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LA TRIMESTRALE

Apple vende meno iPhone, ma è boom per App Store e iCloud

L’ultima trimestrale registra un crollo da 7 milioni di pezzi, ma l’azienda acquista valore a Wall Street. Giù il fatturato del 23% a causa del prezzo più basso del modello SE. Gli analisti suonano l’allarme, ma Apple sottolinea la forza dei servizi, cresciuti del 19%

27 Lug 2016

Patrizia Licata

La trimestrale appena presentata da Apple ha soddisfatto Wall Street grazie a risultati superiori a quelli attesi dagli analisti, ma conferma il calo di vendite di iPhone, l’osservato speciale nei bilanci della Mela, il prodotto di punta da cui dipende la maggior parte dei ricavi e la forza dei profitti della casa di Cupertino. Nel secondo trimestre dell’anno (o terzo trimestre fiscale, per Apple) il colosso americano ha venduto 40,4 milioni di iPhone, portando il totale di iPhone venduti a sfiorare i 990 milioni, vicino allo storico traguardo del miliardo di pezzi.

La contrazione (-15%) è inferiore a quanto previsto ma il numero di smartphone venduti tra aprile e giugno è stato il più basso da quasi due anni tanto che lo smartphone rappresenta ormai “solo” il 56,8% dei ricavi di gruppo contro il 69,4% nel secondo trimestre del 2015. Apple ha visto le vendite contrarsi in Usa, in Europa e anche in Cina. Il fatturato generato dagli iPhone è in forte calo: -23% a 24 miliardi di dollari, perché molti consumatori hanno puntato sull‘iPhone SE, la versione più economica e con schermo più piccolo del dispositivo.

Nel complesso, gli utili di Apple valgono, nel secondo trimestre 2016, 7,8 miliardi di dollari, in ribasso del 27% rispetto ai 10,7 miliardi del periodo aprile-giugno del 2015 ma sopra i 7,7 miliardi stimati dagli analisti. I profitti per azione al netto di voci straordinarie sono scesi a 1,42 dollari, comunque oltre le stime del mercato (1,38 dollari). I ricavi sono stati pari 42,4 miliardi, in ribasso del 14,5% dai 49,6 miliardi dello stesso periodo del 2015 ma sopra le previsioni degli esperti (42,09 miliardi).

La punta di diamante per l’azienda è rappresentato dal segmento dei servizi, quello che include iCloud, Apple Music, Apple Pay, AppleCare: i ricavi sono arrivati a quota 5,976 miliardi (+19% annuo). E’ proprio su questo segmento che il direttore finanziario di Apple, l’italiano Luca Maestri, si è soffermato così come sui ricavi registrati dall’App Store, “i più alti di sempre” con transazioni realizzate dai consumatori “ai massimi record”. L’App Store, ha detto il Ceo Tim Cook, ha segnato un +37% di fatturato e diventerà presto, da solo, grande “come un’azienda della Fortune 100”.

In ripresa l‘iPad (merito del modello iPad Pro) in termini di ricavi (+7% annuo) anche se non di unità (-9%), mentre il numero di Mac venduti è calato dell’11% (-13% il fatturato). Nella categoria “altri prodotti” – quella che comprende l’Apple Watch, l’Apple TV, i prodotti Beats, l’iPod e accessori di parti terze – il fatturato è sceso del 16% a 2,2 miliardi di dollari. Ma Apple rassicura: i clienti attendono i nuovi modelli in autunno, soprattutto per quel che riguarda l’orologio.

A livello geografico, le Americhe restano il mercato numero uno del gruppo ma l’Europa è tornata ad essere il secondo dietro alla Greater China (Cina, Hong Kong e Taiwan), dove i ricavi sono calati in un anno del 33% e del 29% su base trimestrale. Tuttavia le vendite sui mercati internazionali rappresentano ancora la maggior parte del fatturato (63%) e il Tim Cook si è detto ottimista sulla Cina e sull’India nel lungo periodo, dove Apple continuerà a investire e, promette il Ceo, a crescere.

Wall Street ha accolto positivamente la trimestrale di Apple; JPMorgan, Maxim Group, Macquarie, BTIG hanno tutti alzato il prezzo target sulle azioni di Cupertino. Gli analisti di Morgan Stanley dicono di non essere preoccupati per i margini di Apple e che non c’è rischio che i meno costosi iPhone SE prendano il posto dei modelli più cari e remunerativi.

Altri analisti non sono d’accordo: il successo di iPhone SE suonerebbe un campanello d’allarme: “I margini sono scesi, Apple ha venduto più unità del modello meno costoso di quanto si aspettava”, sottolinea Patrick Moorhead di Moor Insights & Strategy. “E’ un’ottima trimestrale, ma Apple deve intervenire sul portafoglio di iPhone se vuol far crescere il mercato”, osserva Francisco Jeronimo di Idc.

Apple potrebbe allargare la sua base clienti con modelli più adatti ai consumatori dei mercati emergenti, ma al tempo stesso le servono modelli di fascia alta per sostenere la redditività: Moorhead pensa che un nuovo iPhone 7 dovrebbe arrivare già in autunno a portare equilibrio nelle fonti di guadagno dell’azienda.

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