato Apple, in una valutazione preliminare, di abuso di posizione dominante dei portafogli digitali (wallet) sui dispositivi Ios. Per Bruxelles, limitando l’accesso a una tecnologia standard utilizzata per i pagamenti contactless con dispositivi mobili nei negozi (Nfc), Apple limita la concorrenza nel mercato dei portafogli digitali su Ios.

La Commissione contesta la decisione di Apple di impedire agli sviluppatori di app di portafogli digitali di accedere all’hardware e al software necessari (“input Nfc”) sui propri dispositivi, a vantaggio della propria soluzione, Apple Pay.

“I pagamenti mobile svolgono un ruolo in rapida crescita nella nostra economia digitale. E’ importante per l’integrazione dei mercati dei pagamenti europei che i consumatori beneficino di un panorama dei pagamenti competitivo e innovativo – spiega la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager – Abbiamo indicazioni che Apple abbia limitato l’accesso di terze parti alla tecnologia chiave necessaria per sviluppare soluzioni di portafoglio mobile rivali sui dispositivi Apple. Nella nostra comunicazione degli addebiti, abbiamo rilevato in via preliminare che Apple potrebbe aver limitato la concorrenza, a vantaggio della propria soluzione Apple Pay. Se confermato, tale condotta sarebbe illegale secondo le nostre regole di concorrenza”.

Gli attriti tra Apple e legislatori

La mossa dell’Antitrust arriva a pochi giorni dall’accordo sul Digital Service Act, il nuovo regolamento per i servizi digitali che aumenterà le responsabilità delle piattaforme digitali sulla sorveglianza dei contenuti illegali online, e sull’onda del Digital Markets Act, progettato per tenere a bada il potere che le Big Tech detengono sul mercato.

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Lo stesso amministratore delegato di Apple, Tim Cook, aveva del resto criticato iniziative come il Digital Markets Act in occasione dello Iapp Privacy Summit che si è tenuto il 12 aprile a Washington . “I legislatori negli Stati Uniti e nel resto del mondo stanno adottando misure in nome della concorrenza che costringerebbero Apple a permettere di installare sull’iPhone delle app che aggirano l’App Store attraverso un processo chiamato sideloading. Questo significa che le aziende affamate di dati riuscirebbero evitare le nostre regole sulla privacy e ricominciare a tracciare i nostri utenti contro la loro volontà”.

Trimestrale positiva, ma l’outlook fa perdere al titolo il 4%

Ma le grane per Apple non sono finite. A fronte di una trimestrale sostanzialmente positiva sul piano dei risultati economici, il titolo ha perso in borsa, nell’after-hours, circa il 4%. A provocare lo scivolone, le parole del Cfo di Apple, Luca Maestri, che ha avvertito dei problemi per l’attuale trimestre, a partire da quelli sulle catene di approvvigionamento provocati dal Covid-19, che potrebbero provocare una notevole perdita in termini di vendite. Il riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria in Cina potrebbe poi incidere sulla domanda nel Far East.

Parlando dei risultati, nel primo trimestre del 2022, i ricavi di Apple sono cresciuti di quasi il 9%, mostrando una forte crescita e allontanando i timori degli investitori su un calo della domanda di smartphone e computer di alta gamma per il peggioramento della situazione macroeconomica. L’utile per azione, nei primi tre mesi dell’anno, è stato di 1,52 dollari, contro attese per 1,43 dollari, su ricavi di 97,28 miliardi, contro attese per 93,89 miliardi, in rialzo dell’8,59% rispetto a un anno prima.

Superiori alle attese i ricavi generati dall’iPhone (+5,5% a 50,57 miliardi), dai servizi (+17,28% a 19,82 miliardi), dai Mac (+14,73% a 10,44 miliardi), dagli iPad (-1,92% a 7,65 miliardi) e dagli altri prodotti (+12,37% a 8,81 miliardi). Il margine lordo è stato del 43,7%, contro attese per un 43,1%. Il consiglio di amministrazione di Apple ha autorizzato un buyback azionario da 90 miliardi di dollari; nel 2021, la società ha speso 88,3 miliardi di dollari in operazioni di riacquisto di azioni proprie. Apple ha poi aumentato il suo dividendo del 5% a 0,23 dollari per azione.

Ma per l’appunto le buone performance sono state vanificata in borsa dalle considerazioni di Maestri. “I colli di bottiglia delle fornitura causati dal Covid e dalla carenza di silicio in tutto il settore stanno influenzando la nostra capacità di soddisfare la domanda dei clienti per i nostri prodotti”, ha detto ieri sera agli analisti il direttore finanziario di Apple. “Prevediamo che questo comporterà un onere tra 4 e 8 miliardi di dollari, sostanzialmente superiore a quello del trimestre di marzo”, ha affermato, aggiungendo che “anche le chiusure legate al Covid stanno avendo un certo impatto sulla domanda dei clienti in Cina”.

Tim Cook ha aggiunto che “il Covid è difficile da prevedere, e penso che stiamo facendo un lavoro ragionevole attualmente navigando in un contesto difficile”. Prima della pandemia, Apple offriva regolarmente indicazioni sulle entrate trimestrali, ma ha smesso di farlo con la diffusione del coronavirus. Il warning sui ricavi del trimestre in corso, dopo sei miliardi in meno nel trimestre a dicembre, ed è il più forte da febbraio 2020, quando Apple segnalò “un ritorno più lento alle condizioni normali di quanto ci aspettassimo”.

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