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LA TRIMESTRALE

Apple: volano i conti, ma resta il “mistero” Watch

Da aprile a giugno 2015 gli utili crescono del 38% rispetto a un anno fa, e i ricavi segnano un +33%. Le vendite degli iPhone al di sotto delle previsioni, e in borsa il titolo scende. Per ora totale riserbo sulla diffusione dell’orologio “smart”

22 Lug 2015

A.S.

Apple inanella il nono trimestre consecutivo con prestazioni finanziarie al di sopra delle attese degli analisti. Da aprile a giugno 2015 la casa di Cupertino ha registrato utili pari a 10,7 miliardi di dollari, segnando un +38% rispetto ai 7,74 miliardi dello stesso periodo del 2014. I profitti per azione sono saliti a 1,85 dollari, superando il consensus pari a 1,81. Quanto ai ricavi, sono arrivati a 49,61 miliardi, un +33% sui 12 mesi prima e oltre le attese degli analisti pari a 49,43 miliardi.

Nonostante le prestazioni positive però ieri il titolo ha registrato una caduta del 7% nell’after hours, con 66 miliardi di capitalizzazione bruciati: a deludere i mercati, secondo le prime analisi, sarebbero stati i dati sulle vendite degli iPhone, che pur in rialzo non avrebbero soddisfatto le attese degli investitori. Un calo confermato anche all’apertura delle contrttazioni di oggi, in cui le azioni hanno registrato un iniziale -6,55%. Gli iPhone venduti sono stati 47,53 milioni, con un +35% rispetto a 12 mesi prima, ma al di sotto delle previsioni, che parlavano di 49,4 milioni di unità. Gli iPhone restano comunque la principale fonte di ricavi di gruppo, avendo generato 31,368 miliardi, con un +59% rispetto a un anno prima, anche se in calo del 22% sul trimestre precedente.

Non ci sono ancora invece dati dettagliati sulle vendite degli Apple watch, al di là delle dichiarazioni “generiche” di Tim Cook, che ha parlato di un “inizio fantastico” della commercializzazione dello smartwatch, che è il primo nuovo prodotto lanciato da Apple dal 2010, l’anno dell’iPad. “Abbiamo venduto più Apple Watch degli iPhone e iPad venduti quando furono lanciati”, conferma il direttore finanziario Luca Maestri.

L’Apple Watch nel bilancio dell’azienda è inserito nella categoria “altri prodotti”, insieme a Apple TV, Beats Electronics, iPod e accessori di parti terze. Un campo in cui il fatturato è salito in un anno del 49% a 2,641 miliardi di dollari. Intanto gli iPad proseguono nel momento di difficoltà, registrando un fatturato in calo annuale per il sesto trimestre consecutivo: nel secondo trimestre 2015 ne sono stati venduti 10,931 milioni di pezzi, il 18% in meno rispetto all’anno il 13% in meno su gennaio-marzo. I ricavi generati sono stati pari a 4,538 miliardi (-23% annuale e -16% trimestrale).

A livello geografico, le Americhe restano il mercato numero uno con un fatturato da 20,2 miliardi di dollari, il 15% in più in un anno ma il 5% in meno in tre mesi. Per la seconda volta di fila l’Europa è stata superata dall’area caratterizzata da Cina, Hong Kong e Taiwan. Quest’ultima è diventata la seconda regione più redditizia con vendite pari a 13,230 miliardi (+112% in un anno ma -21% in tre mesi) e secondo Cook è destinata “a un certo punto a superare gli Usa”. Nel Vecchio Continente, il fatturato è cresciuto in un anno del 19% a 10,342 miliardi ma è sceso su base trimestrale del 15%. In Giappone il giro d’affari ha toccato i 2,872 miliardi (+9% annuo e -17% trimestrale). Nel resto dell’Asia-Pacifico le vendite sono state pari a 2,952 miliardi (+26% annuo, -30% trimestrale).

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