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Apple Watch, ce la farà a conquistare il grande pubblico?

Secondo gli analisti sarà il device della Mela ad aprire realmente le danze del mercato degli smart watch. Prezzo adeguato, app e funzioni innovative i punti di forza. Ma per la società di Tim Cook il business per ora resta marginale

10 Mar 2015

Patrizia Licata

“L’Apple Watch è il più personale dei dispositivi che abbiamo creato, lo sognavo da quando avevo 5 anni”. Con queste parole il Ceo di Apple Tim Cook ha lanciato ufficialmente l’orologio smart della Mela, da tempo atteso, che sarà offerto in molteplici versioni, da quella base a 349 dollari fino ai modelli lusso che partono da 10mila dollari.

Gadget hitech o oggetto di moda? I commentatori esitano a scegliere tra le due opzioni, ma probabilmente nelle intenzioni di Apple l’orologio è entrambi: permetterà di fare e ricevere chiamate, avere informazioni sui risultati sportivi e le news, collegarsi con i propri profili social e mandare messaggi; con un click alla corona digitale si accederà ai comandi vocali di Siri e con una doppia pressione sul tasto laterale si potrà pagare con Apple Pay. Tante le applicazioni, da Allarm.com per aprire il proprio garage a Shazam, Instagram, Uber e Twitter, ma quelle su cui Apple ha insistito nel presentare il Watch ruotano intorno a due funzioni: salute e fitness. Le prime due app disegnate appositamente per l’Apple Watch sono non a caso Workout app e Activity app.

La durata della batteria è di “18 ore per un utilizzo tipico”. L’Apple Watch si potrà preordinare online dal 10 aprile; nei negozi arriverà venerdì 24 aprile, per ora solo in Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti.

Sarà il nuovo successo di mercato della Mela? Per Business Insider questo device è la prova del nove della gestione Cook: se si rivelerà un flop dimostrerà che il nuovo Ceo non è all’altezza di Steve Jobs; un successo proverebbe al contrario che Apple può prosperare anche senza il suo visionario fondatore.

Si tratta anche di un banco di prova per il settore degli smartwatch in generale. L’unica storia di successo per gli orologi multi-funzione è finora quella della start-up californiana Pebble e il suo Time (che costa 199 dollari, promette un’autonomia delle batterie di una settimana e conta su un parco di oltre 6.000 app); per il resto gli smartwatch si sono rivelati un flop, in genere imputato dagli analisti alla piattaforma Android Wear. Secondo la società di ricerche Canalys i negozianti hanno ordinato appena 720mila orologi smart nel corso del 2014, su un totale di 4,6 milioni di bracciali smart, che comprendono anche quelli più semplici per il fitness. Con l’arrivo del gadged di Apple il settore potrebbe decollare, mentre si profilerebbe un nuovo testa a testa col sistema operativo di Google, come già nel campo degli smartphone.

Tuttavia, per molti analisti, Apple, di solito in grado di “creare” un mercato anche laddove non esisteva, dovrà tirar fuori tutte le sue armi per convincere il pubblico che l’Apple Watch è davvero necessario, e che vale il suo prezzo. L’orologio della Mela non sembra far niente di più di quanto già non si possa fare con l’iPhone o addirittura con i bracciali smart già in commercio. “Confrontando l’Apple Watch con gli attuali Swatch, Fitbit o app mobili esistenti, molti concluderanno che il device di Apple non risolve alcun problema che non si possa affrontare con altri device”, ha scritto in una nota Forrester Research. “L’iPhone 6 appare subito come indispensabile, l’Apple Watch sembra più un optional”.

Primo scoglio da superare è il prezzo: 500-700 dollari per il modello di fascia media fino ai 17.000 dollari della versione ultra-lusso. “Qui Apple potrebbe aver commesso un errore”, afferma l’analista James McQuivey di Forrester. “Dà l’idea che sia un prodotto solo per l’elite”. Ciò non toglie che McQuivey pensi che Apple possa far diventare gli smartwatch mainstream e che diventerà essa stessa la leader di mercato per questa tecnologia (anche se la Borsa per ora non ha premiato il titolo Apple). “Sarà un prodotto di successo”, concorda Colin Gillis, analista di BGC Partners. “Ne venderanno milioni”. Anche così, però, aggiunge Gillis, l’Apple Watch non diventerà una fonte di entrate di peso per la Mela: “Rappresenterà sempre meno del 10% delle revenues e una percentuale inferiore dei profitti. Il grosso del guadagno resterà legato all’iPhone“.

Anche per McQuivey Apple venderà decine di milioni di smartwatches per la fine del 2016 e forse centinaia di milioni per la fine del 2018, ma l’orologio non sarà mai popolare come l‘iPad. Ben Wood, chief of research di CCS Insight, pensa che Apple venderà subito milioni di orologi sull’onda del primo entusiasmo; la parte più difficile sarà sostenere le vendite nel tempo. Il Watch “è un’enorme scommessa per Apple, forse la mossa più rischiosa che abbia fatto ad oggi se si guarda al prezzo”, afferma Wood. Il valore dell’Apple Watch, ammette Wood, è nel sistema di app disponibili, mentre l’hardware non sarebbe così diverso da quello di altri smartwatch già sul mercato.

La stessa Apple ha detto che la sua “innovativa” comunità di sviluppatori sta dando vita a “esperienze rivoluzionarie appositamente studiate per l’Apple Watch“. E il Wall Street Journal sottolinea che queste app non sono solo le più note del mondo consumer, ma anche app rivolte direttamente al mondo delle imprese, tra cui due targate Salesforce.com e progettate per offrire agli utenti di Apple Watch accesso e visualizzazione veloce dei dati. L’idea è di usare l’orologio hitech di Apple per le “interazioni da 10 secondi”, per poi passare a uno smartphone o a un computer per compiti più complessi. Resta ora da vedere quante aziende riterranno utile la visualizzazione-lampo sull’orologio o la troveranno scomoda per le ridotte dimensioni del display.

“Sicuramente, se c’è un’azienda in grado di creare interesse verso un prodotto questa è Apple, ma nel caso degli smartwatch la strada è in salita”, commenta Eden Zoller, Principal Analyst, Consumer Services and Payments di Ovum. “Il sondaggio di Ovum 2014 Consumer Insights ha mostrato che solo il 15% dei consumatori pensa di acquistare uno smartwatch nei prossimi 6-24 mesi. Apple dovrà far cambiare idea a tante persone per garantire il successo dell’Apple Watch. Il design accattivante non basterà: occorreranno applicazioni intelligenti e convincenti”. Apple Pay è parte fondamentale della proposta di Apple, ma, secondo Ovum, l’applicazione di m-payment di Apple non necessariamente avrà sull’Apple Watch lo stesso successo che sull’iPhone 6. “L’idea che i wearable, come gli smartwatch, possano diventare una piattaforma mainstream per l’m-commerce è tutta da dimostrare”, afferma la Zoller. “Il problema più immediato è la mancanza di scala: questi prodotti non riescono ad avere una diffusione di massa anche perché costano tanto e sono ancora percepiti dai consumatori come una novità. I wearable sono anche un ambiente complicato per gli sviluppatori perché il mercato è frammentato”. Per Ovum i device indossabili avranno nell’m-commerce un ruolo più specializzato rispetto agli smartphone e ai tablet, legato al proximity payment, come per il pagamento dei biglietti di autobus e metro.