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“Apps, il mercato si farà con quelle biz”

Al convegno del Corriere delle Comunicazioni esperti, responsabili istituzionali e professionisti puntano i riflettori sulle opportunità per le aziende: “La trasformazione è già in atto”

29 Nov 2010

Stiamo andando verso un'epoca di profondi cambiamenti che in
poco tempo possono mettere in discussione uno dei concetti base
dell'informatica che per anni è rimasto immutato: quello di
applicazione. È questo il senso del convegno “Dal Web alle
Apps” organizzato dal Corriere delle Comunicazioni che ha
richiamato a Milano oltre cento tra operatori del mondo Ict a
confrontarsi con quella che potenzialmente rappresenta una
rivisitazione profonda che potrà influire profondamente non solo
sull'esperienza utente, ma anche sulle infrastrutture di
elaborazione e comunicazione, sull'organizzazione IT e sulla
struttura dell'offerta di mercato.

Protagoniste di questi possibili cambiamenti sono le Apps, ovvero
quelle soluzioni che sono diventate molto popolari con
l'affermazione dell'iPhone di Apple. La società di Steve
Jobs in realtà non ha inventato niente di nuovo, le Apps per
dispositivi mobili esistevano da tempo, ma ha fatto in modo che
queste diventassero un elemento complementare essenziale per il
funzionamento del suo smartphone, e poi anche per l'iPad,
rendendole al contempo facilmente sviluppabili e facilmente
scaricabili, come ha sottolineato nella relazione introduttiva
Francesco
Sacco, professore di Strategia aziendale all’Università
dell’Insubria e managing director del centro di ricerca EntER
dell’Università Bocconi: “È così che oggi nell'Apple
Store sono disponibili oltre 300.000 Apps che complessivamente sono
state scaricate per oltre 7 miliardi di volte”.

La crescente diffusione di smartphone e palmari, non solo Apple,
che nel 2012 supereranno nelle vendite i pc desktop e i notebook,
oggi pone il tema dell'interoperabilità e della indipendenza
dal sistema operativo delle Apps, ma soprattutto cambieranno le
modalità con le quali l'utente medio dispone delle
funzionalità applicative necessarie per compiere le operazioni di
suo interesse anche in contesti lavorativi. “Le Apps stanno già
trasformando in modo significativo settori di business più o meno
toccati dall'affermazione del web: l'home banking e i
pagamenti da device mobili, l'advertising, il marketing, il
settore salute, l'energy management i servizi di
geolocalizzazione legati all'industria dell'automotive”,
racconta Michele Marrone,
managing director della divisione mobility operated services di
Accenture.

Potranno gli ambienti enterprise rimanere impermeabili a questi
cambiamenti? “La risposta è no, soprattutto se si pensa che il
concetto di Apps si collega molto bene a un altro cambiamento a cui
sta andando incontro il mondo IT in generale, e quello enterprise
in particolare: il cloud computing”, dichiara Emanuele Ranieri,
responsabile marketing top client di Telecom Italia.

“L'obiettivo a questo punto deve essere quello di rendere le
Apps indipendenti dalla piattaforma mobile per cui sono nate e
diffonderle su tutti i device di elettronica di consumo, in questo
senso abbiamo puntato sullo sviluppo della comunity degli
sviluppatori fornendo anche la possibilità di replicare le Apps
sui device che si ritengono necessari”, spiega Paolo Bruschi, direttore
vendite per Telecom Italia di Samsung Italy.

Ma portare a utilizzare massicciamente le Apps in azienda insieme a
device come smartphone e tablet non è una cosa da poco, come
spiega Romeo
Quartiero, amministratore delegato di DS Group: “La mobilità
è una modalità di lavoro che si sta diffondendo anche dentro gli
edifici, tra il personale che lavora in sede; per supportare anche
questa esigenza bisogna ripensare i concetti di device management,
creazione e distribuzione dei contenuti di business, profilazione
degli utenti: l'azienda deve rendere disponibile le Apps giuste
alle persone giuste”.

“Non dimentichiamo anche il fatto che il video rappresenta ormai
l'80% del traffico su internet e le Apps devono fare i conti
con questo elemento” afferma Andrea Pirone, technology
marketing manager collaboration della regione Mediterranea di
Cisco.

Ma allo sviluppo delle Apps non è interessato il solo mondo del
business; anche la PA italiana sta focalizzando l'argomento,
convinta che anche queste contribuiranno profondamente a migliorare
il rapporto tra cittadini ed enti pubblici.
“E' importante che le Apps di servizio che verranno
sviluppate dagli enti della PA siano sempre aggiornate e inerenti
alla realtà del momento: solo così possiamo aumentare in positivo
la percezione dei cittadini verso la PA”, sottolinea Andrea Casadei, consigliere per
l'innovazione del ministro Brunetta. E Gianni Dominici,
direttore generale di ForumPA illustrando MiaPA, la prima Apps
sviluppata in questo contesto, spiega: “La logica dei social
media applicata a questa Apps serve per rendere visibili
all'utente i commenti sui servizi erogati da parten di coloro
che sono già passati in un determinato ufficio piuttosto che in un
altro e anche per fornire all'ente le valutazioni di ritorno
sui servizi ottenuti”.

La logica dell'Apps store è uno degli snodi fondamentali per
abilitare la diffusione delle Apps nei contesti di business e nelle
aziende: “Stanno nascendo già e si diffonderanno sempre di più
degli Apps store multivendor indipendenti e tra questi troveremo
chi fornirà Apps orizzontali e chi estremamente verticalizzate”,
dichiara
Gianmauro Calafiore, presidente di SMS Italia e co-founder di
Mobile Monday.