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Apple Sim, ora i giganti delle Tlc tremano

Il debutto della Mela nel settore delle telecomunicazioni contribuirà ad erodere ulteriormente le quote di mercato delle grandi compagnie. Che secondo Juniper nel 2014 perderanno 14 miliardi di fatturato a causa della concorrenza degli Ott

04 Nov 2014

Giampiero Rossi

Apple, il 16 ottobre, ha presentato i suoi nuovi iPad insieme ad altri prodotti, ma le vere novità sono poi risultate essere fuori dal keynote, la più succosa in ordine cronologico è stata sicuramente la Apple SIM. Disponibile sul modello “cellular” e solo in USA e UK, non è altro che una nano SIM preinstallata, la cui peculiarità è quella di fungere da accesso universale ad una lunga lista di carrier. Il guadagno immediato per l’utente è quello di non doversi recare in negozio per ricevere una SIM dall’operatore, in quanto l’accesso alla rete cellulare e la sottoscrizione del contratto saranno garantiti in pochi passaggi direttamente dal menu di iOS 8, rendendo in più disponibili diversi piani tariffari, solo dati, sia in America che in Inghilterra e bypassando, in caso di viaggio, anche le tariffe di roaming.

Al momento questa interessante funzione è attiva solo per: AT&T, Sprint, T-Mobile e il UK Everything Everywhere, da notare l’assenza di Verizon, che non è compatibile ed il fatto che in America attivando la Apple SIM con il profilo di AT&T si rimarrebbe bloccati nel profilo dell’operatore, non potendo più di fatto scegliere in seguito gli altri carrier, se non utilizzando una nuova Apple SIM.

Ipotizzando futuri scenari nell’utilizzo di questo prodotto, si potrebbe immaginare uno spostamento della Apple SIM anche sull’iPhone, sempre mantenendo un solo utilizzo di traffico dati, ma da sfruttare in questo caso (grazie al potente 4G) per buone chiamate via VoIP.

Il problema a questo punto diventerebbe il controllo della SIM da parte di Apple, ciò potrebbe implicare la nascita di una sorta di enorme MVNO (Mobile Virtual Network Operator) nei paesi di tutto il mondo scenario temibile per gli operatori telefonici, è pur vero comunque che questo esperimento è appena iniziato e bisognerà aspettare un po’ per capire come andrà avanti, lo si intende anche dai primi commenti di alcuni operatori europei, che interpellati dal WSJ, la maggior parte non hanno rilasciato dichiarazioni o come Telefonica hanno deciso di prendere del tempo per studiare gli sviluppi e per rendersi conto di come e se inserirsi nella nuova SIM.

A tal proposito da poco è stato pubblicato un rapporto della società Juniper Research, in cui è risultato che quest’anno a livello mondiale proprio gli OTT (Over The Top) come WhatsApp, Facebook e Skype faranno perdere agli operatori, ben 14 miliardi di dollari sul fatturato. Il rapporto ha anche rilevato che in un certo numero di mercati, tra cui l’Italia, Spagna e Regno Unito, i ricavi degli operatori mobili sono scesi a meno del 60% del loro valore di cinque anni fa a causa della messaggistica istantanea e del VoIP.

Ma oltre a tutto ciò le sorprese non sono finite, infatti, appena l’iPad Air 2 è apparso nei negozi, è stato smontato dai siti specializzati per vedere cosa contenesse e stranamente è stato trovato un chip NFC non dichiarato.

Le ipotesi a cosa servisse si sono subito inseguite, la più probabile (visto che comunque manca l’antenna NFC) è che sia solo il chip dove risiede il security domain per permettere i pagamenti online sui siti, ma la teoria più interessante è sicuramente quella di farlo diventare in futuro un registratore di cassa, accoppiandolo al suo recente sistema di pagamento Apple Pay (che in solo 72 ore ha registrato un milione di attivazioni) e da cui la casa di Cupertino prende 15 centesimi ogni 100 dollari per ogni transazione.

Proprio su questo versante il nuovo sistema di pagamento sta attraversando alcune “scaramucce” dovute alle opposizioni delle grandi catene di vendita americane e all’introduzione di un loro sistema “CurrentC”, che si basa sui QR code e che non prevede tasse sulla carta di credito, ma attiva il servizio direttamente sul conto bancario.

Il futuro ci riserverà sicuramente ancora delle sorprese e non dovremo neanche aspettare molto, visto che già dall’inizio del 2015 (magari a febbraio per festeggiare un buon San Valentino) uscirà l’Apple Watch, da lì e dai nuovi annunci si potrà capire se il metodo di pagamento della Apple avrà una nuova spinta e se si parlerà di Apple SIM in maniera più completa e con più carrier, eventualmente europei, da selezionare.

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